Reparto psichiatrico (Spdc), la Confael scrive al Dg Asl Donetti

NewTuscia – VITERBO – Ill.ma Dott.ssa Donetti, Direttore Generale della A.S.L. di Viterbo, come abbiamo già espresso soddisfazione per il ripristino dei servizi sanitari presso il blocco D di Belcolle, servizi semi/soppressi con l’evento pandemico del COVID 19, avvertiamo il bisogno di richiamare una nostra lettera del 23 novembre 2019 inerente il reparto psichiatrico (SPDC) che si allega in copia.

In tale missiva, questa O.S.  evidenziava le enormi criticità ed il mancato rispetto della normativa che regolamenta tale attività sanitaria riferita anche alla evidente fragilità dei pazienti psichiatrici.

Se il ripristino dei servizi nel blocco D significa ricollocare le attività psichiatriche negli stessi limitati   spazi/ambienti e con lo stesso numero di posto letto ridotto del 50%, ci trova in totale disaccordo in quanto significherebbe confermare la stessa grave situazione e con le stesse criticità  pre-covid 19.

Nel confermare quanto affermato diciotto mesi fa, si ribadisce la richiesta del rispetto delle norme, tra le quali sollecitiamo ulteriormente le due unità operative del SPDC di sedici posti letto cadauno.

Restando in attesa di cortese risposta in merito, si inviano distinti saluti.

 

 

Al Direttore Generale

                                                                          A.S.L. – Viterbo

                                                                          Via Enrico Fermi, 15

                                                                         01100 VITERBO

 

Oggetto: aggressioni.

 

Sono pervenute e pervengono notizie di aggressioni al personale sanitario in servizio presso il S.P.D.C.  sito nel complesso ospedaliero di Belcolle.

Sin dall’aggressione subita da una infermiera, presso la casa circondariale di Mammagialla – Viterbo, questa O.S. si è adoperata per acquisire e conoscere  verità in merito alla valutazione dei rischi ed ai provvedimenti inerenti le aggressività al personale di competenza della  A.S.L. di Viterbo.

Ebbene,  intanto riteniamo evidenziare la grave inadempienza che, nel rispetto della norma e considerato il numero degli abitanti/utenti, prevede per la ASL Viterbo due reparti di S.P.D.C. (da 16 /sedici posti ciascuno), mentre ad oggi è presente un solo S.P.D.C. e per giunta dimezzato nei posti letto che risultano soltanto 08 (otto), quindi ¼ dell’intero fabbisogno previsto.

La collocazione dell’attuale suddetto servizio presso Belcolle, avrebbe avuto carattere temporaneo, da quanto ci risulta, a causa della inidoneità e limitazione degli ambienti. Limitazione degli spazi peggiorata con il trasferimento del Day Hospital presso la struttura di Montefiascone, privando il reparto di SPDC di un “serbatoio di sfogo” dove allocare pazienti ad elevato rischio.  Infatti, da quest’ultimo provvedimento si è verificato “un picco” di aggressioni (oltre una dozzina di casi in quattro mesi) che poteva forse essere evitato o limitato mantenendo in loco il  Day Hospital.

A tutto ciò contribuisce anche l’atteggiamento del reparto di Medicina Protetta che, da quanto ci risulta, non ricovera i detenuti psichiatrici presso il proprio reparto dislocandoli al S.P.D.C. insieme agli Agenti di Polizia Penitenziaria, contribuendo purtroppo ad aumentare il caos già presente. ( es. un paziente aggredisce l’agente penitenziario”, il detenuto lo difende, gli infermieri intervengono e prendono “le botte”).

A tutto ciò si aggiunge l’insufficienza quali-quantitativa del personale, scarseggiano Infermieri, Psichiatri, Psicologi mentre sono totalmente assenti Educatori e Terapisti Occupazionali. Tra l’altro ci risulta che dal 1 dicembre sarà trasferita ad altra UOC l’unica Assistente Sociale, il risultato è sconsolante per un servizio psichiatrico che dall’epoca di  Basaglia in poi dovrebbe essere centrato non sulla sorveglianza ma sul recupero dei pazienti.

Ad aggiungere la ciliegina sulla torta passiamo all’UOC Psicologia che si trova all’esterno del Dipartimento Salute Mentale, in completo contrasto con quanto previsto dalle norme cogenti, inoltre non si capisce per quale motivo la suddetta UOC è stata inserita presso le Cure Primarie che sua volta sembra non interagire, come dovrebbe, con il DSM.

Quanto sopra ha destato e desta una forte preoccupazione della scrivente OS per i gravi rischi a cui poterbbero essere esposti i pazienti, gli operatori tutti e la stessa ASL Viterbo.

Pertanto in base a quanto esaminato con la presente si chiedono i seguenti provvedimenti:

  1. istituzioni di 2 SPDC da 16 posti letto cadauno;
  2. idonea collocazione del SPDC con idonei e sufficienti spazi esterni ed interni;
  3. dotazione organica di tutte le figure professionali previste;
  4. locali del Day Hospital attigui o in prossimità del SPDC;
  5. rientro dell’UOC di Psicologia nell’ambito gerarchico del Dipartimento di Salute Mentale come previsto dalla legge, quindi rientrando nella norma.

Qualora codesta Direzione Generale non intenda regolarizzare e regolamentare tutto ciò che è di dubbia legittimità, la CONF.A.E.L. si vedrà costretta ad adire alle autorità competenti per dare risposte concrete alla tutela dei lavoratori, le cui condizioni di lavoro hanno ricadute negative sulla loro salute, (malgrado questo sono stati prodotti eccellenti risultati riconosciuti dall’utenza. Ma fino a quando si potrà resistere? Si aspetta la tragedia?), ed alla fragilità dei pazienti psichiatrici di questo territorio.

Distinti Saluti