L’Ordine Francescano di Orte onora Francesco di Assisi con momenti di preghiera e riflessione

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – L’Ordine Francescano di Orte ha predisposto un articolato programma in occasione della Festa di  San Francesco di Assisi, con momenti di preghiera e di riflessione,  ad un anno dall’ Enciclica  “Fratelli tutti”, che Papa Francesco ha promulgato il 3 ottobre 2020 ad Assisi.

L’Ordine Francescano intitolato ai Santi Antonio e Bernardino ha predisposto  il camminino di preparazione alla festa del Fondatore con la guida spirituale   dell’assistente Padre Renzo Cocchi, nel corso della quale vengono  meditati dei brani significativi delle Fonti Francescane, attualizzati alle problematiche umane e spirituali dei nostri tempi.

E’ stato ricordato come le Fonti francescane, ad opera dei biografi contemporanei di San Francesco abbiano colto la semplicità e la vicinanza del santo alla vita dei suoi contemporanei, come confermato, tra l’altro,  dai racconti del passaggio di San Francesco  ed il miracolo della guarigione del giovane Giacomo compiuto ad Orte su insistenza dei genitori, che costituirono probabilmente, insieme ad altri seguaci uno dei primi nuclei dell’Ordine Francescano Secolare, riservato ai laici desiderosi di vivere gli ideali processati da Francesco.

Nel pomeriggio di  domenica  3 ottobre, vigilia della festa,  verrà celebrato presso la parrocchia di  Orte Scalo il Transito di San Francesco e nella  giornata di lunedi 4 ottobre,  memoria di San Francesco, il parroco don Maurizio Medici celebrerà  la santa messa secondo il messale serafico, con l’animazione con i canti del Coro della Cattedrale. 

In molte cittadine della Tuscia si conservano importanti memorie francescane che onorano la testimonianza di fede del patrono d’Italia.

Orte, tra le altre cittadine del Lazio e dell’Umbria , conserva numerose testimonianze della presenza di Francesco di Assisi  da quando, nel 1209, soggiornò nella città del fiume, l’ “Insula aurea” con i suoi primi undici compagni per 15 giorni presso la chiesetta rupestre di San Nicolao, sulla collina verdeggiante che sovrasta Orte Scalo.     Il Poverello era di ritorno da Roma, ove presso il Papa Innocenzo III aveva ottenuto per sé e per i suoi seguaci l’approvazione della Regola dell’Ordine dei Frati minori che ha fatto della povertà, del servizio ai più deboli e della preghiera i fondamenti di un autentico stile di vita che riesce ad avvicinare le Creature a Dio, in ogni tempo ed in ogni condizione sociale.

Ad Orte San Francesco operò il prodigio della guarigione di un bambino di nome Giacomo, con le estremità rattrappite dalla nascita. Il Santo acconsentì alle richieste  dei genitori e forse in quell’occasione ideò la costituzione dell’Ordine Francescano Secolare, rivolto ai coniugi cristiani ed ai laici desiderosi di vivere il suo ideale di fraternità universale.

Nel Museo diocesano di Arte Sacra di Orte viene conservata la tavola di S. Francesco, presso la chiesa romanica di S. Silvestro, impreziosita dall’elegante campanile.

Fra le tavole a fondo oro raccolte nel Museo, costituisce un rarissimo esemplare di ritratto verosimile del Santo  nellimmediatezza della sua morte,  erisalente allultimo quarto del secolo XIII  ed era ospitata prime nella chiesa di SantAngelo e successivamente nellomonima chiesa e convento di San Francesco.

La presenza dei seguaci di Francesco è delineata nel testo “Memorie francescane ad Orte” scritto da Alessandro Camilli nel 1927 e nel primo saggio  “S. Francesco malato e santo”  della collana dei Quaderni dell’Accademia dei “Disuniti”, dedicato nel 1985 al quadro “S. Francesco storie della vita” con scritti di Marcello Camilucci e Pietro Amato con premessa di Amleto Di Marcantonio e prefazione di Delfo Gioacchini, che richiama la datazione  dello storico Lando Leoncini (1548-1634) della “verissima e devotissima immagine del padre serafico S. Francesco fatta l’anno 1284… Ove concorrono molti forastieri, si per vederla, per essere la verissima effigie e ritratto dal naturale, si’ anche per la devozione di esso Santo”.

Nella ricorrenza di San Francesco, primo assertore del rapporto uomo natura, va letta la lettera dei giovani ai giovani di ieri sulla tutela del Crato. “Non c’è più tempo!

Questo il testo della lettera inviata dai giovani di fridaysforfuture  agli adulti in occasione dello sciopero globale indetto per il  24 settembre:    Lettera aperta a voi adulti, giovani di ieri,

Ogni generazione ha vissuto un periodo storico denso di sfide. In tanti tra voi, adulti di oggi, avete intrapreso battaglie per un mondo migliore e in tanti tra voi le portate avanti tutt’ora. Altri di voi, invece, si sono persi per strada, forse stanchi o rassegnati. Siete intorno a noi, nostri coetanei di qualche tempo fa. Siete i nostri professori, le nostre forze dell’ordine, i nostri politici.

 I nostri nonni, zii, genitori.

Vi diciamo la verità: vi capiamo. Quando si diventa grandi e si vedono tante cose sbagliate, il mondo può iniziare a sembrare un posto più noioso e prevedibile, e si iniziano a guardare quasi con tenerezza i giovani che ancora credono di poter cambiare le cose.

Oggi, al centro delle preoccupazioni di noi giovani, troneggia lemergenza climatica. La nostra rabbia, paura e insofferenza di fronte alla crisi che avanza, ma anche la passione con la quale ci impegniamo, potrebbero forse apparire a molti di voi come un chiaro segno di gioventù, un indice di non ancora piena maturità, un non essersi ancora confrontati con la vita reale.

Ecco, vogliamo parlarvi di questa specie di gioco delle parti: noi giovani non stiamo giocando a fare gli idealisti, e non possiamo permetterci che la battaglia per il clima diventi l’ennesima battaglia persa di un’altra generazione di giovani di belle speranze.

Questa volta, cari nonni, cari zii e cari genitori, abbiamo bisogno di essere uniti. Noi giovani e voi adulti di questo paese, nostri ex coetanei. In questo momento storico, lunità è fondamentale. Voi avete la saggezza di chi ne ha viste tante, noi lentusiasmo di chi ne ha viste poche. Voi avete in mano il nostro paese, la politica, leconomia. Fate le leggi, votate, decidete per molti di noi, lavorate. Noi siamo in minoranza, voi siete in maggioranza.

Nessuno si salva da solo, e il tempo è molto poco.

Non sono tanti i momenti nella storia in cui ad ognuno è richiesto di scegliere da che parte stare. Con la catastrofe climatica in corso e le condizioni del pianeta in rapido peggioramento, con i prossimi anni che si prospettano decisivi per vincere o perdere questa battaglia epocale, questo è uno di quei momenti, e non è facile.

Ma gli ideali e le speranze con cui vi scriviamo, ne siamo sicuri, hanno mosso tutti voi, adulti di oggi su cui poggia l’Italia intera.

E speriamo possano tornare presto a farsi sentire, più forti che mai, nelle nostre città, a partire dal prossimo Sciopero Globale per il Clima del 24 settembre.

Venite in piazza, lasciate il lavoro e gli impegni per una mattinata di gioia, di lotta e di speranza. Senza la pretesa di cambiare il mondo in un giorno, ma con la consapevolezza che quel giorno saremo dalla parte giusta, insieme.

Il resto, poi, sarà Storia.