Riflessioni sul rave party di Valentano

Dalle morti di due giovani alla nascita di una bambina trarre una lezione di vigilanza sociale e di maggiore impegno aggregativo su valori positivi di convivenza  per curare il vuoto di periferie esistenziali

Stefano Stefanini

NewTuscia – VALENTANO – E’ giusto domandarci. Il Rave party non autorizzato che si sta finalmente concludendo nelle campagne di Valentano, nel cuore incontaminato della Tuscia,  cosa lascerà oltre alle morti assurde e ingiustificabili di due ragazzi, ai rischi epidemiologici, alla nascita di una bambina, oltre allo sdegno e al fastidio di tanti concittadini, al dubbio se intervenire per lo sgombero da parte delle Forze dell’Ordine o monitorare  la situazione evitando interventi coattivi che avrebbero potuto scatenare reazioni incontrollate con danni alle persone e devastazione dei luoghi?

Sicuramente occorrerà usare maggiore attenzione da parte delle autorità nazionali e locali nel controllo del territorio, in questo caso molto decentrato, domandandosi come si possano essere concentrati migliaia di persone e veicoli in un luogo isolato senza che nessuno se ne sia accorto in tempo?

Altra chiave di lettura dell’evento di “disobbedienza sociale” giovanile e’ nascosta secondo me nel modello di vita che  le società società così dette evolute stanno sperimentando, con valori molto attenuati, ma con esigenza di vivere momenti di aggregazione in questo caso  che realizzano la voglia di trasgressione,  la protesta da vivere in una disordinata modalità  collettiva caratterizzato da alcool, droghe, musica assordante, usati come strumenti di di divertimento (per i presenti) di trasgressione e di protesta, da vivere in un luogo scelto per la sua bellezza incontaminata, lontano dalle metropoli e dalle periferie urbane ed esistenziali.

Dobbiamo riflettere tutti sul modello di società e di convivenza sociale che andremo a sperimentare nei prossimi mesi e anni, del dopocoranavirus o in presenza di ulteriori pandemie latenti, che dovrà essere certamente più aggregativo,  più attivamente coinvolgente, non pretendendo di eliminare queste forme di trasgressione giovanile già sperimentate in passato, ma fornendo al variegato universo giovanile, in particolare quello più emarginato e lontano dai valori sociali aggregativi e positivi, prospettive e obiettivi di crescita individuale e collettiva, fondati sulla educazione, sulla formazione alla positività, all’ottimismo ed alla bellezza da costruire negli anni a venire.

In particolare solo con l’esempio, la partecipazione sociale, il rifiuto del perbenismo ipocrita, la volontà aggregativa di individui spesso ai margini delle “società evolute” potremo trarre una concreta lezione da questi giorni in cui la Tuscia viterbese e’ stata oggetto della cronaca per un Rave Party sfociato in dramma.

La reazione al rave party potrà essere concretizzata nella capacità di creare giorno per giorno opportunità di realizzazione utili per la crecita individuale e collettiva con lo studio, il valoro, il divertimento orientati ad una coinvolgente socialità che non escluda nessuno.