Ass. culturale La Poderosa: “Un uomo solo al comando”

NewTuscia – VASANELLO – Anche in tempo di pandemia le cose accadono, magari più lentamente, in modo diverso dal solito, ma accadono. A Vasanello, ad esempio, abbiamo inopinatamente appreso che sta per essere organizzato un festival cinematografico sul modello del Giffoni film festival. Nientedimeno! Con una estemporanea quanto fulminea diretta facebook, pochi giorni fa, il sindaco, in compagnia del solo assessore all’urbanistica (e gli altri? L’assessore alla cultura, per esempio?), ha spiazzato tutti dichiarando che il festival si farà, che sarà importante, che coinvolgerà gli studenti degli istituti d’arte, che sarà dedicato al tema della violenza contro le donne, che produrrà dei cortometraggi e che inviterà pure qualche regista importante.

Di fronte a tanta generosità e lungimiranza non resta che ringraziare. Vabbè, magari evitando di chiedersi da dove vengano i soldi per finanziare il festival e chi lo gestirà. Qui cominciano i dubbi e comincia il gioco delle tre carte e tutto si fa, diciamo, più sfumato. Per finanziare il festival verranno impiegati i soldi che Sandro Ricci ha donato, con lascito testamentario, al Comune di Vasanello “per la realizzazione di una rassegna (si badi bene) cinematografica e per il potenziamento del premio Amerino”. Quanti sono questi soldi? Non si sa, nella diretta facebook il sindaco dice: “una cifra discreta” eppure dovrebbe saperlo bene, visto che l’ha inserito in bilancio, che si tratta di 200 mila euro. Allora sarà questa la cifra! Nemmeno, perché intanto quei soldi dovranno essere equamente ripartiti tra rassegna e premio Amerino e poi perché al momento sono il risultato di una stima derivante dalla futura vendita degli immobili che costituiscono parte del lascito e che dovrà essere divisa con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù che è l’altro donatario cui fa riferimento il testamento Ricci. Il gioco delle tre carte, appunto. L’unico ad orientarsi in questo marasma è il sindaco Porri che, a quanto si apprende da un comunicato stampa, sta già pensando al “comitato scientifico”.

Ora, anche qui, non bisogna lasciarsi incantare dalle apparenze, intanto perché non si capisce come questo fantomatico comitato potrà lavorare se non gli sono chiare né la cornice entro cui il festival si svolgerà né il budget che gli viene assegnato, e poi perché le circostanze con cui viene istituito sono a dir poco singolari. Nel comunicato viene detto che l’Amministrazione, sublime metonimia, demanderà al Consiglio comunale il compito di individuare i componenti del comitato. Bene, ma attenzione perché riparte il gioco delle tre carte: la nota, si legge sul sito del Comune, è “un’integrazione a quanto precedentemente comunicato” solo che quanto è stato comunicato non c’è più, nonostante contenesse la data, la dedica e il tema del festival, è sparito dal sito. Cioè, la nota, a questo punto, integra il nulla, il vuoto lasciato dal post ritirato. Sembra un delirio ma è solo la logica delle tre carte, una sola è quella buona ma non sai mai dov’è. E tuttavia, non si è ancora toccato il fondo; la vera incognita, quello che si capisce di meno, è perché tanta fretta? Siamo in piena pandemia e fare previsioni in questo momento è a dir poco azzardato, sarebbe più saggio aspettare tempi migliori; 200 mila euro sono un’opportunità che la cultura a Vasanello non ha mai avuto e quindi sarebbe il caso di ragionarci sopra con calma e magari scegliere il migliore tra una pluralità di progetti invece che limitarsi ad uno solo; l’amministrazione che lo propone è ormai in scadenza e non potrà certo realizzarlo visto che il suo principale esponente, il sindaco, è alla fine del suo secondo mandato e non potrà ricandidarsi in questo ruolo; perciò, sarebbe meglio che l’eredità Ricci, con un gesto di rispetto e correttezza istituzionale, sia lasciato gestire alla prossima amministrazione comunale. Questo, tra l’altro, dovrebbe interessare tutte le forze politiche, i cittadini, le persone che intendono candidarsi a guidare il paese nei prossimi anni, perché con la fretta e senza un minimo di dialogo, di confronto, gli viene sottratta un’opportunità che difficilmente si ripresenterà con tanta generosità. Proprio per questo noi, al momento e per quanto ci riguarda, vorremmo che il gesto di un cittadino di Vasanello venga riconosciuto pubblicamente e ufficialmente e chiediamo all’Amministrazione che intanto definisca la sua esatta entità, stabilisca criteri certi che rispettino le volontà del donatore e metta in atto iniziative per rendano merito pubblicamente alla liberalità del gesto di Sandro. 

Ass. culturale La Poderosa 

Arci Comitato Provinciale Viterbo