Don Angelo, l’addio nella Basilica della Madonna della Quercia

NewTuscia – VITERBO – Nonostante le normative per la prevenzione del contagio da Covid-19 non ci consentissero, come avremmo desiderato, di fargli visita nella struttura della Domus dove era ricoverato, don Angelo Massi ho avuto modo di sentirlo di tanto in tanto telefonicamente. Le ultime due volte il 21 giugno quando, attento e puntuale come sempre, mi aveva chiamato per il mio onomastico; e pochi giorni fa, quando dall’altra parte del cellulare mi ha risposto un operatore che gentilmente me lo ha passato, ma questa volta don Angelo è riuscito a dirmi soltanto, con un filo di voce: “Fatico a parlare…”, e poi è caduta la comunicazione.

Stamani la notizia della sua morte, dopo aver ricevuto l’altro giorno dal Parroco de La Quercia il Viatico e l’Unzione degli Infermi.

Fino all’ultimo don Angelo è stato sereno, anzitutto perché è stato animato sempre da una profonda fede, poi sicuramente anche perché, nonostante tutto, questi ultimi anni di sofferenza li ha passati in un luogo che lo aveva visto giovane seminarista formarsi e prepararsi al sacerdozio; e accanto alla Basilica della Madonna della Quercia, dove era stato Parroco per vent’anni, dall’08 dicembre del 1991 al 7 ottobre del 2012, e dove, finché la salute glielo aveva consentito, aveva continuato a collaborare.

Don Angelo è nato a Viterbo il 13 novembre del 1930. I suoi genitori erano originari di Torre Alfina.

Appunto dopo gli Studi al Seminario Regionale “S. Maria della Quercia”, fu ordinato Sacerdote il 10 giugno 1953 dal Vescovo Mons. Adelchi Albanesi nella Chiesa di San Giovani in Zoccoli.

Il 4 settembre del 1954 fu nominato Parroco del Sacro Cuore al Pilastro, dove rimase fino al 1970.

Praticamente fu il primo Parroco di questa nuova Parrocchia che nasceva in un periodo di ricostruzione dopo la distruzione della Seconda Guerra Mondiale. All’inizio, perciò, non c’era ancora la Chiesa in quel quartiere e le celebrazioni si tenevano in una Cappella provvisoria in Via Leonardo da Vinci, in un locale concesso gratuitamente dall’Istituto Autonomo Case Popolari. Tra il 1959 e il 1961 vennero costruite le opere parrocchiali e la casa canonica, mentre per la Chiesa, a causa di contrattempi amministrativi e burocratici, si dovette attendere fino all’ottobre del 1974.

Nel frattempo don Angelo, oltre alla Parrocchia a cui si dedicò con grande dedizione, fu anche Insegnante di Religione in varie scuole di Viterbo: Scuola Media “Cesare Pinzi”, Istituto Tecnico Femminile delle Maestre Pie Venerini, Scuola Magistrale del Preziosissimo Sangue.

Il 1 ottobre del 1970 don Angelo, con il consenso del Vescovo, entra nell’Ordinariato Militare per l’Italia, divenendo poi Cappellano in diversi reparti, a Sulmona (L’Aquila), a Capo Teulada (Cagliari), a Roma, a Viterbo (al CALE dal 1976 al 1984), a Catanzaro e, infine, dal 1985 a Firenze nella Scuola Sottufficiali del Carabinieri fino al 21 novembre del 1991, quando il Vescovo Mons. Fiorino Tagliaferri gli chiese di tornare in Diocesi perché aveva necessità di un nuovo Parroco per la Quercia e aveva bisogno di lui. Don Angelo obbedì e tornò a Viterbo.

Dopo le sue dimissioni, al ministero di Collaboratore al Santuario della Madonna della Quercia e di Cappellano dell’Istituto delle Maestre Pie Venerini ha unito la passione per lo studio e la ricerca storica. Da questo suo impegno appassionato ne è uscito nel 2008 la “Guida al Santuario della Madonna della Quercia”. Nel dicembre 2013 il volume “I ragazzi del Pilastro di tanti anni fa”, in occasione del 60° anniversario di fondazione della Parrocchia del Sacro Cuore al Pilastro e del 60° del suo sacerdozio. Nel 2016 i “Preti della Tuscia nella Grande Guerra”, nel centenario della Prima Guerra Mondiale.

Da diverso tempo si stava dedicando ad un altro prezioso lavoro sui preti di Viterbo del 1900, tante figure belle, significative, di cui, diceva, era necessario che non si perdesse il ricordo, per il tanto bene fatto. Questo lavoro non ha potuto ultimarlo. Chissà che qualcun altro prenda il testimone e lo porti a termine?

Sicuramente tra questi preti ora bisognerà aggiungerci il carissimo don Angelo che ci lascia una testimonianza bella di vita sacerdotale, spesa in un servizio generoso alla nostra Chiesa che ha amato e a cui si è dedicato totalmente.

Grazie, don Angelo!

Don Angelo tante volte ha pregato la Madonna della Quercia. Ora sarà Lei a “mostrargli, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del suo seno”. E sarà gioia eterna.

I funerali di don Angelo si svolgeranno nella Basilica della Madonna della Quercia lunedì 19 luglio alle ore 15.00, presieduti dal Vescovo Lino. Dalle 09.00 del mattino dello stesso giorno sempre in Basilica verrà allestita la Camera ardente.

Don Angelo verrà poi sepolto a Torre Alfina, accanto ai genitori e al fratello.

Don Luigi Fabbri

   Vicario Generale