Festival della Scienza 2021: scavi con l’Unitus

NewTuscia – VITERBO – Lunedì 26 settembre, alle 17.00,  nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Unitus per il Festival della Scienza 2021 sarà possibile visitare lo scavo prima che venga rinterrato  per motivi di sicurezza e conoscere in anteprima le novità, accompagnati dalla professoressa Marina Micozzi, docente di Etruscologia e responsabile scientifico dello scavo per l’Università della Tuscia.

Per prenotazioni : bit.ly/FestivalVT-26settembre2021.

Sono ricominciate il 30 agosto le indagini di scavo condotte dall’Università della Tuscia (Dipartimento Disucom) nella necropoli di  Monte Abatone, a Cerveteri,   nell’ambito di un progetto congiunto con le Università della Campania, di Urbino e di Bonn e con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

Monte Abatone, una delle maggiori necropoli urbane di Cerveteri, paragonabile alla più nota Banditaccia per estensione e importanza, è ancora quasi del tutto sconosciuta, nonostante sia stata oggetto, tra il 1956 e il 1961,  di indagini archeologiche da parte della Soprintendenza per l’Etruria meridionale in collaborazione con la Fondazione Lerici di Milano. In quell’occasione furono messe in luce 641 tombe e diverse migliaia di oggetti di corredo, ad oggi solo in parte noti, la cui edizione integrale è ora affidata al citato gruppo di ricerca internazionale. Dato il suo carattere di intervento d’urgenza volto a contrastare l’azione dei clandestini, il lavoro della Fondazione Lerici a Monte Abatone si concentrò sul recupero dei materiali,  tralasciando completamente sia  le informazioni relative all’organizzazione topografica della necropoli sia lo scavo completo e la documentazione delle architetture funerarie. Le nuove indagini, iniziate nel 2018 con lo scopo di acquisire queste informazioni fondamentali, hanno interessato un’area del settore Ovest della necropoli, dove sia le prospezioni geofisiche realizzate dal l’Istituto  per le Tecnologie applicate ai Beni Culturali del CNR che le foto aeree e satellitari mostravano la presenza di tombe non identificate dalla Fondazione Lerici. I primi due anni di scavo  hanno già cambiato radicalmente l’immagine della necropoli, permettendo di ricostruire il paesaggio antico di un piccolo settore funerario, verosimilmente gestito per tutto il VII secolo a.C. da un unico gruppo a carattere familiare, con esempi di tutte le tipologie tombali in uso a Cerveteri tra la fine dell’VIII e il VI sec. a.C. e materiali provenienti da tutte le zone del Mediterraneo. La campagna 2021 ha allargato lo scavo fino  alla zona intorno al tumulo Campana, il solo in grado di competere in dimensioni con i grandi tumuli della Banditaccia, certamente espressione di una famiglia aristocratica ai vertici della società ceretana della metà del VII secolo a.C., non a caso collocato in posizione dominante al limite del pianoro, ben visibile dall’abitato di Cerveteri.

E’ stata messa in luce per la prima volta la monumentale rampa di accesso al tumulo ed è stato indagato il fronte delle tombe che, dalla fine del VI secolo a.C., lo affiancano a est, ai margini della rupe,  con uno straordinario effetto scenografico apprezzabile dalla città antica.

A sud-ovest del Tumulo Campana è invece emerso un settore di necropoli occupato esclusivamente da tombe degli inizi del VII secolo a.C., al momento la maggiore concentrazione di tombe tanto antiche sul pianoro di Monte Abatone, forse  già pertinente al gruppo egemone da cui emergono, alla metà del secolo, i titolari del Tumulo Campana.

Viterbo 24.9.2021