Omicidio – suicidio, l’arma rubata poche ore prima del delitto

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NewTuscia – CASTEL SANT’ELIA – Secondo gli inquirenti si tratterebbe di un omicidio-suicidio quello avvenuto sabato a Castel Sant’Elia; il pm non ha ritenuto necessaria l’autopsia sui corpi di Ciriaco Pigliaru e Anna Cupelloni, che saranno restituiti ai famigliari. I funerali di Anna, per cui è stato stabilito il lutto cittadino, si terranno sabato 2 ottobre alle 15 nella basilica di Sant’Elia. Mentre la salma di Ciriaco verrà benedetta lunedì mattina al cimitero in forma privata.

L’uomo avrebbe sparato alla moglie con la quale, secondo le ipotesi dei carabinieri di Civita Castellana e secondo le testimonianze delle due figlie, avrebbe avuto dei problemi di carattere economico legati alla separazione che non voleva accettare, poi si sarebbe sparato a sua volta con un fucile che sarebbe stato rubato a un amico poche ore prima del delitto. Ad assistere alla tragica situazione, la figlia maggiore dei due.

Secondo la testimonianza dell’amico a cui è stato sottratto il fucile, racconto che sarebbe stato confermato, l’arma sarebbe stata sottratta dopo che Pigliaru convinto con una scusa ad entrare nel magazzino e rinchiuso nel proprio casale dove non ha avrebbe avuto modo di chiedere aiuto. Ore dopo, una volta libero avrebbe sporto denuncia per furto.

La tragedia sarebbe avvenuta intorno alle 20 di sabato, in una zona di campagna. L’ex allevatore sardo, il cui porto d’armi era in fase di rinnovo, secondo le testimonianze raccolte, quella sera avrebbe lavorato nella tabaccheria della figlia a Nepi. Dopo la chiusura si sarebbe recato al casale di famiglia e una volta li, nascosto in giardino, avrebbe atteso la moglie che, uscita con la figlia sarebbe stata colta di sorpresa. Due spari, uno per la moglie e uno per se.

La figlia di 31 anni ha poi chiamato i carabinieri in stato di shock.