Ripresa economica, tendenze e rischi nella provincia di Viterbo

NewTuscia – VITERBO – Incontro a Palazzo dei Priori con il presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli per approfondire i temi economici della ripresa 2021, con particolare attenzione alla provincia di Viterbo.

Se nel 2020 nel Lazio il tasso di occupazione delle persone si attesta intorno al 60,2%, in calo di circa un punto rispetto all’anno precedente, quello della Tuscia mostra una crescita dello 0.7%, passando dal 54,7 del 2019, a 55,4, con assunzioni nette dei primi sei mesi del 2021 superiori a quelle dello stesso periodo, precedente all’emergenza Covid.

Nei mesi più recenti del 2021, le entrate previste dalle imprese non agricole sembrerebbero mostrare gli effetti positivi di una ripresa dovuta al rimbalzo produttivo. Nel viterbese tra luglio e settembre si registra un aumento del 25% circa rispetto allo stesso periodo pre-covid, con una percentuale migliore sia alla regione che ai dati nazionali. Numericamente sono previste 3840 entrate nel viterbese, ma allo stesso tempo rimane la difficoltà di reperimento di figure professionali, punto cardine per una vera e propria crescita.

In particolare, settore per settore, si può notare che nel primo trimestre dell’anno in corso, l’export dei prodotti manifatturieri della Tuscia registra un aumento del 16,1% ( il Lazio del 10,2);26,4% nell’ambito dei prodotti dei settori a maggior concentrazione di MPI, ossia, quelli di moda, stampa, legno, metalli, alimentari ed altri tipi di manifatture. 0, 20$% contro lo 0,35 della regione, il tasso di crescita delle imprese: dati che comunque vanno interpretati alla luce dei sostegni statali e dell’impatto del PNRR che fanno rallentare le cancellazioni.

Se da un lato il tasso degli spostamento delle persone nei negozi e in luoghi di ricreazione, nel viterbese, dal 15 maggio al 2 luglio 2021 mostra una crescita del 10,8%, la riduzione della domanda interna ed esterna ha comportato per il tessuto produttivo un abbassamento dei ricavi che ha portato alla crescita del fabbisogno di liquidità da parte delle imprese laziali. Il trend imponibile Iva nel 2020 nella regione è calato del 15,7% rispetto al 2019; la risposta del Governo con l’introduzione di misure di sostegno e garanzie pubbliche ha promosso la crescita dei finanziamenti alle imprese, portando ad una salita del fatturato del 6,3% nel 2021. A beneficiarne sono state soprattutto quelle piccole, e mentre nel Lazio si aggira attorno al 10% nella nostra provincia raggiunge il 39,5.

Per quanto riguarda il rialzo dei prezzi delle materie prime del settore delle costruzioni e dei comparti manifatturieri impegnati nella produzione di metallo, mobili, gomma, macchinari, metallurgia, apparecchiature elettriche mobili e carta, le imprese artigiane sotto tensione sono 2522 nel viterbese e 24.760 nel Lazio.