Confesercenti Viterbo, Green pass: “Non è una soluzione indolore ed avrà impatto sulle attività economiche”

NewTuscia – VITERBO – L’obbligo di Green Pass non è una soluzione indolore, ed avrà un grave impatto sulle attività economiche: a seconda della modulazione che verrà scelta, restringere l’accesso ai soli possessori del pass rischia di far perdere 1,5 miliardi di fatturato alle attività turistiche e pubblici esercizi, con una perdita di 300 milioni di euro di fatturato per i soli bar e ristoranti. A stimarlo è  laConfesercenti.

Favorire la massima copertura della popolazione con le vaccinazioni deve essere una priorità, ma non si utilizzi il certificato come arma, penalizzando ancora una volta in modo ingiustificato le imprese. In particolare, i pubblici esercizi che – stando alle indiscrezioni circolanti sulla stampa – sarebbero tra i primi ad essere sottoposti all’obbligo di Green Pass.

“Una quota tra il 30 ed il 40 per cento dei bar e dei ristoranti italiani ancora non ha dehors o tavoli all’esterno  il più delle volte perché non ci sono spazi esterni adeguati– afferma Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo, membro della presidenza nazionale e responsabile Area turismo regionale –  Anche se con il Green Pass rimarrebbe possibile l’ingresso all’interno del locale, si ridurrebbe notevolmente la platea dei clienti, in particolare se si deciderà di restringere l’accesso ai soli vaccinati con due dosi, che attualmente sono solo il 51% della popolazione italiana. Si metterebbe inoltre in grave difficoltà gli imprenditori, costretti a ricoprire l’inopportuno ruolo di agenti di pubblica sicurezza per procedere al controllo del certificato. Meglio di una chiusura totale, certo: ma è comunque un deludente ritorno alle restrizioni del recente passato: una doccia gelata che rischia di spegnere l’entusiasmo e la voglia di ripartire che erano stati favoriti dal ritorno in ‘zona bianca’ dell’intera Italia. Si può e si deve favorire una maggiore copertura vaccinale, ma bisogna trovare un altro incentivo, senza mettere ancora di più in crisi settori economici già duramente colpiti dalle prime tre ondate”.

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