Fotovoltaico, iniziata la costruzione su terreni agricoli in località Cipollaretta

NewTuscia – VITERBO – Amici, è iniziata da poco la costruzione di uno dei più grandi impianti fotovoltaici previsti nel territorio comunale di Viterbo: 101 ettari su terreni agricoli in località Cipollaretta. Un progetto che per dimensioni è molto simile a quello che si vuole realizzare vicino all’antica città di Ferento, in località Pian di Giorgio, e per il quale si è in attesa della ultima e decisiva Conferenza dei servizi.

L’impianto di Cipollaretta è stato autorizzato dalla Direzione regionale alle Politiche ambientali e Rifiuti il 22 gennaio dell’anno scorso, all’esito della conferenza dei Servizi: parere favorevole con prescrizioni di Comune, Provincia, Regione, contrario invece quello della Soprintendenza. Che così si era espressa: “Questi impianti per la loro estensione incidono sensibilmente sul paesaggio, spesso connotato da evidenti caratteri agrosilvopastorali che ne costituiscono ancor oggi I’aspetto identitario come nel caso della Maremma laziale compresa tra i comuni di Montalto di Castro, Canino, Tuscania, Vetralla, Tarquinia e Viterbo, fortemente interessata da queste intrusioni”. Inoltre, seppure l’area in questione non sia sottoposta a vincolo, i Beni culturali segnalavano un “alto rischio archeologico”.

Come vedete dalle immagini scattate all’esterno del cantiere, siamo solo all’inizio dei lavori, ma si intuisce l’impatto di questi impianti industriali in un territorio come quello della Tuscia per gran parte ancora integro. Un campo fotovoltaico infatti non si compone solo di “pannelli”, ma ci sono da considerare tutta una serie di altre strutture come cabine, recinzioni metalliche, pali per l’illuminazione, videosorveglianza, strade e cavidotti.

Nulla contro le energie rinnovabili, come detto. E neanche contro un impianto piuttosto che un altro. Ma in questi ultimi anni nella Tuscia stiamo assistendo a quello che da più parti (stampa, associazioni agricole, associazioni ambientaliste) è stato definita una “invasione”. E’ evidente che se il Comune di Viterbo, nel nostro caso specifico, non inizia a mettere mano a quel regolamento o piano vincolistico che serve a individuare le aree dove vietare assolutamente la realizzazione di questi progetti, c’è il rischio concreto di veder stravolto in poco tempo il completamente il nostro territorio, naturalmente vocato al turismo e all’agricoltura.

Oltre all’impianto di Cipollaretta l’anno scorso sono stati autorizzati altri impianti in località, Rinaldone (73ettari) e Petrignella (17,5 ettari). Martedì scorsi invece è arrivato il via libera in Conferenza dei servizi a un impianto in località San Cataldo (8,53 ettari). Altri progetti sono in embrione (per esempio a Mammagialla).

Ringrazio Nicola Zamboni per le foto e i tanti cittadini che mi scrivono da tutta la provincia per esprimermi le loro preoccupazioni e mi esortano ad andare avanti su questo tema. Da parte mia assicuro il massimo impegno.

#difendiamolatuscia

#unpianorazionaleperlerinnovabili

Luisa Ciambella