“Dante, la memoria, la scuola, la malattia”. Tre giorni di incontri a Bagnoregio e Montefiascone

LA PAROLA CHE NON MUORE

Tre giorni di incontri a Bagnoregio e Montefiascone

(1°-3 ottobre)

VIa edizione

 

Dante, la memoria, la scuola, la malattia

 

Festival gemellato con 

 

LA FESTA DELLA SCUOLA (ASCOLI PICENO)

FESTA DI SCIENZA E FILOSOFIA (FOLIGNO)
FESTE ARCHIMEDEE (SIRACUSA)

FESTIVAL DELLA CRESCITA (MILANO)
ANTICONTEMPORANEO (CASSINO)
PAROLE IN CAMMINO (SIENA)

X-OFF. CONVERSAZIONI SUL FUTURO (LECCE)

DANTE SENZA FRONTIERE (SALERNO)

 

Un progetto in collaborazione

con

la SOCIETà DANTE ALIGHIERI

Con il sostegno di ZANICHELLI e MONDADORI EDUCATION

Direzione artistica: Massimo Arcangeli, Raffaello Palumbo Mosca

Direzione organizzativa: Diego Palma

Coordinamento generale: Fabio Di Nicola

Comitato scientifico: Edda Cancelliere, Milton Fernàndez, Riccardo Gualdo, Pierluigi Mingarelli, Mario Morcellini, Carlo Pulsoni, Davide Rondoni, Ottavio Rossani

Civita in giallo: Fabio Mundadori

Ufficio stampa: Massimiliano Bellavista

Coordinamento locale: Andrea Ciarrocchi

Coordinamento Premio poesia “Caro poeta”: Patrizia Marchei

Contributi video: Gianni Gadaleto

Tecnico audio e video: Andrea Artemi

Diretta Streaming: Alessandro Russo

Coordinamento per il territorio: Doriana D’Elia

Realizzazione grafica e sito web: Antonio Silvestri e Stefano Palma

 

Ne ha parlato perfino il “New York Times”. Con le sue erosioni dal basso, con le sue magiche e rarefatte prospettive aeree, con la sua capacità di dominare dall’alto il territorio al pari di una fortezza, con i suoi “ponti” quasi sospesi nel tempo e nello spazio, il borgo di Civita di Bagnoregio è un simbolo naturale della cultura che resiste, attraverso la conservazione caparbia di una memoria che si tramanda da secoli. Un luogo ideale per avviare riflessioni e letture fra narrativa e poesia, filosofia e scienza, lavoro critico ed esperienza personale (per una parola che è ancora fortunatamente viva, e intende anzi continuare a vivere), come primo passo per la realizzazione di un progetto di ampio respiro che trae ben più d’uno spunto dalle celebrazioni dantesche (nell’anno in corso ricorre il settecentesimo dalla morte del poeta).

La parola che non muore, che si svolge sotto la direzione artistica di Massimo Arcangeli e Raffaello Palumbo Mosca, parte dalla necessità della conservazione della memoria libraria e della memoria poetica che prende a modello proprio la Commedia di Dante, simbolo di una poesia universale che continua a parlare, in tante lingue disseminate per il mondo, a milioni e milioni di lettori.

La memoria poetica, ultimamente al centro di un animato – e in alcuni casi aspro – dibattito sulla presunta morte dell’oggetto sul quale si fonda e si esercita, sarà chiamata innanzitutto in causa dalla quarta edizione del premio dedicato ad Annibal Caro poeta (gemellato con quello dedicato al Caro traduttore, anch’esso giunto alla sua quarta edizione), che vedrà premiato, da una giuria di qualità, il miglior libro di poesia uscito fra il 2019 e il 2021.

Quanto alla memoria libraria, nel corso della manifestazione si metterà a disposizione, per un poeta o uno scrittore, uno studioso o un artista, Casa Greco, a Civita di Bagnoregio, perché l’ospite che vi sia accolto ne faccia, soggiornandovi, luogo di ritiro, di concentrazione, di riflessione per il suo lavoro. Nell’occasione della sua nascita il compianto maestro Stelvio Cipriani ha donato a Civita, nel 2016, una sua composizione inedita.

I temi portanti dell’edizione di quest’anno, focalizzata sulle celebrazioni dantesche, ruoteranno intorno ai rapporti fra scienza e letteratura, al giallo d’autore, ai luoghi e alle parole (e ai linguaggi) da riabitare e al visibile parlare. Arricchiranno il programma alcuni eventi incentrati sulla scuola (al tempo della pandemia) e una sezione tematica intitolata Un male chiamato umanità (ispirata a Norman Oliver Brown, e a Ferdinando Camon), anche per ribaltare la prospettiva dalla quale si è perlopiù affrontata l’emergenza sanitaria.

Nei giorni del festival sarà infine conferito il premio itinerante “Visioni” a una o più personalità di spicco del panorama nazionale o internazionale. Il premio, nato nel 2015, viene attribuito, di tappa in tappa, a personaggi che si siano distinti nel campo del giornalismo, della cultura, dell’arte, dell’imprenditoria, dello spettacolo, ecc., ed è stato assegnato, negli anni, ad Antonio Ricci, Cristina Comencini, Enrico Mentana, Corrado Augias, Carlo Freccero, Gian Antonio Stella, Lucia Annunziata, Zygmunt Bauman, Sergio Castellitto, Agnes Heller, Luciano Canfora, Piergiorgio Odifreddi, Franco Cardini, Teresa Forcades, Alberto Asor Rosa, Antonio Presti, Michele Mirabella, Francesco Bruni (regista), Mario Martone, Livio Leonardi, Carlo Degli Esposti, Lamberto Giannini e molti altri.

Nascono con questa edizione anche il premio “Civita in giallo”, che sarà attribuito a uno scrittore di gialli o di noir, e il premio “Torre di Chia” (per il centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini che si celebrerà nel 2022), indirizzato agli studenti delle scuole superiori di ogni ordine e grado e dal tema Scrittura, arti visive e identità. Un altro premio, intitolato al “Tronco d’Artista”, sarà lanciato in occasione della realizzazione di un’opera di Andrea Gandini, dedicata alla figura di Annibal Caro, traduttore dell’Eneide, che sarà mostrata per la prima volta al pubblico, alla Commenda di Montefiascone, nella giornata del 3 ottobre. Qui di seguito il regolamento del premio.

 

Regolamento

 

Art. 1

Non ci sono limitazioni di nessun tipo per la partecipazione al premio. A tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Agli studenti universitari e delle scuole secondarie di primo e secondo grado che avranno aderito all’iniziativa, oltre all’attestato, verrà riconosciuto un premio in libri.

 

Art. 2

I partecipanti al premio dovranno inviare via e-mail, entro il 30 giugno 2022, un progetto (sviluppato in 5.000 caratteri al massimo, spazi inclusi) per la realizzazione di un “tronco d’artista”: il tronco di un albero antico su cui lavorare (dipingendolo, modellandolo, trasformandolo in un qualunque altro oggetto, ecc.) per renderlo un manufatto. I progetti ritenuti migliori, secondo il giudizio di un’apposita commissione, saranno presentati durante l’edizione della “Parola che non muore” che si svolgerà nell’autunno del 2022.

L’iscrizione al premio, e la partecipazione al festival dei migliori selezionati dalla giuria, implica l’autorizzazione, da parte dei partecipanti, alle riprese fotografiche e audiovisive che saranno effettuate durante la manifestazione, nonché la loro libera utilizzazione, per fini promozionali, giornalistici, documentari o altro, da parte dell’organizzazione. L’iscrizione al premio implica altresì la cessione a titolo gratuito dei diritti di immagine in favore dell’organizzazione stessa o dei suoi incaricati, e la rinuncia a ogni eventuale azione tesa a ottenere il pagamento di corrispettivi, indennità, rimborsi o altro connessi a quei diritti.

 

Art. 3

I primi tre classificati saranno ospitati, per un soggiorno di una settimana per due persone, al Borgo “La Commenda”. Al vincitore assoluto sarà offerta l’opportunità di partecipare a uno dei festival della rete “La Parola che non muore” per un soggiorno, sempre per due persone, comprensivo della copertura, da parte dell’organizzazione, delle spese di trasporto.

 

Art. 4

I progetti spediti via e-mail potranno essere illustrati secondo le seguenti modalità:

 

– verbale/espositiva (un riassunto del progetto, in chiave espositiva o narrativa);

– grafica (un dipinto, un esercizio di tecnica grafica o altro);

– multimediale (un videoclip).

 

Nella loro presentazione i partecipanti spiegheranno come intendono realizzare i loro progetti. La presentazione, se in modalità audiovisiva, non dovrà superare i 10 minuti di durata.

 

Programma

 

Venerdì 1° ottobre

Istituto omnicomprensivo F.lli Agosti (Bagnoregio)

La Voce della Scuola

Ore 11.30

Massimo Arcangeli, La parola e l’immagine. Con gli studenti delle terze classi (sezioni A e B) della scuola media dell’istituto, coordinati da Francesca Fiorentini

 

Ore 15.30

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Culture da salvare, da trasmettere, da condividere  

Luca Profili, sindaco di Bagnoregio, Civita, la “città che non vuole morire”

Francesco Bigiotti, amministratore unico di Casa Civita, Una residenza d’artista per il libro e la cultura

Luigi De Simone, imprenditore, Come far rinascere un antico borgo

Elisabetta Ferrari, Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF)

Beatrice Curci, associazione GIULIA (GIornaliste Unite LIbere Autonome), Dare voce alle differenze di genere

Massimo Arcangeli e Diego Palma, La voce della scuola

 

Ore 16.00

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Luoghi da riabitare

Filippo Arcelloni, Il teatro che cammina (sulla via Francigena)

 

Ore 16.30

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Civita in giallo. I luoghi

Premio “Visioni” a Marcello Fois

Introduce Fabio Mundadori. Premia Luca Profili

 

Ore 17.00

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Parole da riabitare (ETICA)

“Impossibile è essere savio chi non è buono”

Eugenio Coccia e Filippo La Porta, Dante e l’etica. Fra letteratura e scienza. Coordina Massimo Arcangeli

 

Ore 17.30

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

La Voce della Scuola

Silvio Barbieri, Rita Biganzoli, Antonio De Nigris, Carlo Montanari, La scuola che potremmo avere: il futuro dopo l’emergenza

L’emergenza Covid ha posto in evidenza i problemi strutturali di una scuola non più al passo coi tempi. Problemi amplificati dalla didattica a distanza (DAD), anche se, quando il Covid ci ha colpiti di sorpresa, chi era già preparato a gestire una didattica innovativa in presenza ha saputo farlo anche a distanza. Una didattica on-line da non intendersi come una  forma sostitutiva della didattica in presenza, ma come un suo complemento.

 

Coordina Diego Palma

 

Ore 18.00

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

La Voce della Scuola

Rosario Alfano e Giuseppe Mancuso, La scuola (da rifondare) che non c’è

Abbiamo bisogno di una tensione ideale che faccia della scuola riformata il luogo dove crescere insieme come comunità. Un luogo dove alimentare il senso civico e far maturare la consapevolezza di essere cittadini attraverso un percorso di studi, di esperienze, di scambi, di condivisione, di apprendimento. Un luogo dove si coltivi anche il rispetto per il lavoro. Per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) è aumentato il carico lavorativo (gli organici ridotti non riescono a soddisfare l’enorme mole di lavoro degli ultimi vent’anni), oltre alla responsabilità, ma non lo stipendio. Si combatte il Covid, nella realtà, senza il personale ATA.

 

Coordina Diego Palma

 

Ore 18.30

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

La Voce della Scuola

Tiziana Mari, Se i quadri potessero pensare

Tanti dipinti famosi reinterpretati in chiave attualizzante, sotto la guida della docente che racconta qui il suo progetto (ideato e realizzato in tempi di pandemia), dagli studenti di una quarta classe del liceo scientifico Ettore Majorana di Orvieto.

 

Ore 19.00

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

La Voce della Scuola

Emma Sabatini e Gianmarco Silvano, L’Unione (degli Studenti) fa la forza. Un manifesto per la scuola del futuro

Con l’introduzione della DAD (marzo 2020) abbiamo assistito alla progressiva esplosione delle contraddizioni e delle problematiche strutturali che il sistema di scuola pubblica del nostro paese presenta ormai da decenni. Viviamo una scuola sempre più esclusiva, spesso determinata dalle logiche meritocratiche e competitive di un sistema capitalista in cui è immersa, in cui studenti e studentesse non sono condotti alla formazione di un pensiero critico ma alla mera acquisizione di sterili nozioni, con processi frontali e punitivi che non mirano a una reale crescita dell’individuo. Ci hanno lasciato una scuola in macerie, distrutta dai processi di aziendalizzazione e sottofinanziata. Abbiamo così deciso di mobilitarci e di ricostruire un modello di scuola alternativo. A partire dallo scoppio della pandemia siamo scesi nelle piazze per pretendere che l’istruzione pubblica costituisse la priorità del nostro governo, abbiamo preteso che tutti avessero accesso ai device e alla connettività. Siamo stati da sempre in prima linea per un ritorno in presenza in sicurezza e abbiamo preso parte a numerose mobilitazioni per sottolineare il carattere trasversale della didattica e la funzione sociale dei luoghi della formazione. Dal gennaio del 2021 abbiamo deciso di ricostruire le nostre scuole a partire dalla riapertura di cantieri, di spazi assembleari che garantissero un confronto reale tra le componenti sociali della scuola per immaginarne un cambiamento dal basso, in forma radicale e strutturale, dalla valutazione all’edilizia, dal diritto allo studio alla didattica. Un processo di costante riflessione pedagogica che non si può interrompere.

 

Coordina Diego Palma

 

Sabato 2 ottobre

Bagnoregio  

 

Ore 15.00

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Parole da riabitare (felicità)

“Altro ben è che non fa l’uom felice; / non è felicità”

Lello Voce, Il manifesto per una scuola della felicità

Il manifesto, proposto da un poeta che è anche un insegnante, è una provocazione che prova a immaginare una scuola superiore radicalmente diversa da quella attuale, una scuola che rifiuti di basarsi su controllo, valutazione ossessiva, competenze e competitività per diventare invece un luogo capace di creare felicità, solidarietà e rispetto per tutti coloro che ne fanno parte (allievi, insegnanti, personale tecnico). Una fabbrica di sogni e felicità, cultura e futuro. Ispirato al pensiero libertario di grandi figure come Ivan Illich e Danilo Dolci, il Manifesto per una scuola della felicità ribalta molti dei luoghi comuni della scuola così com’è (e come viene progettata oggi), lanciando il guanto di una sfida a ripensarla dalle fondamenta, mettendo al suo centro non questa o quella necessità economica e produttiva ma la voglia di stare assieme e la responsabilità di farlo nell’interesse comune, oggi più che mai. Pubblicato inizialmente sul sito del «Fatto quotidiano», il manifesto è stato poi rilanciato da Rai Radio 3 (nella trasmissione La lingua batte).

 

Ore 15.30

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Parole da riabitare (MENTE e MEMORIA)

“Apri la mente a quel ch’io ti paleso / e fermalvi entro: che non fa scïenza, / sanza lo ritenere, avere inteso”

La mente memore. Premio “Visioni” a Giorgio Vallortigara. Premia Francesco Bigiotti

 

Ore 16.00

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Il visibile parlare

Lucia Battaglia Ricci, Dante in immagini

Un affascinante viaggio, lungo i secoli, tra dipinti, miniature e altre rappresentazioni artistiche di personaggi ed episodi famosi della Commedia dantesca.

 

Ore 16.30 

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Civita in giallo. I tempi

Franco Forte e Fabiano Massimi, Storie gialle nell’Italia fascista e nella Germania nazista

L’uranio di Mussolini (Franco Forte) e I demoni di Berlino (Fabiano Massimi). Due gialli storici ambientati nei primi anni Trenta, alla vigilia del periodo più oscuro della storia europea nel “secolo breve”, che avrebbe precipitato il mondo nell’inferno della guerra più terribile che l’umanità ricordi. Due storie (quella italiana è ambientata in Sicilia) che ci fanno respirare il clima che fece da incubatore al fascismo e al nazismo e ne accompagnò il montare delle ideologie che li sostennero.

 

Coordina Fabio Mundadori

 

Ore 17.00

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Una male chiamato umanità

“Io vidi una di lor trarresi avante / per abbracciarmi, con sì grande affetto, / che mosse me a far lo somigliante”

Salvatore Malizia, Patrizia Marchei Romano, Daniela Turi, Il “contagio” degli affetti. Malattie, cure, guarigioni

Modera Massimiliano Bellavista

 

Ore 17.30

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Parole da riabitare (cambiamento)

“Non v’accorgete voi che noi siam vermi / nati a formar l’angelica farfalla, / che vola a la giustizia sanza schermi?”

Massimiliano Bellavista, Marina Morbiducci, Antonella Palmitesta, Bianca Piergentili, Francesco Ricci, Sessualità “fluttuanti”, passaggi di stato, identità ibride

Modera Massimo Arcangeli

 

Ore 18.00

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Civita in giallo. I tempi

Mauro Valentini e Mirko Zilahy, Storie criminali da città eterne (Roma) e paesi che muoiono (Civita)

Tutti lo chiamavano Tyson (Mauro Valentini) e L’uomo del bosco (Mirko Zilahy). Il primo romanzo è la storia di un uomo cui si offre un giorno l’opportunità di cambiare il corso di una vita passata a rimediare alle conseguenze dei propri errori (ma di mezzo c’è Tyson…). Il secondo romanzo ci accompagna in un viaggio nel cuore di sangue e di pietra di Civita di Bagnoregio, e alla fine scopriamo che le sue viscere non sono poi così diverse da quelle covate nell’animo umano.

 

Coordina Fabio Mundadori

 

Ore 18.30

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Una male chiamato umanità

Giorgio Nisini e Luca Ricci, Il tempo e la malattia

Un dialogo sull’umano e sulla malattia a partire dai libri Gli estivi (Luca Ricci) e Il tempo umano (Giorgio Nisini).

 

Coordina Raffaello Palumbo Mosca

 

Ore 19.00

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

La voce della scuola

Nicola Maulucci, Figli di un dio minore. Racconti di discontinuità didattica e di precarietà affettive

Dall’affidamento temporaneo, della durata al massimo di diciotto mesi, all’affidamento sine die (fino ai 18 anni). Esperienze di genitori affidatari piene di gioie ma anche ricolme di dolori, fra incomprensioni e ricongiungimenti, discussioni e riappacificazioni. Esperienze che ti riempiono in ogni caso la vita, anche se ci si chiede che senso abbia lasciare qualcuno nelle mani di una famiglia affidataria fino al compimento del diciottesimo anno senza poterlo adottare prima.

 

Ore 19.30

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

Il visibile parlare

“E tu che se’ costì, anima viva, / pàrtiti da cotesti che son morti”

Lisa Flores (direttrice della scuola Flores), Antonella Arduini, Cristina Bombasaro, Monica Pesciarelli, Santina Petrosilli, Il flamenco. La tradizione che non vuole morire

La scuola di flamenco Flores è una realtà consolidata che propone spettacoli di danza e musica flamenca coi più importanti artisti della scena internazionale. Il flamenco, originario dell’Andalusia, è l’espressione più vivida e magnifica dell’arte gitana. È una danza sensuale, che produce un’intima unione fra il corpo e lo spirito, e arriva a farci comprendere in modo intuitivo l’energia ancestrale sopita dentro ciascuno di noi. Il flamenco è ritmo, armonia e contrasto, creatività e tradizione, suoni e musica alternati a profondi e magici silenzi.

 

Conduce Fabio Di Nicola

 

 

 

Domenica 3 ottobre

Borgo La Commenda (Montefiascone)

 

Ore 10.00

“Vorrei essere scrittore di musica, / vivere con degli strumenti / dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare”

I premi “Caro poeta”, “Caro traduttore”, “Torre di Chia”, Luigi De Simone (proprietario del Borgo La Commenda), Lucianna Argentino (vincitrice del premio “Caro Poeta” nel 2019), Federica Alessandri (per il premio “Caro traduttore”), Ivana Pagliara (cofondatrice di PromoTuscia)

Modera Elisabetta Ferrari

 

Ore 10.30

La Voce della Scuola

Cosimo Forleo, Maddalena Giocondo, Giusy Versace, La “nuova” scuola fra aziendalismo, precarizzazione ed educazione alla cittadinanza attiva

Nell’anno 2000, col Reg. 275 del 1999 e il successivo riconoscimento giuridico della dirigenza, è nata ufficialmente l’autonomia scolastica. La scuola è organizzata come un’azienda e le varie attività dei docenti sono sempre più burocratizzate e sempre meno collegiali. Sono passati vent’anni, e quali sono i risultati di queste scelte? Il lavoro dell’insegnante, in termini di efficacia, soprattutto dell’apprendimento degli allievi, se ne è avvantaggiato? Quali decisioni da prendere sarebbero necessarie, a livello politico e normativo, per una scuola italiana diversa? Come potrebbe intervenire utilmente, nel quadro generale, il Terzo Settore, e come accompagnare i giovani, grazie alla cultura del volontariato, verso la costruzione di una società democratica, equa ed inclusiva, in un percorso di consapevolezza dell’esercizio dei propri diritti, dei propri doveri e delle proprie responsabilità? Nasce intanto, in risposta a una crisi scolastica strutturale, il Movimento Lavoratori Precari (MLP.), che unisce il personale docente e il personale ATA e il cui doppio obiettivo è di cementare in un movimento politico i lavoratori precari di ogni categoria, sbeffeggiati nonostante una direttiva europea (1999/n. 70) preveda l’assunzione a titolo definitivo di tutti i dipendenti della scuola che abbiano svolto almeno 36 mesi di servizio.

 

Modera Diego Palma

 

Ore 11.15

La Voce della Scuola

Antonio Cosentino, Didattica della comunità di ricerca e “Philosophy for Children” (F4Ch)

La didattica della comunità di ricerca è stata definita all’interno del curricolo della philosophy for children alla luce di una rilettura del pensiero di John Dewey. La logica della ricerca, negli auspici di Dewey, dovrebbe essere estesa a tutti i campi della conoscenza e corrispondere a un incremento diffuso di riflessività. Il pensiero riflessivo in azione, infatti, non è altro che la ricerca. L’espressione comunità di ricerca implica, da un punto di vista scolastico, una proposta complessiva e articolata di didattica includente nei suoi elementi fondamentali: a) spostamento della didattica da un paradigma standard a uno riflessivo; b) trasformazione della dinamica del gruppo classe in una comunità di interazione; c) primato della comunicazione orale; d) primato di una dimensione sociale e costruttiva dei processi di apprendimento; e) spostamento dell’attenzione dal prodotto al processo; e)  riposizionamento della figura dell’insegnante nella sua funzione di “facilitatore”.

 

Un male chiamato umanità

(intermezzo)

Alessandro Cola, Memorie romanesche al tempo del Covid

Un breve excursus tra i momenti salienti del periodo pandemico, fra ironia e canzonatura, satira e disagio. La quarantena fa brutti scherzi, e la prima prova a uscire fuor di… mascherina.

 

Ore 11.45

Trifone Gargano, Dante pop, tra un selfie e un tweet

Celebrare Dante con una versione divergente, in quanto classico attivo, nonostante i 700 anni trascorsi dalla sua morte. Un classico ancora capace di ispirare artisti e intellettuali contemporanei, e di trovare riscontro nei più diversi canali e codici espressivi (dai fumetti ai videogiochi, dalla canzone pop e rock ai brand pubblicitari, dalla narrativa ai social). Dante come “lievito”, insomma, o, per dirla con le sue stesse parole, “favilla” che “gran fiamma seconda”.

 

Ore 12.15

Premio “Visioni” a Giorgio Colangeli. Premia Luigi De Simone

 

Ore 12.45

Luoghi da riabitare

Andrea Gandini e Valter Lazzarin, Artisti di strada. Lo scultore del legno che resuscita i tronchi, e l’enigmista che batte tautogrammi a tema sulla macchina da scrivere e poi li recita

Due “creativi” ci raccontano i loro progetti on the road per la presentazione ufficiale del tronco riportato in vita al Borgo La Commenda (realizzato in onore di Annibal Caro) e per il lancio del premio annuale al miglior “tronco d’artista”.

 

Coordinano Massimo Arcangeli e Raffaello Palumbo Mosca