Tre anni dal crollo del Ponte Morandi a Genova

Ricordare per  attuare concretamente una “cultura della manutenzione e della cura delle opere pubbliche e private”

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Ricordare le Vittime di un evento incredibilmente sconvolgente, per non ricadere mai più in questi drammi.

Sono trascorsi tre anni dalla tragedia del Ponte Morandi o Viadotto Polcevera di Genova. Lo scorso anno è stato inaugurato il nuovo ponte progettato da Renzo Piano e denominato San Giorgio, in onore di uno dei santi protettori della Città di Genova.

Nel giorno di quell’incredibile evento ricordo le riflessioni a caldo del  dibattito nel gruppo del Comitato “Ferrovia dei due Mari” presieduto da Raimondo Chiricozzi, con le osservazioni che il Generale Mario Pietrangeli formulo’ tre anni fa.

“Grazie, Generale Pietrangeli, per le sue indicazioni tecniche e fotografiche. Il dramma delle morti dei viaggiatori sul Viadotto Polcevera di Genova  e’ inaccettabile. Come indicato nel grafico da lei citato, la tecnica delle costruzioni da lei indicata ci dimostra come la “trave gerber” ha evitato disastri ancora peggiori, oltre l’ingiustificabile incuria manutentiva.

Io lavoro in Autostrade per l’italia S.p.A.dal 1981.

Da quando la società concessionaria autostradale apparteneva alle Partecipazioni Statali, al  Gruppo IRI, poi privatizzata in favore della famiglia Benetton e recentemente tornata in mano pubblica, dopo i fatti di Genova,  con Cassa Depositi e Prestiti.

Sono entrato  giovane in azienda e lavoro in Direzione Generale, come legale alla Direzione Aree di Servizio e sono vice segretario della Rappresentanza Sindacale Aziendale Sindacato Lavoratori Autostradali CISAL.

A tre anni dal disastro del Ponte Morandi Viadotto Polcevera ancora ci domandiamo come sia stato possibile un disastro di tale gravità.

Per ricostruire fatti e responsabilità’ il  processo per la morte di 43 vittime del  14 agosto 2018 prenderà il via  il prossimo 15 ottobre con lo svolgimento  dell’udienza preliminare. La Procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per 59 persone, accusate a vario titolo di omicidio stradale plurimo, attentato alla sicurezza dei trasporti e falso.

Le perizie tecniche giudiziali e di parte delineeranno  i profili di responsabilità che emergeranno nella fase dibattimentale del processo.

Autostrade si avvale delle migliori tecniche costruttive e manutentive,  all’avanguardia nel mondo autostradale, come dimostrato nella costruzione della Variante di Valico appenninica, non e’ giustificabile l’incuria manutentiva costata la vita a 43 persone.

Solo un dato di tempistica realizzativa per confrontare la capacità costruttiva del sistema Italia degli anni 60 del Novecento con il presente:

l’autostrada del Sole Milano- Roma è stata realizzata da Autostrade S.p.A. in 8 anni, compresi gli iter autorizzativi e inaugurata nel 1964. La Bologna Bari Taranto è stata realizzata in 4 anni.

L’Italia soffre di troppe chiacchiere e poca azione… di pesantezze burocratiche, che determinano ritardi nelle realizzazione e nella manutenzione delle Opere Pubbliche.

Anche dopo tre anni questo drammatico evento di Genova ci faccia riflettere e agire risolutamente, specie chi ha responsabilità pubbliche: governo, regioni, comuni, società concessionarie di Opere Pubbliche e costruttori privati sulla necessita di spendere di più e con maggiore oculatezza e tempestività sulle opere pubbliche…come non esclusa  la messa in sicurezza idrogeologica del territorio… con adeguata verificabile efficienza, efficacia e tempestività, con alla base onesta’ intellettuale e professionale.

Occorre in definitiva riacquisire una reale cultura della cura e manutenzione di opere pubbliche e private; le risorse spese per la manutenzione e la buona conservazione di infrastrutture di ogni tipo devono essere obbligatoriamente previste e nei bilanci e devono essere svolti accuratissimi controlli sullo stato manutentivo delle Opere, con applicazione rigorosa delle responsabilità civili, contabili e penali.

Significativamente il governo centrale, regioni e comuni si apprestano ad impegnare le ingenti risorse del Piano di Ripresa e Resilienza, uno strumento fondamentale per applicare integralmente una nuova, più accurata filosofia manutentiva generale.

Solo così non torneremo a piangere Vittime innocenti di una negligente ingiustificabile incuria manutentiva delle nostre infrastrutture pubbliche e private.