Tornano a Viterbo le reliquie dei Santi Domenicani

NewTuscia – VITERBO – Più di una suggestione, racconti tramandati e cronache scritte e riportate nel corso dei secoli, vogliono che Raniero Capocci camminasse fianco a fianco con San Domenico di Guzman e che insieme individuassero il luogo dove sarebbe sorto il primo convento domenicano a Viterbo, Santa Maria in Gradi. Un’immagine bella e potente, che ci riporta indietro nel tempo, a quando, a metà del 1200 la nostra città era sede papale, il più importante fulcro della cristianità, e proprio sotto questa spinta stava costruendo tutto quello che oggi vediamo…piazze fontane chiese torri palazzi.

A Santa Maria della Quercia, nella nostra Basilica, i Padri Predicatori arrivano nel 1469 e grazie a loro, alla loro intraprendenza, alla loro visione, ed al rapporto che si instaura con il governo della città, iniziano i lavori di quello che oggi è il capolavoro del Rinascimento a Viterbo. I domenicani vivono e lavorano nel santuario, pregano, progettano, lavorano la terra, cucinano, ingaggiano i migliori architetti, artisti, seguono direttamente i lavori e coinvolgono le migliori mani per consegnare a noi uno dei più grandi ed importanti santuari mariani europei.

La fraternità domenicana di Santa Maria della Quercia accoglie nel corso dei secoli Papi, Santi, pellegrini, Re, e contribuisce alla diffusione del culto della Madonna della Quercia in tutto il mondo. Uno dei più belli commoventi e significativi momenti di questa bellissima storia di devozione e cultura è quando Padre Henri Lacordaire, uno dei più grandi teologi dell’Ottocento, che dopo aver esercitato insieme ad alcuni amici francesi la sua fede per due anni nel nostro santuario, decide di portare con sé nel suo ritorno in Francia un’immagine della Madonna della Quercia a cui è intitolato e consacrato il Santuario domenicano di Nancy, prima chiesa domenicana a riaprire dopo la soppressione napoleonica, e l’ordine domenicano francese.

I Padri predicatori lasciano il nostro Santuario nel 1932 ed è con grande gioia che dopo 90 anni, siamo felici di accogliere nuovamente nella nostra Basilica le reliquie dei Santi Domenicani, tra cui quella di San Domenico, fondatore dell’ordine, San Pietro Martire, primo martire dell’Ordine domenicano, San Tommaso d’Aquino, principale esponente della filosofia scolastica, Santa Rosa da Lima, San Pio V e Santa Caterina da Siena, fedele discepola di San Domenico.

Ringraziamo di questo grande e bellissimo dono Fr. Gerard Francisco Parco Timoner III,  Maestro dell’Ordine Domenicano e Fr. Antonio Coccolichio, Rettore del Santuario Santa Maria Sopra Minerva di Roma.

E’ un gesto questo che ritesse il filo rosso della storia, che conferisce nuovamente un senso profondo e continuità ad una presenza importante, quella domenicana, per il nostro santuario, la nostra comunità e la nostra città.