Un bando della regione Lazio di oltre sette milioni di euro per le attività gruppi operativi

Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Le parole d’ordine: “Aggregazione, innovazione, saper fare sistema. Queste le parole chiave non solo della programmazione europea nel #Lazio ma anche, da sempre, del nostro obiettivo istituzionale, che oggi si declina in un nuovo bando. Abbiamo infatti appena pubblicato sul Burl il bando relativo alla sottomisura 16.2, tipologia di operazione 16.2.1, che destina 7.592.926,88 euro ai progetti pilota, presentati dai Gruppi Operativi, che si sono costituiti e la cui attività è stata sostenuta nell’ambito della sottomisura 16.1 del nostro Programma di Sviluppo Rurale.

Con il bando appena pubblicato intendiamo finanziare progetti che sviluppino nuovi prodotti, pratiche, processi o tecnologie nel settore agricolo, agroalimentare e forestale, che possano dare risposte pratiche e concrete ai fabbisogni di innovazione delle aziende laziali”, queste le dichiarazioni dell’Assessore regionale all’Agricoltura, Enrica Onorati.

Ai fini dellammissibilità i progetti devono perseguire almeno una delle seguenti finalità: migliorare la competitività delle aziende, anche attraverso nuovi sbocchi sul mercato; adattare le produzioni al cambiamento climatico;  migliorare i processi di trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli e/o forestali e/o agroalimentari; diminuire limpatto ambientale delle produzioni nelle pratiche agricole, agroalimentari e forestali; recuperare prodotti, processi e pratiche abbandonati che possono consentire un aumento della competitività delle aziende e/o un benefico effetto sullambiente.

Le domande di sostegno dovranno essere presentate attraverso la funzionalità online operante sul portale SIAN dell’Organismo pagatore (AGEA) entro le ore 23:59 del giorno 26/11/2021. Tutti i dettagli saranno pubblicati su lazioeuropa.it

Il Lazio ha condiviso le posizioni espresse recentemente dalla Conferenza delle regioni per l’attuazione del federalismo fiscale in coincidenza con gli investimenti del Piano di Ripresa e Resilienza.

Le regioni italiane si sono occupate recentemente del Coordinamento del federalismo fiscale con il nuovo sistema fiscale che si va delineando sulla base del Recovery Plan”. Questa esigenza e’ stata prospettata  dal presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, nel suo intervento alla recente audizione  in Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, sullo stato di attuazione e sulle prospettive del federalismo fiscale, anche con riferimento ai relativi contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ringraziando i parlamentari della Commissione, il Presidente della Conferenza delle Regioni sottolinea l’esigenza di una ripresa dellapplicazione del federalismo fiscale: basti considerare che sono trascorsi 20 anni dalla modifica del Titolo V” della Costituzione che, allarticolo 119, riconosceva lautonomia finanziaria di entrata e di spesa per gli enti territoriali.

Sono passati 12 anni dallapprovazione della legge di attuazione del così detto Federalismo Fiscale” (legge 42/2009) e 10 anni dal decreto attuativo n. 68/2011 finalizzato a ridisegnare la fiscalità delle regioni e il superamento della spesa storica a favore dei costi standard e della capacità fiscale, ma a tuttoggi è ancora in discussione lapplicazione dellautonomia finanziaria degli enti”.

“Eppure – prosegue il presidente della Conferenza delle Regioni – l’autonomia finanziaria degli enti è strettamente legata alla responsabilità anche finanziaria degli stessi e viceversa la responsabilità finanziaria non può che essere accompagnata dall’autonomia finanziaria soprattutto se si vuole dare maggiore efficacia all’operatività dell’ente.

Si tratta di concetti che meritano di essere riportati al centro della discussione sull’attuazione del federalismo fiscale: l’autonomia finanziaria degli Enti da coniugare con la responsabilità di prelievo e di spesa è di fatto il cardine del federalismo fiscale”.

Così come va sottolineato come anche l’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione con l’assegnazione alle Regioni di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia sia parte integrante del processo verso il federalismo fiscale.

 “La valorizzazione dell’autonomia, partita principalmente da territori del nord del Paese, oggi ritengo sia fondamentale anche per le regioni del Sud Italia.  I rapporti con lo Stato centrale durante la pandemia – ha spiegato Fedriga – hanno fatto capire con chiarezza che valorizzare l’autonomia stessa di tutte le Regioni d’Italia possa portare a una migliore risposta ai cittadini e ad un miglior coordinamento degli enti della Repubblica. Del resto molte Regioni del Mezzogiorno hanno dimostrato la capacità amministrativa e di governo del territorio che, coordinata ovviamente dallo Stato centrale, può rappresentare un valore aggiunto per il nostro Paese”.

Nella sua relazione Davide Carlo Caparini, Assessore al Bilancio della Regione Lombardia e coordinatore della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni ha ricordato come “le Regioni abbiano dimostrato grande responsabilità nel seguire il dettato della legge Costituzionale 1/2012 che ha introdotto il pareggio di bilancio”, sottolineando “l’impegno costante  nella riforma degli ordinamenti contabili pubblici per rendere i bilanci delle amministrazioni pubbliche omogenei confrontabili e aggregabili al fine di consentire il controllo dei conti pubblici nazionali anche in unottica di perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti in ambito nazionale in coerenza con gli obiettivi comunitari”.

Quanto allo stato dell’attuazione del “federalismo fiscale”, il confronto con i Parlamentari ha permesso, partendo dagli elementi di novità della modifica titolo V della Costituzione ed in particolare dall’articolo 119 Costituzione, una riflessione sull’attuazione del Decreto legislativo 68/2011, sui lavori del tavolo tecnico per l’attuazione dello stesso provvedimento e della Commissione tecnica Fabbisogni standard, e sulle  previsioni del PNRR per la riforma, oltre ad un cenno come parte integrante del processo verso il federalismo fiscale, anche all’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione con l’assegnazione alle Regioni di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.