Le regioni e il Piano straordinario dei Centri per l’impiego

Prosegue il potenziamento dei servizi regionali all’occupazione, ma occorre una  maggiore collaborazione  istituzionale

Simone Stefanini Conti

NewTuscia – ROMA – Sul fronte dei Centri per l’impiego le Regioni sono impegnate nel piano straordinario, ove occorre maggiore collaborazione istituzionale.

Le Regioni sono fortemente impegnate nel complesso processo di rafforzamento dei Centri per limpiego proprio per questo, rispetto ad alcune osservazioni riportate da organi di informazione, sentono la necessità di ristabilire la verità sui contenuti e sui tempi delliter attuativo in una logica di piena collaborazione interistituzionale tra i livelli di governo.

E’ stato questo l’obiettivo di una informativa della Commissione lavoro, coordinata dall’assessore Alessandra Nardini della Regione Toscana, alla Conferenza delle Regioni, presieduta da Massimiliano Fedriga.

Nonostante che le Linee Guida per lattuazione a livello regionale del Piano e per le modalità di rendicontazione della spesa siano state rese disponibili dallamministrazione centrale solo nel mese di settembre 2020, la maggior parte di loro ha approvato in via definitiva il piano regionale attuativo del Piano Straordinario nazionale.

Questo ritardo nella definizione delle linee guida nazionali ha condizionato inevitabilmente l’operatività delle Regioni, che hanno potuto quindi definire in modo compiuto i propri dispositivi solo a partire dall’ultimo trimestre del 2020, in alcuni casi procedendo all’aggiornamento dei piani inizialmente definiti.

Una parola chiara va necessariamente spesa sulle procedure di assunzione del personale aggiuntivo dei Centri per lImpiego: le Regioni, per un concreto e radicale rafforzamento professionale dei Centri, contano di superare nel mese di dicembre 2021 le 4.500 unità a fronte dellobiettivo di arrivare ad oltre 11.000 operatrici e operatori aggiuntivi ma va ricordato e rimarcato che il rallentamento nellespletamento delle procedure concorsuali per lassunzione del personale è stato dovuto allirrompere della pandemia e al fatto che i concorsi pubblici sono stati sospesi per legge per quasi tutto il 2020, impedendo così anche il completamento delle procedure già avviate, senza contare che il contingentamento delle presenze ha reso i concorsi più lunghi e complessi, con particolare riferimento alle prove scritte.

Per le Regioni è inoltre fondamentale la copertura stabile degli oneri di funzionamento connessi alle assunzioni di personale; a questo proposito si attende il decreto di riparto di tale stanziamento che, essendo previsto solo per l’anno 2021, non appare risolutivo della problematica. In tal senso le Regioni hanno più volte presentato proposte emendative per superare tale impasse.

Appare poi urgente un’azione condivisa per l’adeguamento delle sedi e dei locali adibiti a Centri per l’impiego per i quali si registra un avanzamento della spesa ancora contenuto. Infine occorre uno sforzo condiviso per rafforzare le competenze tecniche e gli organici dei Centri per l’impiego e delle Agenzie regionali.

Infine le  Regioni sono  in attesa di riprendere rapidamente il lavoro con il Ministro del Lavoro Orlando sulla definizione del Programma di Garanzia di Occupabilità dei lavoratori (GOL) e ribadiscono la volontà al confronto sulla riforma degli ammortizzatori sociali attualmente in redazione, visto la stretta correlazione con le politiche attive.