La Conferenza stato città e comuni italiani a favore della riduzione della tassa sui rifiuti per le attività economiche

Simone Stefanini Conti

NewTuscia – VITERBO – La Conferenza Stato-Città ha approvato il dieci giugno scorso il riparto tra i Comuni di 1 miliardo 100 milioni di euro sui due principali provvedimenti inseriti nel decreto Sostegni-bis (dl 73/2021). Sono 600 i milioni destinati ai Comuni che potranno così ridurre la Tari (o della Tari corrispettiva) in favore delle attività economiche colpite dall’emergenza sanitaria (art. 6 dl 73/2021).

“Si tratta di una misura richiesta da Anci già dall’autunno scorso, in concomitanza con la “seconda ondata” della pandemia che ha costretto il Paese a nuove restrizioni e chiusure, aggravando così la situazione economica di molte e diverse attività che versavano già in condizioni critiche – dichiarano soddisfatti il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro e il presidente di Ifel e sindaco di Novara, Alessandro Canelli -.

I Comuni hanno ora gli strumenti per applicare significative riduzioni del prelievo sul servizio di gestione e raccolta dei rifiuti, da decidere entro il 30 giugno prossimo. Gli ulteriori 500 milioni, invece, sono destinati ad un nuovo provvedimento di “solidarietà alimentare” (art. 53, dl. 73/2021).

La misura, che vede uno stanziamento maggiore rispetto ai 400 milioni del 2020, permetterà di sostenere le necessità primarie delle famiglie in difficoltà, non solo per ciò che riguarda le spese alimentari, ma anche per quelle relative ad affitti e utenze. Tra quest’ultime, i Comuni avranno la facoltà di includere anche quelle relative alla Tari per le utenze domestiche. In questo avremo realmente la possibilità di sostenere famiglie e attività ad uscire da questo periodo buio”.

La Conferenza ha inoltre approvato le modalità di assegnazione di 65 milioni di euro per il triennio 2021-2023 per il potenziamento di iniziative di sicurezza urbana da parte dei Comuni. Le assegnazioni avverranno sulla base della presentazione di progetti. L’Anci ha chiesto maggior flessibilità nelle facoltà di assunzione sulla base dei fondi che saranno resi disponibili.
Infine, 5 milioni di euro sono stati assegnati ai comuni in dissesto finanziario per interventi di manutenzione straordinaria di immobili da assegnare alla Polizia di Stato e all’Arma dei Carabinieri

Impegno del presidente dell’Associazione dei Comuni Decaro: “Dal partenariato pubblico privato idee e risorse per la ripartenza”

“Gli 8mila sindaci del nostro Paese sono convinti che la ripartenza del Paese, come accaduto in passato, avverrà partendo dalle città, grandi medie e soprattutto piccole ed utilizzando al meglio fondi del Pnrr. Come Associazione dei Comuni abbiamo ottenuto che una parte essenziale dei fondi che arriveranno venga dedicata alla valorizzazione dei beni culturali, sia per i cosiddetti progetti bandiera sia per tutte quelle opere che partiranno nei piccoli centri attraverso appositi bandi. Per supportare questo percorso, Anci ha sottoscritto due protocolli: il primo con Alleanza delle cooperative e il forum del terzo settore per la gestione di alcune attività e l’altro con la fondazione Fitzcarraldo per la gestione dei beni storico culturali”. Lo ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro intervenendo ad un dibattito sul tema dei Presidi culturali e partenariati pubblico-privati per la rigenerazione urbana, nell’ambito della manifestazione ArtLabSud ospitata in questi giorni tra Bari e Matera.

Decaro si è soffermato sull’esperienza di partenariato pubblico e privato sulla rigenerazione urbana e sociale “che a Bari è iniziata anche prima che diventassi sindaco e che ha interessato all’inizio il settore dell’edilizia. Abbiamo fatto piani di riqualificazione di quartieri, come quello di Japigia, che erano considerati periferici e che oggi sono integrati con il centro cittadino. I privati hanno usato parte degli utili ottenuti per realizzare opere pubbliche che mancavano, favorendo così la creazione di spazi condivisi e servizi che hanno contribuito a creare quella città policentrica, dove i cittadini hanno accesso ai principali hub in 15 minuti”.

Grazie alle relazioni avviate coi privati, le associazioni e le parrocchie, “l’amministrazione comunale – ha sottolineato – ha svolto un’azione sussidiaria rispetto all’iniziativa dei cittadini. Con l’esperienza delle Reti civiche urbane abbiamo messo insieme diverse realtà territoriali che si sono associate grazie ad un contributo comunale, commutando una parte dei fondi del PON metro. Così partendo dal basso abbiamo cucito quartiere per quartiere una rete di cittadini associati che oggi crea vitalità nel tessuto urbano e che sono la base della ripartenza urbana post Covid”.

Altro importante tassello per la politica di partenariato è stato “l’approvazione di un regolamento per la gestione dei beni comuni. Partendo da alcuni progetti spontanei, il Comune di Bari ha approvato una delibera che ora – ha ricordato Decaro – permette a tutti i cittadini di fare esperienze di gestione di beni e spazi pubblici usando i fondi messi a disposizione dal Comune”.