Nuova ipotesi di lottizzazione nell’area della Villa Adrover con il “Residence Adrover”: Europa Verde Terracina invia una lettera-esposto ed un accesso agli atti

NewTuscia – TERRACINA – Europa Verde Terracina ha presentato una lettera-esposto ai diversi enti e organi di polizia competenti nonché una istanza di accesso agli atti al Comune di Terracina in merito al progetto di realizzazione di una costruzione di edilizia residenziale di 10 alloggi denominata “residence Adrover” di cui si è appresa notizia a seguito dell’esito in merito alla richiesta di autorizzazione paesaggistica pubblicato sull’albo pretorio on line del Comune di Terracina il 13.7.2021. L’azione è finalizzata a compiere tutte le verifiche e gli opportuni approfondimenti sul rispetto delle norme e delle leggi sia per l’iter di alienazione dell’immobile ad una società privata che per l’iter autorizzativo in corso per la realizzazione del nuovo complesso edilizio residenziale ed  alla acquisizione di elementi per eventuali azioni successive, visto che il progetto riguarda un’area di pregio del lungomare di Terracina e quindi la sua eventuale realizzazione inciderà severamente sull’ambiente e sul paesaggio dell’area ed è quindi interesse di Europa Verde verificare l’effettiva portata degli interventi edilizi richiesti onde escludere un loro impatto negativo a tutela dell’interesse diffuso.

Va ricordato che subito dopo il sequestro del cantiere della ex Pro-infantia avvenuto il 31.12.2020 sollevammo il problema anche della Villa Adrover alienata nel 2019 al privato dal Comune di Terracina con diverse fasi di asta con l’ultima che vide un ribasso del 10%. Una decisione, a nostro avviso, a dir poco scellerata la messa all’asta della Villa Adrover in zona di assoluto pregio fronte mare,  classificata dal PRG e dal PPE in Zona B2 con destinazione a verde pubblico e parcheggi, di proprietà pubblica per metà del Comune di Terracina e per metà dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale, assegnata a privati per 2,6 milioni di euro, un fabbricato composto da un piano seminterrato e da quattro piani fuori terra, oltre che da due garage, da un locale deposito, da un’annessa corte e un’attigua area edificabile. La superficie totale è di circa 2.770 metri quadrati, l’area attigua oggi verde ma anch’essa edificabile è pari a 2.430 metri quadrati.

Un prestigioso immobile con vista sul mare, negli anni recenti utilizzato per accogliere gli alunni di una scuola elementare che era in ristrutturazione, la Villa Adrover fu acquistata in compartecipazione negli anni novanta, con l’obiettivo di istituire un polo di alta formazione universitaria per attività turistico-ricettive collegate all’economia, al marketing e alla gestione delle imprese turistiche e agricole. L’Università rimase aperta per anni, ma col tempo andò in calo di iscritti e nonostante le proteste per mantenerla, chiuse. Da quel momento, Villa Adrover è rimasta per lo più chiusa, essendo stata utilizzata solo recentemente per accogliere temporaneamente gli alunni di una scuola elementare che era in ristrutturazione, e sempre in balia di progetti e ipotesi – come quello di creare una sede distaccata dell’istituto professionale Filosi – sempre vincolati ai costi per gli interventi di adeguamento da un lato, e dall’altro alla comproprietà con l’università. Dopo una serie di rassicurazioni da parte dell’Amministrazione la quale, a più riprese, aveva confortato la cittadinanza sul fatto che sarebbe stata tutelata e destinata a scopi pubblici e didattici, quattro anni fa invece, la decisione di mettere l’immobile all’asta e due anni fa la vendita.

Una area “resa appetibile” al privato con lo stesso obiettivo: quello di utilizzare l’applicazione per noi scellerata degli articoli n.4 e n.5 della Legge sulla Rigenerazione Urbana, con delibere e regolamenti purtroppo approvati da tutto il Consiglio Comunale all’unanimità, opposizione inclusa, che permettono facili cambi di destinazione d’uso, premi di cubatura e convenienti monetizzazioni senza limiti degli standard urbanistici, ovvero pagamento di un corrispettivo bassissimo in cambio di verde pubblico e parcheggi per edificare e ampliare, per assurdo, su aree originariamente destinate dai piani urbanistici comunali a verde e parcheggio, senza nessun vincolo di destinazione d’uso, con il serio rischio di vedere demolita una palazzina storica e non per costruire alberghi o strutture per incentivare il turismo ma per realizzare i soliti lussuosi appartamenti privati di cui questa città è già piena. Tutto ciò è davvero inconcepibile in una città che vede una carenza cronica di verde e parcheggi ed un consumo di suolo stellare, oltre 5 punti percentuali sopra la media nazionale.

“Ricordiamo che sul giornale locale on-line del 2 aprile 2019 https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/72137/terracina-lex-sede-delluniversita-venduta-per-26-milioni-di-euro un autorevole rappresentante dell’Amministrazione spiegava, qualche giorno dopo l’avvenuta vendita, che la destinazione d’uso iniziale di quell’immobile era alberghiera, poi adibita ad uso scolastico, ma che con la nuova legge regionale della cosiddetta Rigenerazione urbana, quell’edificio sarebbe potuto diventare qualsiasi cosa, appartamenti o un albergo. Ecco, dopo la sciagurata scelta politica di vendere l’immobile, adesso la politica se ne lava le mani e tutto viene demandato al rapporto tra la ditta privata che lo ha acquisito e gli uffici comunali competenti ai fini dell’iter autorizzativo. E’ vero, per adesso la commissione paesaggistica comunale ha dato parere contrario al progetto, ma considerati i precedenti della ex Pro Infantia e la non sufficiente tutela definita dal PTPR regionale recentemente approvato per l’ambito Paesaggio degli Insediamenti Urbani nel quale rientra il lungomare di Terracina, e la perdurante assenza della definizione degli ambiti come art. 2 e 3 della legge regionale, con piccole varianti progettuali ed un adeguamento alle prescrizioni indicate dalla commissione paesaggistica possono essere adottati provvedimenti di segno diverso con potenziale pregiudizio ai valori ambientali e paesaggistici della zona. E’ davvero inaccettabile lo scempio che si continua a fare di questo territorio con l’aiuto di decisioni politiche scellerate come la pericolosissima applicazione di alcuni dei peggiori effetti della Legge sulla Rigenerazione Urbana. Scelte meramente politiche che hanno un indirizzo chiaro cioè quello di soddisfare al meglio gli interessi di pochi “privati” (costruttori ed imprenditori) e non quello di fare il bene e gli interessi di una intera collettività, coinvolgendo i cittadini e affrontando le loro reali necessità. Una politica di gestione del territorio, a nostro avviso, assai discutibile in una Città che “vanta” degli indicatori sul consumo di suolo, sulla disponibilità di verde urbano e di parcheggi a dir poco drammatici in confronto ad analoghe città e tante, troppe case vuote e sfitte e nessun piano serio per lo sviluppo dell’edilizia agevolata.  E’ poi davvero triste che tutto questo sia stato fatto negli ultimi 5 anni con l’approvazione quasi di un intero Consiglio Comunale, visto che tutte le delibere ed i regolamenti di recepimento locale degli articoli della legge regionale 7/2017 (Rigenerazione Urbana), l’alienazione al privato della Villa Adrover, nonché il Programma Integrato di Intervento ai sensi della Legge Regionale n. 22/1997 in variante al PRG di cui alle quattro delibere di Consiglio del 28.7.2020, che prevedono un volume complessivo di quasi 100.000 metri cubi di nuovo edificato residenziale e commerciale, sono state votate sempre all’unanimità o perlomeno con larghissima maggioranza dei presenti, inclusa, spesso, la cosiddetta “opposizione” consiliare che evidentemente condivideva questo indirizzo di gestione sciagurato del nostro territorio. Una vera colata di cemento che si sta abbattendo, come è facile osservare,  sulla nostra Città.” dichiara Gabriele Subiaco co-portavoce di Europa Verde Terracina.