Santa Rosa, la proposta dell’ideatore di Gloria Raffaele Ascenzi per il 3 settembre

Processione al tramonto senza persone con il corpo di Santa Rosa seguito dalla Macchina recata dai Facchini in diretta televisiva

Stefano  Stefanini

NewTuscia – VITERBO – “Un trasporto buio e privo di persone, colmo di significati e messaggi di speranza”, questa in sintesi la proposta alternativa per il trasporto della Macchina di Santa Rosa del 3 settembre prossimo formulata dall’ideatore di Gloria, Raffaele Ascenzi.

Una processione religiosa con l’Urna del  corpo di Santa Rosa, seguita dalla Macchina recata dai Facchini, con l’assoluta assenza di pubblico, un trasporto che inizi al tramonto, al vespro del 3 settembre e si snodi al buio della sera, sino al sagrato della Basilica di Santa Rosa.

Le parole di Raffaele Ascenzi: “Desidero premettere che ogni decisione finale nel merito mi troverà comunque favorevole,  dal momento che la gestione di un simile evento non può essere lasciata al caso e sarà sicuramente frutto di studio e valutazioni di tutte le componenti che lavorano per la sicurezza e per il bene pubblico.

Il mio pensiero di oggi non vuole andare in alcun modo in contrasto con le recenti dichiarazioni dell’amministrazione comunale o con le regole che tutelano la salute di chi dovrebbe compiere o assistere al trasporto, ma si pone come una riflessione sul significato che ha la nostra secolare tradizione”.

L’architetto Ascenzi prosegue sul suo profilo Facebook “Il corpo di Santa Rosa, dopo essere stato riesumato e trovato intatto a metà del 1200, è stato fatto trasportare per volere di papa Alessandro IV sulle spalle di quattro cardinali in solenne processione, percorrendo le vie dall’ossario in cui la giovane Rosa era stata sepolta, verso il convento dove la Santa aveva chiesto di entrare in clausura ed è ancora esposta alla venerazione in un’urna.

Sono almeno quattro secoli che, nonostante difficoltà di varia natura, i viterbesi con grande devozione, trasportano Macchine sempre più alte e pesanti per onorare la loro giovane Rosa”.

La pandemia in corso non ha facili soluzioni  e ci costringe a mantenere la massima prudenza per tutelare i più deboli, per questo motivo sono spinto a trovare idee alternative al tradizionale trasporto e vorrei che uscisse con grande forza lo spirito dei nostri luoghi, nellesaltazione di una processione spirituale che non può e non deve confondersi con una festa di folklore”.

“Considero la Via Crucis a porte chiuse di papa Francesco, le cui potenti immagini hanno fatto rapidamente il giro del mondo, una delle espressioni di fede più efficaci degli ultimi anni, eppure, difronte al pontefice in apparenza non c’era nessuno, solo un crocifisso bagnato dalla pioggia e l’emozione di un’intera comunità. Immagini di speranza piene di energia vitale”.

“Un trasporto commovente che invece sarà vita. Ecco cosa ho sognato una notte di quest’estate: un trasporto che tutta la città potrebbe custodire per sempre nel cuore come unico e irripetibile gesto di amore.

Un percorso buio e privo di persone, ma colmo di significati e messaggi di speranza.

Prosegue Raffaele Ascenzi: “Io vedo il coinvolgimento della Chiesa in questo progetto che dovrebbe organizzare il trasporto del corpo della santa in processione silenziosa a precedere di pochi metri l’incedere della macchina di Santa Rosa per le vie del tradizionale percorso.

Sarebbe per tutti i sensi la rievocazione del primo passaggio, con una commistione di fede e di sforzo di un’intera città in sinergia con i facchini che da secoli svolgono questo sacro rituale.

La potenza di questo gesto avrebbe un eco ben maggiore anche dal punto di vista mediatico e divulgativo, ponendo Viterbo per un giorno al centro del mondo, con delle riprese televisive dal carico spirituale così dirompente da meritare la trasmissione diretta, finalmente, dei principali canali nazionali.

Nella mia folle immaginazione, farei partire la solenne processione con le ultime luci del sole per terminare nel buio più assoluto e avvolgente davanti alla basilica della nostra Santa.

Raffaele Ascenzi così conclude il suo pensiero-proposta:”Dobbiamo trasformare il dramma che stiamo tutti vivendo in unoccasione irripetibile per far conoscere al mondo quanto forte sia il nostro messaggio. Ho già i brividi! Viva, sempre, Santa Rosa”.

Ricordiamo che il sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena aveva  formalizzato nel consiglio comunale del 20 luglio la notizia dell’impossibilità dello svolgimento del trasporto della Macchina di Santa Rosa nella serata del 3 settembre prossimo.

Per il primo cittadino di Viterbo, che avrebbe comunque condiviso la decisione con il Prefetto, il Sodalizio dei Facchini, il costruttore e l’ideatore, l’andamento del contagio della variante Delta sconsiglierebbe ad oggi la programmazione del trasporto tradizionale della Macchina di Santa Rosa, una manifestazione di popolo, per cui non si può rinunciare ad una libera presenza di tanti viterbesi e turisti senza snaturare la magia del “sollevate e fermi”  che  i   Facchini  condividono tradizionalmente con il popolo, con l’impegno di essere  “tutti d’un sentimento” .

Il sindaco Arena non escludeva comunque ipotesi alternative compatibili con le assolute precauzioni del caso, come anche l’ipotesi “minimalista” di costruire “Gloria” sul sagrato della Basilica di Santa Rosa per lasciarla esposta alle visite dei fedeli e dei turisti.

Gia’ nello scorso maggio nella nostra   trasmissione Fatti e Commenti in onda sui canali di Teleorte e su www.teleorte.it  e newtuscia.it, condotta da chi scrive e da Gaetano Alaimo, il sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena e il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini avevano paventato una decisione sulla fattibilità del Trasporto in funzione dell’andamento,della pandemia.

Non era mancata da parte nostra la domanda sul turismo ricettivo e le previsioni di grande affluenza di turisti a Viterbo e provincia nella stagione estiva e sulla concreta fattibilità delle  manifestazioni di Santa Rosa, per cui si sarebbero adottate le migliori soluzioni compatibili con la  situazione pandemica che si sarebbe delineata.

Anche il  presidente  del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, aveva trattato nell’intervista con estrema cautela le  prospettive del Trasporto della Macchina di Santa Rosa edizione 2021 e in genere delle possibilità ’ di  riprendere le manifestazioni dal vivo della stagione estiva e autunnale, di cui e’ ricca la Tuscia.

La situazione che si sta delineando ha avvalorato la prudente cautela del sindaco e del presidente del Sodalizio dei Facchini nella programmazione dell’Evento….un Trasporto straordinario quando la pandemia lo permetterà ripagherà organizzatori e pubblico dell’amarezza di non poter svolgere anche quest’anno il Trasporto tanto atteso.