Anziano precipitato da una finestra, continua il processo

Tribunale di Viterbo

NewTuscia – TUSCANIA – E’ ripreso ieri il processo ai dirigenti di villa Iris, Amedeo Menicacci e Noemi Castellani con l’accusa di abbandono aggravato dalla morte; nella casa di riposo di Tuscania la sera del 15 gennaio 2019 ha perso tragicamente la vita un 81enne, precipitando da una finestra. Parti civili i familiari dell’anziano Gian Paolo Rossi, ex funzionario di banca a Porto Santo Stefano.

L’uomo secondo gli operatori socio sanitari della struttura era una persona molto tranquilla, ma aveva comunque l’Alzheimer; camminava ma senza sapere dove si dirigeva e andava accompagnato a braccetto. Da solo era però ancora in grado di mangiare.

Secondo le imputazioni il signor Rossi non sarebbe stato guardato a vista tra il primo e il secondo turno della cena, i tre operatori presenti sarebbero stati appunto impegnati ad aiutare nei pasti alcuni pazienti non autosufficienti. Alle 18,15, accortisi della scomparsa dell’uomo, hanno fatto scattare le ricerche, ma era già troppo tardi.

Secondo le ricostruzioni l’anziano si sarebbe trovato almeno fino alle 17.30 nel salone un una trentina di altri ospiti della strutture e ad alcuni visitatori.

Sembrerebbe che non avesse mai manifestato istinti suicidi, che sia salito quel giorno sulla mansarda al secondo piano per poi infilarsi in un finestra stretta e con una soglia profonda 35 centimetri dalla quale è caduto schiantandosi sul terrazzo sottostante lontano circa tre metri.

Ieri al processo sono stati ascoltati gli ultimi 8 testi dell’accusa, quattro operatrici sociosanitarie e il presidente della cooperativa convenzionata con la società degli imputati, un tirocinante Oss esterno, la cuoca e un tecnico dello Spisll della Asl.