Nostro Speciale sulla Festa della Liberazione 2021: “Spuntò l’alba”

Il richiamo dei valori della riconquistata Liberta’ nel 1945 e  la sconfitta del virus e la ripartenza  di oggi . Pietro  Calamandrei: “la libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”..

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – La 76a  Festa della Liberazione, impegno per valori condivisi di democrazia, libertà e sviluppo. Nella nostra rubrica settimanale Fatti e Commenti, condotta da chi scrive e dal collega Gaetano Alaimo dal pomeriggio di oggi sabato 24 aprile sugli schermi di Teleorte e su www.teleorte.it  e www.newtuscia.it  approfondiremo i temi del 25 aprile 2021, festa celebrata in forma  ancora ridotta, ma ci auguriamo unitario per affrontare le sfide del dopo epidemia.

Avremo in studio il presidente dell’Associazione Partigiani d’Italia, Enrico Mezzetti.

Abbiamo invitato il prof. Sante Cruciani, docente di Storia delle Relazioni Internazionali, presso il Corso di Laurea in Scienze Politiche nell’Università della Tuscia a  tracciare una ricostruzione storica e per confrontare il periodo storico che caratterizzò la lotta di Liberazione e la Ricostruzione materiale e morale del Paese ed i giorni nostri, che ci vedono impegnati nella lotta al coronavirus  e ad affrontare le difficoltà socio economiche, attuando una ripartenza su nuove basi di economia sostenibile e di tutela ambientale.

Con l’ intervento telefonico del presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi e quello programmato del sindaco di Viterbo, Giovanni Arena (impegnato in un consiglio comunale durante l’intervista) abbiamo approfondito l’impegno delle istituzioni territoriali nel sostegno ai cittadini in questa fase storica, nell’attualità azione dei valori di Liberta’ e partecipazione democratica, affermati nel ricordo del 25 aprile 1945.

In particolare abbiamo sollecitato Enrico Mezzetti a commentare le parole con cui Gianfranco Pagliarulo, Presidente nazionale ANPI , ha voluto caratterizzare la ricorrenza della Liberazione del 25 aprile 2021:  “Viviamo un difficile inverno per le persone e per la democrazia. Stiamo organizzando un 25 aprile di nuova primavera e di memoria attiva: il Paese si riunirà intorno a quella straordinaria stagione di speranza. Conquistammo democrazia, libertà e giustizia sociale, che non sono mai date una volta per sempre. E non basta difenderle; dobbiamo espanderle ogni giorno, come se ogni giorno fosse il 25 aprile”.

Il presidente Mezzetti ha poi illustrato la collaborazione dell’Associazione dei Partigiani d’Italia con la  Rete  degli Studenti Medi di Viterbo.

Domenica 25 aprile si svolgerà a Viterbo alle ore 10 in Piazza dei Caduti e successivamente in piazzale Gramsci, dove una pietra  ricorda i cittadini viterbesi uccisi dai tedeschi in fuga e a largo Ferdinando Biferali.

Per la seconda volta nella storia dell’Italia repubblicana  il “25 aprile” non sarà  una festa completa,  in corteo, con bandiere, striscioni e canti nelle strade delle città. Non si terranno comizi nelle piazze.

Le cerimonie nelle città e nei piccoli comuni si svolgeranno a cura dei sindaci in forma ridotta solo con la deposizione di corone di alloro presso i monumenti ed i luoghi che ricordano la lotta per la libertà.

Eppure, mai come oggi c’è bisogno di un momento di unità del Paese in vista di quella ricostruzione morale, economica e sociale che si renderà necessaria dopo l’emergenza planetaria della pandemia dagli effetti devastanti.

I temi che verranno affrontati nella nostra intervista all’Associazione dei Partigiani d’Italia, sono  tutti legati al concetto di libertà e all’eredità che ci ha lasciato la Resistenza, quella Costituzione repubblicana da applicare e rendere viva ogni giorno con l’azione politica e l’impegno sociale: in particolare si tratta della lotta al nemico invisibile rappresentato dal virus, delle diseguaglianze socio-economiche presenti, della questione ambientale.

In queste parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 25 aprile del 2020, e’ riassunto il significato di una festa e di un ricordo collettivo dei valori unificanti racchiusi nella nostra Costituzione:

Nasceva allora una nuova Italia e il nostro popolo, a partire da una condizione di grande sofferenza, unito intorno a valori morali e civili di portata universale, ha saputo costruire il proprio futuro.

Con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili.

Le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambiò il volto del nostro Paese e lo rese moderno, più giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale, dotandosi di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista.

Nella nostra democrazia la dialettica e il contrasto delle opinioni non hanno mai, nei decenni, incrinato lesigenza di unità del popolo italiano, divenuta essa stessa prerogativa della nostra identità. E dunque avvertiamo la consapevolezza di un comune destino come una riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale. Labbiamo vista manifestarsi, nel sentirsi responsabili verso la propria comunità, ogni volta che eventi dolorosi hanno messo alla prova la capacità e la volontà di ripresa dei nostri territori.

Cari concittadini, la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite.

Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale. A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore.

Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando.”