Tuscia e suoni in pandemia – La musica (non) c’è

NewTuscia – Aut Aut di Emanuela Ferruzzi – articolo 6 – Ma non la sentite una mancanza ‘rumorosa’? Non sentite un silenzio di sottofondo che crea vuoti troppo ridondanti e fastidiosi? Eh si, sto parlando della MUSICA, dea amata e venerata dai tempi dei tempi. La musica è nostra musa, accompagnatrice, fa da colonna sonora alla nostra vita, in un modo o nell’altro. Spesso non la si percepisce fin quando all’improvviso si spenge.

In questo periodo non è altro che l’ennesima vittima di una pandemia che non sta accennando a farci rifiorire. Quest’ultimo anno è stato uno dei più bui degli ultimi 50 per la musica, per concerti live e spettacoli.

Sapete che nella Tuscia ci sono tanti, tantissimi musicisti e cantanti? Alcuni di loro fanno musica per vivere, altri come hobby, ma comunque nel nostro territorio vantiamo una bella rosa di artisti. Nell’ultimo anno nessuno ha potuto suonare o cantare dal vivo, fatta eccezione per una breve parentesi estiva.

Da ottobre dello scorso anno c’è stato uno stop che ha costretto musicisti, cantanti e artisti a cantare e suonare solo tra le proprie mura, magari in diretta sui social, dal balcone di casa o con le cuffie, per non infastidire il vicinato. Che palco stretto per un artista che invece è abituato a sguardi, calore, persone, occhi…

Nonostante questa ‘depressione musicale’ diffusa, qualcosa nella Tuscia si muove. E suona. E canta. Perché proprio in questo momento buio a qualche mente creativa è arrivata un’idea. Un’idea nata per gioco, durante la giornata degli innamorati. Nasce con una battuta, come tutte le cose serie, come l’amore, nasce da poca cosa, ma poi trova il modo di evolvere.

E dopo un post su facebook nel quale si chiedeva ai musicisti della Tuscia di partecipare ad un progetto che ancora non aveva connotati, cinque musicisti/cantanti nostrani si sono trovati a realizzare una bozza, a fare di un’idea qualcosa di tangibile. Si è pensato subito ad un brano inedito, qualcosa di nuovo, perché di questo si tratta. Niente del genere era stato mai creato nella nostra zona.

Queste cinque teste hanno iniziato a tirare giù idee, qualche nota, parole, strutture…. Arte!

Hanno sentito la necessità di scrivere un testo con riferimenti ai grandi classici italiani, ma proiettato nel contesto attuale. Alla fine, tra gomma, matita, spartiti, idee e una quasi incredibile sinergia, nasce un testo a quattro mani, quelle di Alfio Scoparo e Mario Fanali.

Loro due, insieme a Marco Niccolai, Enrico Moretti e Francesco Ricci iniziano ad organizzare sessioni di registrazione, divisioni di strutture per cantanti e musicisti che subito hanno aderito entusiasti al progetto.

Quaranta…. Questo è il numero… quaranta artisti, musicisti, cantanti, che insieme, con estrema empatia, hanno apportato sé stessi in un brano nuovo che presto ascolteremo.

Un brano che vuole raccontare la musica in questo momento inaspettato, non vuole piangere, ma solo gridare a gran voce, su ottave diverse e scale distinte, energia e rinascita. Ogni nota è passione propria, che unita, fa di questo progetto un punto di partenza per una piccola-grande rivoluzione musicale e territoriale. Insieme si può fare davvero tutto, soprattutto se guidati da un pentagramma comune, Lei, la MUSICA…. SOLTANTO MUSICA.

 

Emanuela Ferruzzi

 

Per contribuire alla realizzazione basta un piccolo aiuto, anche simbolico, perché tutti voi potreste prendere parte a questa rinascita. Di seguito il link: Facebook