Un’altra Politica Agricola Comune Europea è possibile

Ribadire le posizioni operative delineate dal Biodistretto della Via Amerina e delle Forre

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – In questo periodo di impegno per la ripartenza socio economica per costruire un futuro su basi di tutela ambientale, sostenibilità e qualità della vita, vanno riproposte con forza le conclusioni dell’Assemblea pubblica promossa dal Biodistretto della via Amerina e delle Forre il 13 marzo scorso  in merito alla nuova Politica Agricola Comune.

Le proposte di correzione degli indirizzi della PAC europea meritano un opportuno approfondimento operativo in questa  ripresa autunnale delle politica nazionale e regionale, nella fase attuativa della cantierizzazione del Recovery Plan e nella prospettiva delle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre prossimi.

Ricordiamo che l’Assemblea di marzo fu un’ occasione preziosa di dialogo sulla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) delineata in sede Eeuropea e che merita un considerevole approfondimento, essendo una delle politiche comunitarie di maggiore importanza.

I grandi fattori di criticità nel campo di sfida climatica, difesa di suolo, acqua e biodiversità.

  1. Le proposte di regolamento per la riforma della PAC (Politica Agricola Comune) approvate a suo tempo da Parlamento Europeo e Consiglio non hanno nulla di verde”, ignorano la sfida climatica, rinunciano a difendere suolo, acqua e biodiversità, non premiano i metodi sostenibili né il lavoro, non sostengono le piccole e medie imprese, non investono sulla transizione ecologica del settore.
  2. Con questa riforma sarà persino difficile raggiungere gli obiettivi del Green Deal di cui la Commissione europea si era fatta sostenitrice.

Non sono stati previsti né gli strumenti, né le risorse necessarie per dare concretezza agli obiettivi previsti nei documenti di strategia della Commissione From Farm to Fork” e Biodiversity 2030”: la riduzione del 50% delluso di pesticidi nei campi, del 20% dei fertilizzanti minerali e del 50% degli antibiotici negli allevamenti; la rinaturalizzazione del 10% e la conversione al biologico del 25% della superficie agricola europea.

  1. Nel silenzio generale, le corporazioni agricole e i big dellagrobusiness intendono mettere le mani ancora una volta sui 387 miliardi di euro della nuova PAC, soldi non caduti dal cielo, ma presi dalle tasche dei cittadini europei e che vanno nella direzione sbagliata, a sostenere la chimica di sintesi, le monoculture, le coltivazioni e soprattutto gli allevamenti intensivi, responsabili di tre quarti delle emissioni dei gas serra dell’intero settore agricolo europeo.

4.L’Unione Europea, se le cose non cambiano, confermerebbe uno stanziamento di cui l’80% sono sussidi destinati al 20% delle aziende agricole più grandi, e non a milioni di contadini o aziende agricole medio piccole che producono gran parte del cibo che finisce sulle nostre tavole, che garantiscono la diversificazione e la biodiversità, custodendo il territorio da posizioni di marginalità e difficoltà economica.

Si riconferma così un modello di agricoltura che ha causato lo spopolamento e l’impoverimento delle aree interne, il degrado dell’ambiente e il brutale sfruttamento del lavoro.

  1. Parlare di sostenibilità in agricoltura significa perseguire obiettivi di riqualificazione dei territori, dare valore al lavoro contadino e a quello di aziende agricole e dei braccianti, puntare sullagroecologia come veicolo di innovazione e come stimolo per la ricerca in tale senso.
  1. Tutti principi che sono stati cancellati dal voto delle Istituzioni Europee dell’inizio del 2021.

Ma la partita non è chiusa. Il testo della riforma della Politica Agricola Comune e’ oggetto di discussione e valutazione   In questi mesi da un negoziato tra le istituzioni europee. Non vogliamo che le decisioni vengano prese senza l’ascolto delle ragioni dei cittadini e del mondo agricolo e contadino.

  1. Il Biodistretto presieduto dal dott. Famiano Crucianelli ha sottolineato che Vi è già in Europa una moltitudine di organizzazioni della società civile e di grandi associazioni che ha espresso un radicale dissenso. Il corso degli eventi può cambiare. Per questo è importante una mobilitazione straordinaria, perché il nostro dissenso e le nostre ragioni arrivino sul tavolo di Bruxelles. Ci appelliamo a cittadini, contadini, aziende agricole, sindacati, organizzazioni ambientaliste e di impegno sociale e civile che sono impegnate in Italia e in Europa, per un’azione forte per una PAC differente, affinché nell’agricoltura europea si affermino i principi della sostenibilità ambientale e sociale.
  2. Il Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre, che sostiene unagricoltura sostenibile, nel pieno rispetto dellambiente e della biodiversità, al fianco dei piccoli agricoltori, sosterrà lAssemblea pubblica per una diversa visione dellagricoltura europea.