Marco Muscari: “Felicissimi per la medaglia d’oro al concorso vermentino”

Per la rubrica “Le Interviste al Gravisca” spazio a Marco Muscari titolare dell’omonima azienda vinicola tarquiniese fondata nel 2007 che ha recentemente trionfato nel premio nazionale con il Nethun 2020

NewTuscia – TARQUINIA – “Felicissimi per la medaglia d’oro al concorso Vermentino. Per la rubrica Le Interviste al Gravisca” spazio oggi a Marco Muscari, titolare dell’omonima azienda vinicola tarquiniese che ha recentemente trionfato nel premio nazionale con il Nethun 2020.

L’azienda Muscari Tomajoli – esordisce Marco Musciari – nasce nel 2007 dall’idea di Sergio Muscari Tomajoli di recuperare dei terreni di proprietà siti nella città di Tarquinia, Patrimonio Mondiale Unesco per le affascinanti tombe etrusche dipinte, e specializzarsi nella produzione di vino di qualità. Dopo aver effettuato le consuete analisi del terreno, con l’aiuto dell’enologo Gabriele Gadenz, (finalista Premio Gambelli come migliore giovane enologo), venne deciso di impiantare un vigneto sperimentale di soli 2 ettari incentrato su alcune varietà selezionate, alcune autoctone come Montepulciano e Vermentino (viene scelto un clone molto particolare, il biotipo di Sartène, Sud della Corsica) e una varietà alloctona come il Petit Verdot. I vigneti godono di un’ottima posizione poiché situati in zona collinare a quota 200 mt s.l.m. a circa 6 km dal mare.

Il progetto – argomenta ancora Marco Muscari in merito alla filosofia aziendale – si basa sulla ricerca della qualità massima senza compromessi, coniugata con un’attenzione alla sostenibilità ambientale. Per questo abbiamo bandito da sempre l’utilizzo di erbicidi, non usiamo concimi, nè irrighiamo. I nostri vigneti sono interamente lavorati a mano, rispettando i tempi ed il ciclo naturale delle piante. Lavoriamo in regime biologico e lavoriamo con rese molto basse dai 25 ai 50 q.li ad ettaro. Le nostre bottiglie sono prodotte in quantità limitata ed interamente numerate. I disegni sulle etichette, sono firmati dall’artista Guido Sileoni.

Per quanto riguarda la medaglia d’oro conquistata al concorso Vermentino – aggiunge Muscari – siamo ovviamente molto soddisfatti di questo riconoscimento, in particolare sono convinto che servirà a scardinare alcuni pregiudizi che hanno relegato un vitigno “mediterraneo” come il Vermentino solo esclusivamente ad alcune aree ben definite. Inoltre credo sia arrivato il momento che la nostra regione si riprenda la dignità e l’importanza che merita nel panorama enologico nazionale. Sono convinto, ed è stata da sempre la nostra mission, che queste terre non abbiano nulla di meno rispetto ad aree italiane considerate più vocate. Ho sempre ritenuto che la differenza sia sempre stata nella mentalità delle persone che la abitano. D’altronde il vino non conosce confini politici ma solo geografici. Questo riconoscimento rappresenta un grande punto d’inizio, una ripartenza, consapevoli che i grandi obiettivi si ottengono solo con fatica, sudore e tanto studio” .