L’Eucarestia nelle Città dell’Uomo per ispirare il bene Comune…dal miracolo di  Bolsena il culto universale

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Domani  domenica 6 giugno, Solennità del “Corpus Domini” nelle nostre cittadine  non potranno svolgersi le solenni  tradizionali processioni, con i tappeti di fiori ad abbellire le strade.

In molte  cittadine, si e’ svolto durante questa settimana   il Rosario  Eucaristico Itinerante nei quartieri  in preparazione della Solennità di domani domenica. Le celebrazioni avranno luogo nelle chiese, in particolare con l’Adorazione Eucaristica.

Va comunque ricordato come quella dell’Infiorata rappresenta ormai una rinnovata tradizione che coinvolge centinaia di persone, ragazzi e giovani in particolare, che si dedicano alla raccolta di petali e fiori di campo per poi allestire splendidi disegni in onore dell’Eucarestia che viene condotta sulle strade delle nostre cittadine.

Le comunità cristiane e civili della Tuscia si onorano di stringersi alla vicina diocesi di Orvieto e Todi ed alle città di Bolsena e Orvieto  nella solennità che ricorda il Miracolo che si compì a Bolsena nel 1263, ed a cui seguì la costruzione del magnifico Duomo di Orvieto.

Nelle processioni del “Corpus Domini” nelle nostre cittadine, sperando il prossimo anno di riprendere questa splendida tradizione,  il tripudio di colorati e raffinati tappeti di fiori, predisposti fin dal primo mattino, non rappresenta solo esteriorità, ma costituisce l’occasione propizia per  riappropriarsi dei significati interiori profondi dei gesti compiuti. In ricordo del  Miracolo Eucaristico di Bolsena del 1263.

La basilica di Santa Cristina in Bolsena custodisce la pietra dell’altare macchiata di sangue, mentre il Duomo di Orvieto ospita il Corporale di lino macchiato del sangue scaturito dal Pane spezzato dal sacerdote boemo Pietro da Praga, assalito durante la celebrazione della messa dal dubbio sulla trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo.

Le cronache del Miracolo riportano che il sacerdote andò subito da papa Urbano IV, che si trovava ad Orvieto, per riferirgli l’accaduto

Il papa inviò a Bolsena Giacomo, vescovo di Orvieto, per verificare la veridicità del fatto e riportare le reliquie.

Secondo la leggenda, il presule fu accompagnato dai teologi Tommaso d’Aquino – a cui successivamente fu affidata la redazione dei testi della liturgia della festività istituita – e Bonaventura da Bagnoregio. Tra la commozione e l’esultanza del popolo, il vescovo di Orvieto tornò dal Papa con le reliquie del “miracolo”. Urbano IV ricevette l’ostia e i lini che si supponeva fossero intrisi di sangue, li mostrò al popolo dei fedeli e li depose nel sacrario della cattedrale orvietana di Santa Maria.

A seguito di questo evento, l’anno successivo 1264, papa Urbano IV istituì la festa del Corpus Domini.

Sull’Eucarestia e la sua attuale presenza nella vita delle nostre Città  ricordiamo le recenti parole di papa Francesco sulla centralità della Famiglia, del Lavoro e della Festa eucaristica domenicale,  con un’importante esortazione a considerare come “Ogni Messa domenicale genera e offre bene comune, sostiene visioni e responsabilità di bene comune:  l’Eucarestia rappresenta il nutrimento della testimonianza della carità nella città.”

Nella celebrazione eucaristica domenicale, vengono sintetizzati e resi pubblici con il grande dono della festa del Corpus Domini, con le splendide processioni – caratterizzate da artistiche infiorate segno di profonda adorazione per il “Corpo di Cristo” – in cui l’Eucarestia viene condotta attraverso le abitazioni degli uomini.

Questo rappresenta uno dei principali impegni delle Chiese locali   capaci di condividere la responsabilità per il bene comune con tutte le forze vive del Paese,  nonostante le differenze sociali, culturali o politiche.