L’Unione Europea ha una legge sul Clima

Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Il Consiglio Ue ha concluso in questi giorni la procedura di adozione della norma che fissa nella legislazione europea l’obiettivo della neutralità climatica dell’Ue entro il 2050.

L’adozione segue l’ accordo politico raggiunto con l’Europarlamento il 21 aprile. Lo ha reso noto il Consiglio dell’Unione Europea, come riportato dall’Agenzia giornalistica ANSA.

Oltre agli obiettivi della neutralità climatica entro il 2050 e delle emissioni negative dopo quella data, la normativa europea sul clima – secondo quanto si ricorda in una nota – fissa un obiettivo vincolante per l’Unione di riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Dopo l’approvazione dell’Europarlamento la settimana scorsa, l’ulteriore votazione favorevole  del Consiglio consente la pubblicazione della legge in Gazzetta dell’Unione e la sua entrata in vigore, presupposto del pacchetto clima che sarà presentato il 14 luglio.   Si tratta delle prime undici proposte legislative che tradurranno i target della legge in normative settoriali e specifiche.

Oltre ai target di riduzione delle emissioni per il 2030 e il 2050, la legge per il clima prevede che l’Unione Europea  si doti di un obiettivo climatico intermedio per il 2040 e di una proiezione del bilancio indicativo dell’Unione per i gas a effetto serra per il periodo 2030-2050 (carbon budget). Il bilancio misurerà il volume totale indicativo delle emissioni nette di gas a effetto serra che dovrebbero essere emesse nel periodo senza mettere a rischio gli impegni dell’Unione ai sensi dell’accordo di Parigi.

La legge sul clima istituisce inoltre un comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici.

Il consiglio fornirà consulenza scientifica indipendente e produrrà relazioni sulle misure dell’Ue. La Commissione europea, infine, si impegnerà con i settori dell’economia che scelgono di preparare tabelle di marcia volontarie indicative per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica dell’Unione entro il 2050. L’Esecutivo Ue dovrà monitorare lo sviluppo di tali tabelle di marcia, e facilitare il dialogo e la condivisione delle migliori pratiche tra le parti interessate.

L’Europa ha la sua prima legge sul clima. I giovani erano scesi in strada per chiedere all’Ue di agire” contro i cambiamenti climatici “e l’Ue lo ha fatto. Questa legge porterà ad un’Europa ad una neutralità climatica dell’Ue entro il 2050”. Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, su Twitter, saluta la chiusura della procedura di adozione della norma che fissa nella legislazione europea l’obiettivo della neutralità climatica dell’Ue entro il 2050.

Dalla classifica 2020 Smart City Index emergono le città italiane più sostenibili: su 109 e con Trento al primo posto,  Viterbo classificata al 67o posto sostanzialmente immutata rispetto allo scorso anno e prima provincia del Lazio,  Roma compare al 78o, Frosinone al 90o, Rieti  occupa il 98o e Latina occupa il 104o posto.

Le città italiane più sostenibili in riferimento alle loro dotazioni di infrastrutture per la mobilità e trasporto, per l’energia e  per l’ambiente

sono emerse dalla quinta edizione dello Smart city index di Ernst & Young (EY) che ogni anno valuta le 109 città capoluogo italiane rispetto alle reti di infrastrutture,innovazione e servizi di qualità ai cittadini e che quest’anno dedica un focus particolare alla sostenibilità urbana.

Una sintesi articolata del Rapporto e’ stata condotta da Tommaso Tautonico per l’Associazione per lo Sviluppo Sostenibile, da cui  emerge che le infrastrutture urbane delle città italiane sono sempre più orientate alla sostenibilità intesa come misure  adottate a basso impatto ambientale, con minori emissioni di carbonio, decongestionamento del traffico e diminuzione dei tempi di percorrenza in ambito urbano.

Questo trend riguarda soprattutto tre reti su cui si basa il funzionamento delle città: le reti di trasporto, le reti energetiche e le reti ambientali.

Tommaso Tautonico per l’Associazione per lo Sviluppo Sostenibile riferisce che “da  diversi anni le città nel nostro Paese si stanno evolvendo in maniera sensibile verso la sostenibilità, attivando diverse iniziative per essere a basso impatto ambientale, favorire la mobilità sostenibile e ridurre fenomeni come l’inquinamento atmosferico e il congestionamento del traffico” come dichiara Andrea D’Acunto, Mediterranean government and public sector leader di EY. “Dallo Smart city index di EY emerge che alcuni indicatori negli ultimi anni sono cresciuti in maniera esponenziale soprattutto nelle città metropolitane di Milano, Torino, Bologna o nelle città medie del Nord”, conclude.

L’analisi dettagliata degli indicatori relativi alle singole reti infrastrutturali mostra ad esempio che, nel caso dei trasporti, tutti gli indicatori relativi alla mobilità sostenibile presentano un costante aumento negli ultimi sei anni. La mobilità elettrica registra gli incrementi più significativi, con le colonnine di ricarica che raddoppiano ogni due anni. Le auto elettriche ed ibride sono triplicate negli ultimi quattro anni. Aumentano anche le iniziative, da parte delle città, per incentivare il parco auto ecologico, come la possibilità per le auto elettriche di accedere alle Ztl oppure di non pagare la sosta nelle strisce blu.

Cresce la mobilità “lenta” o “dolce”: aumenta la lunghezza delle piste ciclabili e delle aree pedonali, seppure più lentamente rispetto allo sharing, utilizzo condiviso di auto, biciclette, scooter, monopattini), fenomeno in netta crescita in molte città italiane.

Milano, che a fine 2019 contava più di 3mila auto e 4.800 biciclette in sharing, è la prima città italiana per intensità di sharing mobility.

L’analisi delle reti energetiche riscontra  un trend in crescita verso la sostenibilità: l’illuminazione pubblica si sta rimodernando, con i lampioni a led che hanno raggiunto il 36,5% del totale, il triplo rispetto a due anni prima. Cresce la produzione di energia rinnovabile nelle città: negli ultimi cinque anni il fotovoltaico è aumentato del 17,4%, l’eolico del 31% e quella da bioenergie del 52%.

Il teleriscaldamento ha raggiunto 42 città capoluogo, prevalentemente al Nord. Crescono anche gli interventi di riqualificazione edilizia, che negli ultimi sette anni hanno riguardato 2.859 edifici nei Comuni capoluogo. Bologna, con 248 edifici, guida la classifica delle città con il maggior numero di interventi.

Il settore delle  reti ambientali (acque, verde, aria, gestione rifiuti)   ha mostrato  un progressivo aumento della sostenibilità.

Ha subito un positivo incremento il verde urbano nelle città, che negli ultimi anni ha raggiunto i 50 mq per abitante.

Buona performance della gestione dei rifiuti: la produzione procapite è diminuita del 9% dal 2014, mentre la raccolta differenziata dei comuni capoluogo si attesta al 51,6% (nel 2014 era ferma al 40,1%).

Unico riscontro negativo viene registrato dalle reti idriche che, pur essendo sotto stretto controllo  da alcuni anni per la necessità di investimenti di ammodernamento, fanno registrare perdite ingenti. Nel 2018 le perdite idriche ammontavano al 37,3%, in leggera diminuzione rispetto al 39,1% del 2016. Gli investimenti sono ancora insufficienti e inadeguati.