Il dopo coronavirus nella nostra intervista alla dott.ssa Litta di Medici e a Giulio Marini

Il dopo coronavirus nella nostra intervista alla dott.ssa Litta di Medici per l’ambiente e a Giulio Marini: i rischi per l’ambiente e la salute senza una reale conversione ecologica in tutti i campi: produzione, lavoro, formazione e  qualità della vita nelle nostre città

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Il dopo coronavirus nell’intervista alla dott.ssa Antonella Litta di Medici per l’ambiente  le misure di salvaguardia ambientale e un nuovo umanesimo per lavoro, ambiente, formazione, salute, prevenzione e  qualità della vita nelle nostre città.

Questi i temi toccati nella nostra intervista di Fatti e commenti,  condotta da chi scrive e dal collega Gaetano Alaimo, visibile  sugli schermi di Teleorte e su www.teleorte.it e www.newtuscia.it, ultima trasmissione con la partecipazione di Giulio Marini, consigliere provinciale e delegato all’Ambiente e all’ Edilizia Scolastica della Provincia di Viterbo, prima della pausa estiva.

Con la dott.ssa Antonella Litta di Medici per l’Ambiente abbiamo approfondito la situazione socio sanitaria del Lazio e della nostra provincia in particolare, in questo periodo di post coronavirus, con uno specifico riferimento alla salute pubblica da tutelare dall’abuso di inquinamento, dall’ utilizzo  eccessivo della chimica in agricoltura e  nell’industria, in relazione a scelte spesso solo di mercato e non di tutela della salute e del benessere della collettività .

Hic et nunc, qui ed ora, quando la pandemia sembra circoscritta, ridimensionata, ma non ancora definitivamente vinta, ci ritornano  al pensiero ed all’azione le parole cruciali della Lettera Enciclica che caratterizzerà universalmente l’epoca che stiamo vivendo:

 Non c’è ecologia senza giustizia e non ci può essere equità in un ambiente degradato”, così scriveva nell’Enciclica Laudato Si’ papa Francesco , esponendo in modo potente e chiaro la necessità di un nuovo inizio, di una cura scrupolosa della Natura come casa comune e delle periferie umane, urbane ed esistenziali, degli ultimi, affermando i principi di un’ecologia integrale, spirito e umanità, contro un’economia fondata qipuqsi esclusivamente  su un eccesso  di consumismo, su azioni predatorie sulla natura, come l’eccesso di chimica nelle produzioni agricole,  la cultura dello scarto, dei beni materiali e, ancora più grave degli emarginati, degli ultimi della società e dell’economia.

Con Antonella Litta e con Giulio Marini (collegato al telefono da Viterbo)  abbiamo individuato indicazioni operative per ispirare le azioni delle nostre città, come dei governi provinciali, regionali, oltre che del governo nazionale e delle istituzioni europee, con azioni concrete di tutela dei beni naturali più preziosi,  dalle risorse, dalla terra, dall’acqua, dall’agricoltura e dal cibo, quindi da “una ispirazione  ecologica che immediatamente comprende anche l’uomo e  la sua scala di Valori. Una nuova ecologia che esige un’azione vigorosa per un cambio dello stile di vita delle nostre città .

Alla ricerca del bene comune con azioni concrete, per un’ecologia integrale, dei valori dell’uomo e di difesa della natura.

Al termine dell’intervista con la dott.ssa  Antonella Litta abbiamo  convenuto come per  rimodellare gli odierni sistemi di gestione dei piccoli borghi e delle nostre cittadine, ove ancora si vive a misura d’uomo, ciascuno di noi può fare molto, specialmente se non rimane solo, in particolare creando i presupposti per la valorizzazione di una sana conduzione di vita, con la produzione ed il consumo  di prodotti e di filiere di qualità di provenienza dal  territorio.

Prodotti, ambiente e produttori che suppliscano alla grande  trasformazione dei settori tradizionali dell’industria, delll’agricoltura e dei servizi, per la digitalizzazione in atto e per gli effetti socio economici legati alla crisi sanitaria legata al  coronavirus.

Numerose attività  e associazioni di volontariato nei vari campi della società civile rappresentano in tal senso una riserva di coscienza e di responsabilità sociale.

Oggi più che mai, dopo la pesante esperienza del coronavirus e nella prospettiva di vigile attenzione dei prossimi mesi,

“siamo tutti chiamati a vigilare come sentinelle della vita buona ed a renderci interpreti di un nuovo protagonismo sociale nelle nostre realtà cittadine, improntando la nostra azione alla ricerca del bene comune e fondandola sui saldi principi della solidarietà e della sussidiarietà”.

Giorgio La Pira, sindaco di Firenze negli anni 50 e 60 del Novecento, promotore degli Incontri del Mediterraneo sulla Pace mondiale, così riassumeva il valore dell’impegno civile nelle nostre città.

“Le città hanno una vita propria: hanno un loro proprio essere misterioso e profondo: hanno un loro volto: hanno, per così dire, una loro anima ed un loro destino: non sono cumuli occasionali di pietra: sono misteriose abitazioni di uomini e più ancora, in certo modo, misteriose abitazioni di Dio. Ognuna di queste città non è un museo ove si accolgono le reliquie, anche preziose, del passato; è una luce ed una bellezza destinata ad illuminare le strutture essenziali della storia e della civiltà dellavvenire.    Brani del discorso tenuto dal prof. Giorgio La Pira al Convegno dei Sindaci delle capitali di tutto il mondo. (Firenze, 2 ottobre 1955).

Nel ringraziare i telespettatori, il co-conduttore della nostra transmissions “Fatti e commenti” Gaetano Alaimo e  tutta la redazione e la presidenza di Teleorte, in particolare Marco Nicoletti per la grande collaborazione per il  successo e gradimento di questa stagione televisiva, auguro di trascorrere serene vacanze  a tutti gli  amici che ci seguono in Tv, con un arrivederci a settembre!