Tamara Luccioli: “C’è tanta voglia di convivialità in un clima di incertezza”

Tamara Luccioli, titolare del ristorante Cavatappi, cofondatrice del progetto WeTarquinia, per le Interviste al Gravisca, fa il punto della situazione nel settore della ristorazione

NewTuscia – TARQUINIA – Riceviamo e pubblichiamo. “C’è tanta voglia di convivialità in un clima di insicurezza”. Tamara Luccioli, titolare del ristorante Cavatappi e cofondatrice del progetto WeTarquinia, per Le Interviste al Gravisca, fa il punto della situazione nel settore della ristorazione.

“C’è tanta voglia di uscire, di stare all’aria aperta, di andare a cena fuori – aggiunge Tamara – ma lo stretto necessario per consumare il pasto. I clienti si trattengono meno. Non fanno serata. Ed anzi, quando inizia ad esserci un po di confusione, una volta cenato, tendono a lasciare il ristorante. Questo è quello che ho percepito rispetto alla scorsa estate”.

La sfida del Cavatappi, ristorante nel cuore del centro storico, è nata quasi per caso.

“Una sera eravamo a cena a casa di amici – ricorda Luccioli – e qualcuno disse che il ristorante era in vendita. Insieme ad altri due soci abbiamo valutato la cosa e alla fine ci siamo fatti avanti e l’abbiamo rilevato. Era il 2004. Al momento sono sola in quanto, nel frattempo, gli altri hanno scelto altre strade. Sono molto legata a questo luogo avendo trascorso qui molti anni della mia vita”.

Tamara Luccioli ha aderito sia a WeTarquinia che a Mio Italia.

“Per quanto riguarda WeTarquinia – afferma la co-fondatrice Tamara Luccioli – è un bel progetto – fondato da donne imprenditrici – che stiamo portando avanti per valorizzare le bellezze ed i prodotti del territorio, ed anzi invitiamo a leggere il programma delle iniziative di agosto rinvenibili, tra le altre, anche sul sito www.wetarquinia.it. Per quanto riguarda Mio Italia del presidente Paolo Bianchini mi sono subito associata a loro. Noi ristoratori abbiamo una dignità da difendere. Insieme a loro ho fatto tutte le manifestazioni a Roma. Per protesta avevamo pensato addirittura di incatenarci davanti a Montecitorio per far sentire la nostra voce ma la Polizia non ce l’ha concesso”.