Rave party Valentano. Il ministro Lamorgese difende le scelte prese

NewTuscia – VITERBO – “L’ordine e la sicurezza pubblica sono nella piena e diretta responsabilità decisionale e gestionale dei prefetti e dei questori e le strategie delineate durante i comitati tenuti dal prefetto di Viterbo sono state ampiamente condivise dal dipartimento della pubblica sicurezza. Io stessa ho seguito passo passo  l’evolversi della vicenda e ho ritenuto che la scelta operativa non avesse alternativa: evacuare con la forza l’area del rave sarebbe stato rischioso”.

Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese lo ha ribadito ieri davanti alla Camera durante l’informativa sul rave party svoltosi sul lago di Mezzano ad agosto.

Secondo il ministro, le trattative e il costante dialogo approntato come strategia, avrebbero consentito di scongiurare una degenerazione della situazione ed evitato il proseguimento del party illegale fino al 23 agosto come previsto inizialmente dagli organizzatori. Lo sgombero è avvenuto per gradi e senza l’uso della forza. Lamorgese rievocando i precedenti rave ha dichiarato che in nessuna simile situazione si era mai intervenuti con mezzi più incisivi se non quando le circostanze lo consentivano.

Il ministro, riepilogando il bilancio del lavoro fatto, ha poi evidenziato che i partecipanti allontanatesi dall’area, 4200 persone, sono stati identificati e controllati, per poi essere deferiti all’autorità giudiziaria: gli saranno contestati manifestazione non autorizzata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e invasione di terreni ed edifici, capi per cui il ministero dell’Interno chiederà di costituirsi parte civile.

Danni alla fauna non sarebbero stati riscontrati, la ripulitura del terreno eseguita dal comune di Valentano, costata circa 30mila euro, sarà rimborsata e al momento si sta vagliando una richiesta di risarcimento per danni ambientali presentata dalla società gestente una tenuta agricola. Anche i temuti focolai Covid non sono stati registrati.

Queste le parole di Lamorgese, ma il presidente della Camera Roberto Fico ha dovuto richiamare all’ordine alcuni deputati di Lega e di Fratelli d’Italia durante la riunione.