Il 23 maggio celebrata la Giornata della Legalità

“Il coraggio di ogni giorno” nel 29o anniversario della Strage di Capaci. Coinvolti gli alunni delle scuole…

Stefano Stefanini

NewTuscia – #PalermoChiamaItalia.  È intitolata “Il coraggio di ogni giorno” ed è dedicata all’impegno di tutti i cittadini che in questi mesi di emergenza del Paese, con impegno e sacrificio, hanno operato per il bene della collettività, la manifestazione organizzata dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, il 23 maggio, per commemorare le vittime delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio, oltre alla “Settimana della Legalità” che ogni scuola italiana onora con attività di conoscenza e studio dell’illegalità, ella sua massima espressione di stampo mafioso.

Anche quest’anno non e’ stata rispettata la significativa tradizione della nave  dei ragazzi delle scuole italiane,  che  approda a Palermo da Civitavecchia per il 29o anniversario delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio, la “Nave della Legalità” con a bordo, tra gli altri, oltre 1.000 giovani.

Il 23 maggio ed oggi lunedì 24 maggio  non è un giorno come gli altri. In tutta Italia, parecchie sono le iniziative a ricordo di una delle pagine più buie della storia del nostro Paese e anche per la scuola (principalmente, per la scuola) si tratta di una giornata assolutamente speciale.

Negli anni passati, sono stati protagonisti attivi e di impatto mediatico di varie iniziative: l’accoglienza degli studenti della nave della legalità, le celebrazioni istituzionali nell’Aula Bunker dell’Ucciardone, il corteo che aveva il suo culmine presso l’Albero Falcone e che per anni si è concluso con la Messa.

La manifestazione di commemorazione delle stragi mafiose del 92

La manifestazione di commemorazione delle stragi mafiose del ’92 è nata nel 2002 con l’obiettivo di incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità e per una cittadinanza attiva e responsabile.

Quest’anno ricorre il XXIX anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, nelle quali persero la vita i giudici Falcone, Borsellino, Morvillo e le loro scorte.

Quest’anno, a motivo dell’attuale situazione, la manifestazione assumerà una forma diversa.

Il coraggio di ogni giorno

Sarà celebrata, su promozione del Ministero dell’Istruzione e della Fondazione Falcone, l’iniziativa “Il coraggio di ogni giorno”, l’impegno di tutte le persone che in questi mesi di emergenza del Paese, con impegno e sacrificio, hanno operato per il bene della collettività; donne e uomini che hanno reso straordinario il loro ordinario impegno mostrando un’etica del dovere che richiama uno dei più grandi insegnamenti che ci ha lasciato Giovanni Falcone.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente ieri a Palermo per commemorare le stragi di Capaci e di Via D’Amelio, ha così delineato la testimonianza dei due Giudici.

“Falcone e Borsellino erano due magistrati di grande valore e di altissima moralità. L’intelligenza e la capacità investigativa erano valorizzate e ingigantite da una coscienza limpida, da un attaccamento ai valori della Costituzione, da una fiducia sacrale nella legge e nella sua efficacia.

La mafia volle eliminarli non soltanto per la loro competenza nella lotta alla criminalità organizzata, per la loro efficienza, per la loro conoscenza dei metodi e delle prassi del crimine organizzato.

Li assassinò anche perché erano simboli di legalità, di intransigenza, di coraggio, di determinazione. Erano di stimolo e di esempio per tanti giovani colleghi magistrati e per i cittadini, che li amavano e che riponevano in loro fiducia e speranza. Sono rimasti modelli di stimolo e di esempio.

A Falcone, a Borsellino, a tante nobili figure di magistrati caduti vittime perché avvertivano alta la responsabilità del ruolo e della dignità della funzione di giustizia, guarda il complesso della Magistratura italiana. Ad essi si ispira il lavoro tenace di tanti magistrati, presidio di legalità.

A figure di magistrati come loro la società civile guarda con riconoscenza. Vi guarda come lezioni che consentono di nutrire fiducia nella giustizia amministrata in nome del popolo italiano.

In direzione contraria sentimenti di contrapposizione, contese, divisioni, polemiche all’interno della Magistratura, minano il prestigio e l’autorevolezza dell’Ordine Giudiziario. Questi devono risiedere nella coscienza dei cittadini.

Anche il solo dubbio che la giustizia possa non essere, sempre, esercitata esclusivamente in base alla legge provoca turbamento.

Se la Magistratura perdesse credibilità agli occhi della pubblica opinione, s’indebolirebbe anche la lotta al crimine e alla mafia.

Vorrei ribadire, oggi, quanto già detto nel giugno 2019 al CSM e nel giugno 2020 al Quirinale: la credibilità della Magistratura e la sua capacità di riscuotere fiducia sono imprescindibili per il funzionamento del sistema costituzionale e per il positivo svolgimento della vita della Repubblica.

A questo scopo gli strumenti a disposizione non mancano. Si prosegua, rapidamente e rigorosamente, a far luce su dubbi, ombre, sospetti, su responsabilità. Si affrontino sollecitamente e in maniera incisiva i progetti di riforma nelle sedi cui questo compito è affidato dalla Costituzione.

Cari ragazzi che ascoltate,

al contrario di quanto i mafiosi speravano, la conseguenza del sacrificio di Falcone, Borsellino e di chi si trovava con loro è stato il grande aumento della diffusione, permanente nel tempo, di una mentalità nuova, di consapevolezza e di rifiuto del fenomeno mafioso.

Provenendo da Punta Raisi si passa accanto al monumento che rammenta la terribile strage di Capaci: è un punto coinvolgente, di forte ricordo.

Voi giovani, che gridate no alle compromissioni, alle clientele, alle complicità, alla violenza, costituite un monumento vivo, dinamico e prezioso.

In voi si esprime la voce della società contro condizionamenti illeciti, intrighi, prepotenze, violenza sopraffattrice; la voce dellItalia che chiede che tutti e ovunque possano sentirsi realmente e pienamente liberi nelle proprie scelte e nelle proprie iniziative. In definitiva, la voce della civiltà e della storia.

Questo uno stralcio del discorso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a Palermo ieri 23 maggio per ricordar dare la testimonianza dei giudici Falcone e Borsellino e di coloro che sono morti per la Legalità.