Politica e social, due linee parallele che faticano ad incontrarsi al momento giusto

NewTuscia – ITALIA – Sarà che la situazione covid passata ha stressato molti, sarà che questi si saranno annoiati, sarà anche stata fatta cattiva informazione, ma la mediocrità in cui sta cadendo l’informazione italiana è pressoché imbarazzante. L’avvento della tecnologia fa la sua parte, i social anche, tuttavia questi dovrebbero essere mezzi anche per combattere la disinformazione, non alimentarla. Ma non è tutto, la classe politica sta finendo una parabola discendente avviatasi circa 10 anni fa, creando precedenti su situazioni anomale e instaurando clichè ormai associati al politico medio in Italia. Cosa accade allora? Che subentrano i famigerati influencer, forti di un appoggio e seguito che, ahimè, ormai non gode nemmeno il più bravo dei politici, tutto attraverso “politically correct” e becero populismo.

Siamo diventati il paese dove si utilizzano la parola sessista, xenofobo, transfobico, fascista, comunista, omofobo ecc. senza conoscerne il significato, dove le idee non sono più genuine ma figlie di un pensiero molto spesso comune, generato da chi ha più follower di noi. Siamo il paese dove ci si lamenta delle statue, le si vandalizza, senza conoscerne la storia o il significato, siamo il paese o dell’accoglienza o del “a casa loro”, siamo diventati, diciamocelo, la barzelletta

Uno dei comizi di Conte durante il tour elettorale

d’Europa. Figli di una classe politica allo sfascio, che impedisce la riapertura totale degli spettacoli, se non con trecentomila misure, ma organizza comizi in barba ad ogni possibile prevenzione anti contagio e, rullo di tamburi, se ne vanta postando sui social. E’ un cerchio che si chiude qua, sempre e solo social utilizzati in malo modo! Questi potrebbero essere strumenti comunicativi dal potenziale inimmaginabile, ma vengono utilizzati per fare solo cattiva informazione su chi non ha la perspicacia di capire che si tratta di una balla.

Vedo scambi accesi tra politici ed influencer, su argomenti anche delicati (memo: abbiamo una camera e delle persone che vengono pagate per fare questo), e mi domando: davvero ci siamo meritati questo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Non esiste bene o male, esiste la buona informazione, parola che, purtroppo, sta perdendo ogni tipo di valenza oggigiorno. La politica dovrebbe essere più social? No, lo è fin troppo. Potrebbe usarli meglio, spazzando via le figure degli influencer? Assolutamente si.