Diocesi Civita Castellana. Trigesimo in ricordo del vescovo Mons. Divo Zadi

il Vescovo diocesano Mons. Romano Rossi

Cattedrale di Civita Castellana

NewTuscia – CIVITA CASTELLANA – Sabato 1° maggio a un mese del suo ritorno al Padre del vescovo Divo Zadi, pastore per diciotto anni della diocesi di Civita Castellana, seguendo un’antica tradizione, ci raccogliamo di nuovo intorno alla memoria del nostro caro vescovo, con la celebrazione del trigesimo della morte, per ricordarlo e pregare per lui, ma soprattutto per riprendere il cammino nella lode del Signore, nell’amore fraterno e nel manifestare la gratitudine, per i tanti benefici elargiti alla comunità diocesana, fortificati dal suo esempio e dalla sua testimonianza, attraverso le parole e dai segni pastorali compiuti nell’esercizio del suo ministero episcopale.

Sarà un’occasione per quanti lo hanno conosciuto, stimato e amato per rendergli omaggio, per ringraziarlo e per offrire una preghiera per chi tanto ha fatto per la comunità ecclesiale di Civita Castellana. E monsignor Zadi sorriderà dal cielo.

Il vescovo Romano Rossi, suo successore alla guida della diocesi, così in sintesi lo ha ricordato nella sua omelia funebre del 5 aprile 2021:

«Quando un vescovo diventa emerito passa al suo successore, ma la dimensione affettiva e riconoscente rimane, a voi sacerdoti è affidato il ricordo del suo posto nella nostra storia… il suo ruolo nell’unificazione reale, comunionale della diocesi, del presbiterio e nell’ intrapresa di alcune opere e strutture diocesane. Il suo posto nella vostra vita la conoscete voi soli, la storia di coloro che sono stati da lui ordinati preti o vescovo, da lui destinati a qualche parrocchia, trasferiti, da lui accompagnati nel lungo periodo della sua permanenza… Davanti al commiato, alla morte del nostro vescovo Divo il nostro impegno, la sfida di saper ricostruire un tessuto unitario, un pensiero forte, una verità che parla alla vita, ognuno con il proprio carisma e con la propria indole, noi sulla sua salma deponiamo insieme la voglia di proseguire il cammino guardando in faccia la realtà».