Arianna Cigni, dal teatro alla Tv “grazie” al Covid. Storia di una professionista a tutto tondo

NewTuscia – VITERBO – Sta per terminare la prima edizione di “Luce Nuova sui fatti”, la trasmissione rivelazione di Tele Lazio Nord prodotta da NewTuscia Italia che ha incollato davanti al piccolo schermo e ai Pc e smartphone (andando anche in streaming) decine di migliaia di persone. Sì, perché il programma ideato e condotto da Gaetano Alaimo e con Arianna Cigni nel ruolo di conduttrice, spaziando ogni settimana in un ambito informativo diverso e proponendo temi e fatti nazionali, attualizzandoli poi nella realtà della Tuscia e del Lazio, ha riscosso davvero un grande successo certificato dai dai d’ascolto ufficiali.

Arianna Cigni, come detto, è la conduttrice di “Luce Nuova sui fatti” ma nasce come attrice professionista di teatro. Andiamo a conoscerla…

1) Arianna Cigni, come nasce la passione per il teatro?

“Fin da piccola ero affascinata dal mondo del teatro e andavo spesso a vedere degli spettacoli, finché un giorno vidi una mia amica interpretare il ruolo drammatico di Lady Macbeth. Mi innamorai subito di quel personaggio e così mi iscrissi al Conservatorio teatrale “La scaletta” di Giambattista Diotajuti diplomandomi 3 anni dopo. Da qui mi sono sempre più espressa nel mondo del teatro partecipando a molte commedie e a tante sezioni di formazione, perché serve sempre imparare per un lavoro che è in primis formazione, dedizione ed amore infinito per l’arte”

2) Ci parli della sua esperienza a “Luce Nuova sui fatti”.

“E’ stata un’esperienza emozionante ed esaltante e sicuramente anche un colpo di fortuna in un periodo drammatico come la pandemia di Coronavirus in cui la mia attività principale teatrale era bloccata. Ho incontrato il giornalista Gaetano Alaimo ad una sfilata per la Festa del Cinema di Roma e c’è stata subito forte empatia tra noi. Dopo una serie di incontri mi ha proposto di co-condurre un nuovo programma che stava iniziando e che avrebbe trattato anche dei settori che curo e di cui sono appassionata: la cultura e la cronaca. Dopo qualche momento di titubanza e paura ho accettato con entusiasmo ed ancora adesso lo ringrazio per questa bellissima esperienza che mi ha fatto crescere  professionalmente ed umanamente”

3) Quale puntata ti è piaciuta ed emozionata di più?

“È molto difficile scegliere. Sono state tutte emozionanti. Tra le tante sicuramente quella sul giallo dell’Olgiata in cui ho potuto intervistare la genetista forense di fama nazionale Cristina Baldi, ma anche quella sulle persone scomparse dove, insieme a Gaetano, abbiamo fatto un’intervista molto emozionante a Maria Antonietta sorella di Mirella Gregori. Quindi mi è rimasta nel cuore l’ultima puntata sulla cultura che ha avuto come protagonista la regina della TV italiana Mariagiovanna Elmi”.

4) Cosa ne pensa dell’attuale crisi nel settore artistico?

“Purtroppo la crisi nel settore artistico c’è sempre stata e la pandemia ha contribuito a dargli il colpo finale. Nonostante le promesse del ministro della cultura Dario Franceschini i lavoratori dello spettacolo versano in gravi condizioni economiche, mi auguro che con i vaccini e l’avvento delle zone bianche tutto questo possa finire e si possa ricominciare alla grande”.

5) Raccontaci il tuo privato: come sei caratterialmente?

“Caratterialmente sono piuttosto timida e riservata, mi apro solo dopo un po’ e con chi capisco che sia una persona davvero di fiducia, mi ritengo anche molto sensibile e buona, il teatro però con gli anni mi ha aiutato molto ad essere più estroversa, ed ora anche per l’ esperienza di conduttrice. Infatti sulla scena mi trasformo e divento un’altra persona”.

6) A chi dedichi i tuoi successi?

“Li dedico a mio padre Antonio che mi ha lasciato diversi anni fa, appena un anno dopo che mi ero iscritta alla scuola di recitazione. Lui era un avvocato e, malgrado avesse voluto che seguissi i suoi passi, poi prese bene la mia decisione di dedicarmi alla recitazione. Quindi ai miei nonni che mi hanno cresciuto, Nonna Mariuccia e nonno Teo, che ho adorato  in ogni singolo giorno della mia vita”.