Cosa significano i semi delle carte da gioco?

NewTuscia – Ci sono domande cui spesso non riusciamo a trovare risposta. Alcune sono molto complicate, come quelle sul senso dell’esistenza, altre, invece, sono più semplici ma spesso senza fonti per riuscire ad avere una spiegazione che sia logica. Bene, tra queste possiamo annoverarne una su uno dei passatempi preferiti degli italiani: le carte. Quando prendiamo un mazzo per iniziare la partita, sia in compagnia, sia da soli su app e pagine web che propongono diversi tipi di giochi di carte, guardiamo numeri, simboli e semi delle suddette, senza però sapere quale sia il loro vero significato. Nelle prossime righe, dunque, proveremo a soddisfare la vostra curiosità sull’argomento, nonostante le diverse interpretazioni che spesso si danno ai semi delle carte italiane e francesi.

Questo perché si discute ancora su quale possa essere l’origine dei diversi semi esistenti. Una cosa è certa, quelli delle carte italiane o spagnole, sono di derivazione più antica rispetto a quelli dei mazzi tedeschi e transalpini. Questo perché discenderebbero direttamente dalle carte utilizzate in Egitto e dai soldati Mamelucchi. Il mazzo tipico di quelle zone, infatti, prevedeva l’uso di 40 carte, poi divenute 56, suddivise in 4 tipologie di semi molto simili a quelli che tutti conosciamo durante una partita a scopa, a tresette o a briscola, di cui è utile conoscere bene le regole. Le immagini, infatti, rappresentavano delle sciabole, simili alle attuali spade, i bastoni da polo, paragonabili ai nostri bastoni, le coppe e la tipica moneta dorata mamelucca, del tutto simile ai denari moderni. Semi che sono rimasti nell’immaginario collettivo anche nei giorni nostri, nonostante nel periodo alto-rinascimentale, questi abbiano assunto una connotazione diversa rispetto a quella mamelucca.

Parliamo di un significato sociale, che permetteva di abbinare ai 4 semi alcune classi della popolazione del tempo. Per esempio, le Spade avrebbero rappresentato la nobiltà, mentre le Coppe potevano essere associate al Clero. Qualcuno, poi, vedeva nei Denari il simbolo tipico della classe mercantile, mentre i Bastoni rappresentavano i contadini. Ovviamente parliamo solo dell’interpretazione dei semi, mentre le figure delle carte napoletane, e non solo, fanno sempre riferimento a quelle mamelucche, con il fante, il cavallo e il re che rappresentano, probabilmente, il sovrano e alcuni dei suoi sottoposti. Per quanto riguarda, invece, i semi delle carte francesi, questi sembrano essere una derivazione indiretta di quelli orientali. Perché tra le carte dei soldati Mamelucchi e quelle transalpine ci sarebbe di mezzo l’intercessione di quelle tedesche, che ripresero quei semi e li trasformarono in Ghiande, Campanelle, Cuori e Foglie.

I francesi, allora, decisero a loro volta di riprendere i semi della vicina Germania e semplificarli ulteriormente, rendendoli anche graficamente più stilizzati. A prescindere dai cuori, che hanno subito solo un’ulteriore stilizzazione grafica e che richiamano le coppe delle carte mamelucche, le foglie divennero picche, corrispondenti alle spade italiane, le ghiande fiori, equivalenti ai nostri bastoni, e le campanelle quadri, alter ego dei denari. Sembra che anche in territorio transalpino i semi corrispondessero alle diverse classi sociali, pilastri dell’economia del tardo Medioevo e delle società successive: le picche rappresentavano i soldati, i cuori i contadini, i quadri i mercanti e i fiori la classe clericale. Ma ci sarebbe anche un altro tipo di simbologia, che riguarda gli elementi naturali del nostro Pianeta, con i fiori simboleggianti il fuoco, i quadri rappresentanti l’aria, le picche icona della terra e i cuori dell’acqua.