Il nuovo libro di Vicenzo Cherubini: “Ggiro ggiro tondo cavallo ‘mberatondo”

Repertorio del   folklore infantile ortano”. Sarà presentato domani domenica 5 settembre nel corso dell’Ottava di Sant’Egidio

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – “Ggiro ggiro tondo cavallo ‘mberatondo. Repertorio del folklore infantile ortano”, l’amico Vincenzo Cherubini, aggiunge un’ulteriore preziosa tessera al mosaico delle tradizioni popolari  delle nostra Città di Orte  e del Centro Italia, già ampiamente delineato con le precedenti ricerche.

Il testo sarà presentato al pubblico domani domenica 5 settembre alle ore 17, nella splendida cornice del Cortile del Palazzo Vescovile.

Sarè un pomeriggio di intensa partecipazione culturale, in quanto  alla presentazione del libro di Vincenzo Cherubini seguirà la presentazione del libro di chi scrive, “Viaggiando nell’Avvenire del Centro Italia, storia e cronaca di un nuovo Rinascimento”,  che ripercorre quaranta anni di servizio giornalistico, nelle varie esperienze di carta stampata, “Avvenire”, “L’Alto Lazio”, “Il Centro Italia”, le riviste a carattere nazionale come “Voyager” ai confini della conoscenza con Roberto Giacobbo, “Viaggiando, il mondo  nelle mani”, “Rotarianamente” il periodico del Distretto Rotary Italia 2080 Roma, Lazio e Sardegna. Saranno presenti nel libro i testi più significativi pubblicati sul quotidiano on line www.Newtuscia.it Italia dell’amico e collega Gaetano Alaimo. Le esperienze di conduzione di trasmissioni televisive su Teleorte e da ultimo, sempre con Gaetano Alaimo, su Tele Lazio Nord.

“Ggiro ggiro tondo cavallo ‘mberatondo. Repertorio del folklore infantile ortano”, con presentazione della prof. Anna Maria Mazzoni e prefazione di chi scrive, e’ il primo di tre tomi di un certosino lavoro di ricerca condotto da Vincenzo con l’entusiamo della scoperta e il rigore della ricostruzione lessicale ed etimologica. Il testo viene  edito dalla S.ED. Societa’ Editrice  Viterbo del prof. Luigi Ceppari.

In questi anni, che passeranno alla storia per la devastante pandemia e, ci auguriamo, per una poderoso rilancio socio- economico e morale, riteniamo essenziale il recupero di un “Umanesimo integrale” nelle nostre esistenze, nella vita pubblica e nella cura dell’ambiente, per cui la cultura popolare e il folklore infantile rappresentano un mondo esplorato e riassunto in questo lavoro.

Per costruire un “Nuovo Umanesimo” abbiamo bisogno di riscoprire quel patrimonio esperienziale che, nell’arco delle nostre esistenze  abbiamo vissuto emotivamente da bambini,  con la spontanea corporeità dei giochi e dei liberi movimenti del corpo, gli indovinelli, i canti e le cantilene, che viviamo o vivremo come genitori, zii e nonni, cantando ninne nanne ai nostri bambini, raccontando loro favole, filastrocche, giocando con loro  e condividendo con loro le orazioni.

Anche dal mondo colorato e incantato dei bambini possiamo trarre positive sollecitazioni per riprendere un cammino di crescita umana, culturale e socio economica, preservando, nel contempo, come bene assoluto, la serenità e la spensieratezza della crescita dei nostri bimbi, troppo spesso preda di un uso eccessivo (non equilibrato si badi bene) del telefonino, dei giochi elettronici, di una comunicazione spesso limitata al virtuale e non accompagnata dal contatto fisico, umano, dai sentimenti ed affetti, contatto che arricchisce l’esistenza dell’uomo e della donna di ogni età e di ogni estrazione sociale.

Leggendo le pagine di questo libro c’è da augurarsi che la tecnologia, e la continua evoluzione scientifica  possano davvero convivere con il bagaglio di Valori e di  relazioni umane e interpersonali che emergono dai brani di vita  descritti da Vincenzo Cherubini.

La metodologia di ricerca utilizzata è stata quella efficace della registrazione diretta al fine di cogliere in  modo immediato i migliori  aspetti dialettali. La ricerca è  stata condotta nel lungo arco temporale di 5 anni dall’autore, con la progettazione e supervisione esperta del prof. Luigi Cimarra, attraverso la consultazione di 105 informatori, suddivisi tra il Centro Storico, lo Scalo e le Campagne di Orte.

Appare particolarmente interessante la lettura comparata delle espressioni citate nei comprensori che vanno oltre la nostra provincia e sconfinano nelle regioni del Centro Italia, inoltre  colpisce la completezza della ricerca che inquadra sapientemente le tradizioni tramandate tra generazioni e la ricerca  filologica e dialettale.

Molto significativa è collaborazione instaurata dall’autore con gli oltre cento informatori e  la preziosissima e consolidata collaborazione dell’Universita delle Tre Età UNITRE di Orte.

Particolarmente utili al lettore sono  la trascrizione  degli spartiti musicali dei testi da parte della dottoressa Tiziana Barbierato e le illustrazioni sotto forma di disegno di Giancarlo Ghergo.

Oltre alle festività, ai giorni ed ai mesi dell’anno, alle filastrocche ed ai canti che accompagnano le festività dell’anno, mi ha particolarmente incuriosito e appassionato la lettura dei versi e delle formule appartenenti alle favole e le favole senza una fine. La favola riesce ad entusiasmare bambini ed adulti.

In particolare le favole hanno da sempre animato ed esaltato la migliore creatività dei bambini di ogni epoca.  Dalla lettura delle fiabe, ed in genere di tutto il testo di Vincenzo  ci rendiamo conto di quanto l’immaginazione e la fantasia possano educare e salvaguardare lo sviluppo equilibrato e armonioso del bambino.

Infine, la presenza del magico e del meraviglioso nella fiaba, come nelle filastrocche, nei canti e nelle preghiere della tradizione popolare permette al bambino e alla bambina di mettere in movimento e di confrontarsi con una facoltà indispensabile allo sviluppo morale e intellettuale dell’Uomo “integrale”: l’immaginazione.

Grazie alla fiaba in modo particolare, il bambino e ladulto che gli siede accanto, impara ad immaginare e creare mondi diversi e migliori di quello in cui gli è toccato di vivere.  Gianni Rodari così si esprimeva:  la fiaba parla al bambino creatore. Lo aiuta a costruirsi una mente aperta. La fiaba è pronta per darci una mano a immaginare il futuro che altri vorrebbero semplicemente farci subire”.

Queste mie parole vogliono essere un invito entusiasta a leggere e rileggere questo testo, a condividerlo in famiglia, a leggerlo con lentezza, senza fretta, con più piccoli, come genitori, nonni zii, invito che estenderei con particolare considerazione ad insegnanti ed educatori e, in modo particolare, ai nostri giovani.

Grazie Vincenzo per il tuo lavoro e buona lettura, con l’augurio di tornare ad essere, anche solo per un pò, di nuovo bambini !