Omicidio del Suffragio, i genitori della vittima chiedono l’imputazione coatta di Azzurra Cerretani

NewTuscia – VITERBO – Il giudice si riserva del tempo per decidere se accogliere o meno la richiesta dei genitori di Daniele Barchi di imputazione coatta per omicidio volontario aggravato in concorso di Azzurra Cerretani. La procura aveva chiesto l’archiviazione ma ieri i genitori adottivi della vittima, difesi dall’avvocato Pasqualino Magliuzzi del foro di Latina, si sono opposti.

La fidanzata 27enne di Stefano Pavani, condannato a 15 anni, era presente al massacro di Daniele Barchi, il 42enne originario di Gaeta ucciso nel suo appartamento di via Fontanella del Suffragio la notte tra il 21 e il 22 maggio 2018.

La ragazza con la sua denuncia all’epoca dei fatti fece arrestare l’assassino e allora fidanzato giudicato poi seminfermo di mente e condannato a 15 anni di carcere nel 2019.

Secondo l’avvocato della giovane, la sera del 22 maggio riuscita a sfuggire al controllo del killer, da cui era stata chiusa in bagno,si sarebbe rifugiata nella sua abitazione di Bagnaia, dove lui l’ha raggiunta e aggredita. All’arrivo della polizia accorsa immediatamente sul posto Azzurra avrebbe subito riferito di come avesse visto Pavani uccidere un uomo per poi guidare gli agenti sulla scena del crimine.

Azzurra avrebbe confermato la stessa versione anche a distanza di giorni, nonostante sapesse che nel frattempo anche lei era stata iscritta nel registro degli indagati per concorso in omicidio.

Per i genitori della vittima invece Daniele sarebbe stato ucciso da entrambi, “perchè volevano la sua casa; lei era lì assieme a Pavani, è stata lì tutto il tempo mentre veniva torturato”.