Violenza al club di Casapound, la suprema corte conferma il carcere

NewTuscia – VITERBO – Si è conclusa ieri in Cassazione la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolti Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi accusati di aver violentato e filmato nel 2019 una donna di 36 anni stordita da un mix di farmaci e alcol, nella sede del circolo di Casapound in piazza Sallupara in cui i due giovani militavano. Tra tutti e due dovranno comunque scontare meno di sei anni, in quanto i giovani imputati avevano scelto di essere giudicati con il rito alternativo che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna; nel particolare 2 anni e 10 mesi a Riccardo Licci e 3 anni di reclusioni a Francesco Chiricozzi.

I due giovani hanno già trascorso in carcere 5 mesi, mentre un anno e otto mesi li hanno passati ai domiciliari vincolati dal braccialetto elettronico. Il tempo trascorso con le misure restrittive sarà sottratto alla pena complessiva e in prigione a conti fatti dovranno ora passare sollo pochi mesi.

La suprema corte in terso grado, mantenendo la pena, ha comunque parzialmente accolto i ricorsi della difesa; annullata senza rinvio la sentenza impugnata per quanto riguarda l’aspetto penale che coinvolge il diniego dell’attenuante del risarcimento, dichiarando inammissibile il resto del ricorso di Chiricozzi.

L’attenuante era venuto meno in termini civilistici in quanto non era stato portato a termine l’impegno preso di versare complessivamente 60mila euro alla vittima; 40mila erano stati versati al momento della sentenza in primo grado mentre gli altri erano stati promessi in cambio delle attenuanti.

In primo grado, con l’accettazione da parte del giudice della somma in quanto congrua, senza disporre una provvisionale aveva definito l’offerta come reale e vincolante al suo pagamento. L’avvocato della parte civile, con il mancato versamento dell’ultima parte della cifra stabilita si tiene pronto, ora che la condanna è diventata definitiva, a chiedere un in sede civile un cospicuo risarcimento