La sfida dell’Unione Europea contro i cambiamenti climatici

No a vendite auto a benzina dal 2035

Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – “L’economia dei combustibili fossili ha raggiunto i suoi limiti, servono nuovi modelli. Abbiamo mantenuto la promessa. L’Europa è il primo continente che presenta un’architettura globale per realizzare le nostre ambizioni climatiche con una tabella di marcia. Attribuire un prezzo al carbonio sarà” il punto centrale che “guiderà l’economia” e sarà legato ad un fondo sociale”.

Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, presentando il maxi piano FitFor55, che indica gli strumenti per la rivoluzione verde, ovvero ridurre del 55% le emissioni di Co2 entro il 2030, con l’obiettivo finale di azzerarle nel 2050.

Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA  la presidente rivoluzione Ursula von der Leyen, “la rivoluzione verde è il nostro compito generazionale, che ci deve unire e incoraggiare.

Non si tratta solo di assicurare il benessere della nostra generazione, ma anche quella dei nostri figli e nipoti. Non c’è un compito più grande e più nobile di questo e l’Europa è pronta a guidare”.

Più tasse sui carburanti, meno su elettricità – Passare dalla tassazione dell’energia basata sui volumi a una basata sul contenuto energetico dei combustibili. E’ la proposta avanzata nel pacchetto clima della Commissione europea. In una simulazione effettuata da Bruxelles con il nuovo sistema, che dovrebbe essere applicato gradualmente dal 2023, la tassazione minima sulla benzina passerebbe da 0,359 a 0,385 centesimi al litro, quella sul gasolio da 0,330 a 0,419 centesimi al litro.

Per contro, le imposte minime sull’elettricità caleranno da un euro a Megawatt/ora a 58 centesimi. 

Stop alla vendita di auto benzina e diesel dal 2035. Questa e’ una delle proposte contenute nel pacchetto clima presentato  recentemente dalla Commissione europea.

L’obiettivo sarà raggiunto gradualmente e sarà accompagnato dalla creazione di un nuovo mercato della CO2 per il trasporto su gomma e per gli edifici. Gli introiti finiranno in un fondo sociale per clima, dal valore stimato di 70 miliardi in 7 anni, con cui l’Ue potrebbe cofinanziare al 50% regimi di incentivazione nazionale per l’acquisto di auto a zero emissioni e la riqualificazione energetica degli edifici.

I settori dell’industria e dell’energia coperti dal mercato Ue del carbonio (Ets) dovranno aumentare lo sforzo di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030 portandolo dal 43 al 61% rispetto al 2005. La proposta fa parte del pacchetto clima della Commissione europea. Oggi i settori Ets hanno già raggiunto una riduzione del 40%, spiegano esperti della Commissione, e senza interventi supererebbero il 50%.