I Salmi si pregano nel salterio

NewTuscia – NEPI – Continua così la scoperta del Salterio, con cui hanno pregato Gesù, Maria, gli apostoli, e i cristiani d’ogni tempo. Dopo la settimana dedicata allo studio dei Salmi degli scorsi anni, del vescovo Romano Rossi, il Prof. Tiziano Lorenzin, terrà cinque incontri per insegnare a pregare con i Salmi stessi. Sono preghiere che Dio stesso ha suggerito a Israele, per tutta l’umanità e che devono diventare le nostre parole.

Da lunedì 9 fino a venerdì 13 agosto, inizia un cam mino che prevede cinque incontri nella sala Doebbing di Nepi, per approfondire sempre di più la Parola di Dio e imparare a pregare con i Salmi, per entrare in particolari vicende di personaggi nel “libro di preghiera” per eccellenza. Saranno catechesi da meditare e ascoltare alcuni Salmi tra i più belli e più cari alla tradizione orante della Chiesa.

Il Prof. Tiziano Lorenzin è Docente di Sacra Scrittura, Facoltà Teologica del Triveneto, sul tema dei Salmi è superfluo sottolineare la competenza del relatore e la sua grande capacità di suscitare l’attenzione e l’interesse dell’ascoltatore. Si tratterà di giorni trascorsi nella preghiera, in ascolto del Signore. Una opportunità per gustare l’amicizia con il Signore e nel riscoprire un modo «significativo» di vivere la fede oggi, in stretto rapporto con le situazioni di vita e con le esigenze di crescita personale. Saranno giorni di grazia.

I salmi sono le antiche preghiere del popolo ebraico: canti e inni di ringraziamento; preghiere di offerta e di supplica; lamenti umili e confidenti, canti di vittoria, meditazioni. Con i salmi Israele ascolta e risponde al suo Signore: lo loda, lo invoca nella prova, lo ringrazia perché ha esaudito la preghiera, esulta con lui nel momento della festa. Sono manifestazioni dell’animo che comunicano all’uomo tutte la ricchezza delle sue emozioni. Chi recita i salmi apre il suo cuore a quei sentimenti che i salmi ispirano secondo il loro genere letterario: di lamentazione, di fiducia, di rendimento di grazie.

È composto da 150 capitoli, ognuno dei quali rappresenta un autonomo salmo o inno di vario genere: lode, supplica, meditazione sapienziale. Sono preghiere che Dio stesso ha suggerito a Israele, per tutta l’umanità e che devono diventare le nostre parole. I salmi non sono letture, né preghiere scritte in prosa, ma poemi di lode.

Il salmo è un invito a riconoscere l’assistenza di Dio e a confidare sempre nel suo aiuto: «Il nostro aiuto è nel nome del Signore che ha fatto cielo e terra».

Nei Salmi, si intrecciano e si esprimono gioia e sofferenza, desiderio di Dio e percezione della propria indegnità, felicità e senso di abbandono, fiducia in Dio e dolorosa solitudine, pienezza di vita e paura di morire. Dio ci dona con i Salmi il suo linguaggio per pregare. Sono occasioni preziose da non perdere e di cui dobbiamo essere riconoscenti.

Don Giancarlo Palazzi