Pena ridotta a cinque anni per il pakistano accusato di violenza sessuale su minori

NewTuscia – VITERBO – Pena ridotta in appello a cinque anni di carcere, invece dei sei e mezzo stabiliti con il rito abbreviato, per l’ex bracciante agricolo, il trentenne pakistano accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di 6 minorenni di età compresa tra i 10 e i 16 anni.

La sentenza di primo grado, emessa lo scorso 4 novembre con la riduzione di un terzo della pena prevista dal rito alternativo è stata ulteriormente ridotta di un anno e mezzo e nel frattempo il giovane, che si trovava in Italia dal 2017 con un permesso umanitario ottenuto dal tribunale di Firenze perché dichiaratosi perseguito nel paese natale in quanto omosessuale, si è sempre dichiarato innocente.

Il primo arresto era avvenuto in seguito alle denunce separate dei genitori di due ragazzine di 11 e 13 anni che tra loro non si conoscevano, in cui spiegavano come l’uomo le avesse pedinate per i vicoli di San Faustino e successivamente avvicinate e poi paleggiate intrufolandosi nei portoni delle loro abitazioni. Le telecamere nella zona hanno mostrato la sua presenza vicino alle ragazzine, ma lui ha sempre ripetuto di non averle seguite, di fare solo la loro stessa strada per recarsi dal tabaccaio.

In seguito al dubbio emerso nell’incidente probatorio, al mancato riconoscimento da parte delle presunte vittime che nel frattempo erano salite a quattro, il pakistano era stato rimesso in libertà nel luglio 2019 per poi essere di nuovo arrestato ad ottobre in seguito ad un secondo incidente probatorio in cui veniva identificato con sicurezza da altre tre presunte vittime.

La corte d’appello di Roma nel ridurre la pena ha confermato le sanzioni civili; all’unica delle sei ragazzine ad essersi costituita parte civile, il gip ha riconosciuto una provvisionale di 5mila euro e un risarcimento da stabilire in sede civile.