“Viaggiando… nell’Avvenire… del Centro Italia, storia e cronaca di un nuovo Rinascimento”, presentazione del libro

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – “Viaggiando…. nell’Avvenire del Centro Italia, storia e cronaca di un nuovo Rinascimento”, e’ il titolo del libro che presenteremo al pubblico in occasione della prossima edizione dell’Ottava di Sant’Egidio, domenica 5 settembre alle ore 18, nella splendida cornice del Cortile del Palazzo Vescovile, nel centro storico di Orte.

Sara’ un pomeriggio di intensa partecipazione culturale, in quanto la  presentazione del mio libro sara’ preceduta alle ore 17 dal testo di Vincenzo Cherubini “Ggiro ggiro tondo cavallo ‘mberatondo. Repertorio del folklore infantile ortano”, che aggiunge un’ulteriore preziosa tessera al mosaico delle tradizioni popolari  delle nostra Città di Orte  e del Centro Italia, già ampiamente delineato con le precedenti ricerche.

Con soddisfazione e trepidazione sottoporremo  al lettore ( avrò con me Luigi Ceppari, Gaetano Alaimo e Corrado Tocci) l’edizione  rinnovata del libro “Viaggiando…. nell’Avvenire del Centro Italia, storia e cronaca di un nuovo Rinascimento”, che intende ripercorre oltre quarant’anni di esperienza e di servizio giornalistico, riproponendo  alcuni tra i più significativi articoli scritti negli anni per  l’edizione domenicale  di “Avvenire” Lazio7, dal 1977, per il periodico “L’Alto Lazio” e  “Il Centro Italia” dell’amico di sempre prof. Luigi Ceppari, per le riviste nazionali “Voyager”, “Viaggiando, il mondo nelle mani”, e, più recentemente per i quotidiani on line www.newtuscia.it  dell’amico Gaetano Alaimo e www.futuroeuropa.com, per il periodico “Rotarianamente” del Distretto “Rotary Italia 2080 Roma Lazio e Sardegna”  e  per le Riviste Aziendali “Viaggiando in Autostrada”, “Autostrade Cronache” e “Autostrade Informa”.

Il testo ripercorre anche l’esperienza televisiva della collaborazione con l’emittente televisiva più longeva della Tuscia, Teleorte, prima con la direzione responsabile della redazione e poi con la trasmissione di approfondimento “Fatti e Commenti” condotta con Gaetano Alaimo, a cui recentemente si e’ aggiunta la trasmissione ideata e curata da Gaetano Alaimo “Luce Nuova sui Fatti” su Tele Lazio Nord, a cui collaboro come opinionista fisso.

Dagli articoli selezionati e ripubblicati, con il prezioso apporto dell’editore S. ED. di Viterbo, Luigi Ceppari, si possono chiaramente dedurre i valori e l’impegno di servizio che hanno animato nei quarant’anni di professione una passione per descrivere e interpretare insieme ai lettori e ai telespettatori fatti, personaggi, vicende felici e tristi delle nostre comunità .

In particolare il mio impegno  si e’ concretizzato nel raccontare gli eventi delle nostre comunità, scandagliando anche le situazioni spesso dimenticate dalla stampa nazionale.

In questo mi sono sentito sempre un giornalista libero.

Libero dai condizionamenti. Libero dai pregiudizi e per questo per certi aspetti coraggioso. In quanto per me, come suggerisce Papa Francesco, “la comunicazione deve essere principalmente  uno  strumento per costruire, non per distruggere; per incontrarsi, non per scontrarsi; per dialogare, non per monologare; per orientare, non per disorientare; per capirsi, non per fraintendersi; per camminare in pace, non per seminare odio; per dare voce a chi non ha voce, non per fare da megafono a chi urla più forte”.

Il valore insostituibile della libertà deve associarsi per un giornalista  con l’atteggiamento di umiltà, come una delle caratteristiche fondamentali del lavoro giornalistico, precisando nel contempo che “giornalisti umili non vuol dire mediocri, ma piuttosto consapevoli che attraverso un articolo, un tweet, una diretta televisiva o radiofonica si può fare del bene ma anche, se non si è attenti e scrupolosi, del male al prossimo e a volte a intere comunità”.

“L’umiltà del non sapere tutto prima è ciò che muove la ricerca. La presunzione di sapere già tutto è ciò che la blocca”.

L’umiltà ci fa accostare alla realtà e agli altri con l’atteggiamento della comprensione.

Il giornalista umile cerca di conoscere correttamente i fatti nella loro completezza prima di raccontarli e commentarli.

Non alimenta “l’eccesso di slogan che, invece di mettere in moto il pensiero, lo annullano”. Non costruisce stereotipi. Non si accontenta delle rappresentazioni di comodo che ritraggono “singole persone come se fossero in grado di risolvere tutti i problemi, o al contrario come capri espiatori, su cui scaricare ogni responsabilità”.

Come suggerito sempre da papa Francesco, liberta’ e umiltà devono poi associarsi ad un linguaggio appropriato. 

“In un tempo in cui, specialmente nei social media ma non solo, molti usano un linguaggio violento e spregiativo, con parole che feriscono e a volte distruggono le persone, si tratta invece di calibrare il linguaggio e, come diceva il vostro Santo protettore Francesco di Sales nella Filotea, usare la parola come il chirurgo usa il bisturi”. E anche in questo caso l’umiltà salva. Perché in un “tempo di parole ostili”, aiuta a “ricordarsi che ogni persona ha la sua intangibile dignità, che mai le può essere tolta. In un tempo in cui molti diffondono fake news, l’umiltà ti impedisce di smerciare il cibo avariato della disinformazione e ti invita ad offrire il pane buono della verità”.

L’ultimo impegno a cui ispirare il nostro delicatissimo  lavoro di giornalisti e’ quello relativo alla diffusione delle buone notizie.

C’è un oceano sommerso di bene che merita di essere conosciuto e raccontato da noi giornalisti e che dà forza e fascino al nostro lavoro di servizio alla collettività, che ci auguriamo prosegua per tanti anni ancora .