Trovato e Loria rinviati a giudizio per la rapina alla gioielleria Bracci

Tribunale di Viterbo

NewTuscia – VITERBO – Accusati di aver pianificato la rapina amano armata, Giuseppe Trovato Antonio Loria, sono stati rinviati a giudizio rispettivamente come regista e basista del colpo alla gioielleria Bracci avvenuto verso l’ora di pranzo del 14 marzo 2018. Due rapinatori, muniti di armi, fecero irruzione nei locali in piazza Verdi e due donne nel frattempo facevano da palo in auto.

Rinviata a giudizio anche una delle due, Jenela Grancea, incinta all’epoca dei fatti, per detenzione illegale di arma da fuoco, mentre Loria ha visto confermare nei suoi confronti anche l’accusa di detenzione di droga, cocaina, a fini di spaccio. Il loro processo prenderà il via il 10 maggio 2022 davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, mentre gli esecutori materiali della rapina sono già stati condannati: Ignazio Salone, Stefan Grancea ed Elena Grancea, furono identificati immediatamente dalle forze dell’ordine.

Subito dopo il colpo, che aveva fruttato circa 100mila euro, i carabinieri bloccarono i tre in fuga sulla superstrada, ma le successive indagini portarono all’identificazione di Trovato, noto come il boss di Mafia viterbese, e Loria, titolare di una pizzeria che secondo la procura avrebbe sfruttato la propria conoscenza con il proprietario della gioielleria per visionare gli ambienti interni, compresi quelli solitamente chiusi al pubblico come il laboratorio.

Sempre secondo l’accusa, Giuseppe Trovato avrebbe invece utilizzato per la rapina suoi uomini di fiducia, offrendo poi il suo appoggio per la ricettazione della merce.