Publiacqua spa. Perché bollette così salate?

NewTuscia – Per quale motivo Publiacqua devolve 300mila euro in beneficenza e non riduce invece i costi delle bollette?
Publiacqua spa, società di capitali di diritto privato ma di proprietà pubblica (maggioranza azionaria dei Comuni della zona Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo, dove esercita la sua attività) non è nuova a questo tipo di scelte. Siamo abituati a vedere paginoni di giornali (che non costano poco) in cui la spa si promuove o promuove le sue iniziative, e tutti si domandano: che bisogno c’è di promuovere un servizio che gestiscono in regime di monopolio? Comunicare con l’utenza? Bah.
Quindi i soldi che vengono utilizzati per la promozione, come i 300mila euro ora devoluti per sostenere associazioni culturali e sportive, a che servono?
Il consiglio d’amministrazione devolve gli utili – immaginiamo esauriti gli investimenti per la qualità del servizio, che innegabilmente c’è – in pubblicità e beneficenza agli amministrati degli stessi Comuni che sono padroni della spa. Libera di farlo. Le decisioni sono dei Comuni azionisti a beneficio dei propri amministrati.
Quale ricaduta sull’utenza idrica? Il bastone e la carota. Il bastone sono le salate bollette che gli utenti pagano, la carota è la beneficenza e l’informazione (che serve anche a buoni rapporti coi media).
Ma perché questi soldi non vengono usati per ridurre i costi delle bollette? E un suggerimento: le bollette sono salate anche perché quasi sempre vige il pagamento condominiale tramite letturisti che si fanno pagare dai singoli utenti, con conseguenze spesso disastrose dove la morosità di un singolo compromette il servizio di tutti i condòmini. Perché non investire per un rapporto diretto con l’utenza, senza intermediari?

Vincenzo Donvito, presidente Aduc