71enne imputato di imputato di lesioni aggravate e stalking

Tribunale di Viterbo

NewTuscia – VITERBO – La situazione sarebbe precipitata il 16 ottobre di due anni fa quando l’imputato, si sarebbe avventato sulla vittima, costituitasi al processo parte civile. Si scagliò contro il vicino, un 36enne di Soriano nel Cimino, armato di bastone e roncola, provocandogli lesioni al volto e alla testa che impiegarono 4 mesi a guarire.

L’episodio si colloca, secondo l’accusa, all’apice di un’escalation di mesi di persecuzioni durante i quali sia il giovane che i suoi genitori sarebbero stati tormentati dall’uomo che sarebbe arrivato a fotografarli e riprenderli con la fotocamera del cellulare, costringendoli a non uscire la sera per paura di trovarlo appostato nell’ombra e a mettere un telone oscurante ai confini della loro proprietà.

Dopo l’aggressione, durante la quale avrebbe proferito frasi come “ti bastono perché devi morire” o “ti ammazzo, ti ammazzo”, mentre il ragazzo giaceva a terra , il 71enne è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio a cui hanno fatto seguito il provvedimento di divieto di avvicinamento e il processo per lesioni personali aggravate e stalking che si sta concludendo in questi giorni davanti al giudice Silvia Mattei.

In aula, ieri, è stato ascoltato il medico legale Alfredo Borghetti come consulente di parte civile, il quale avrebbe riferito, spiegando le differenze che intercorrono tra lesioni provocate da vari tipi di attrezzi, che secondo la sua opinione non si trattava di una lesione da autodifesa come ipotizzato dalla difesa.