SOS Impresa Lazio e Confesercenti: uniti per gli imprenditori

Matteo Menicacci

NewTuscia – VITERBO – Si è tenuto oggi l’incontro di SOS Impresa Lazio e Confesercenti, nella sede di Confesercenti Viterbo, per trattare dell’attuale situazione imprenditoriale della provincia viterbese. La prima parola è di Lino Busà, presidente di SOS Impresa, che descrive alla perfezione quali sono gli scopi dell’associazione che presiede. Nata per combattere l’usura, SOS Impresa tenta di salvare gli imprenditori, le persone, che finiscono sotto l’egida illusoria delle organizzazioni criminali. “È chiaro come ci sia un nesso profondo tra la pandemia, attualmente in corso, e le difficoltà delle imprese” dichiara il presidente Busà, ribadendo come un imprenditore potrebbe esser tentato di accettare prestiti esterni al circuito bancario in un momenti di difficoltà. SOS Impresa interviene proprio qui, mettendosi dalla parte dell’imprenditore, del cittadino. In tre anni di attività, nel Lazio, non solo è stata vicina a chi necessitava aiuto, ma si è anche resa parte civile in 6 processi. La realtà è grave e il tessuto economico ne soffre. Vincenzo Peparello, presidente di Confesercenti Viterbo, interviene coadiuvando la conferenza con il suo contributo. Le imprese necessitano di tempo per organizzarsi, e le continue chiusure hanno messo a dura prova la loro resilienza. Non c’è settore che non abbia avuto cali di fatturato, ma chi più ha perso è stato il settore turistico. Ma attenzione, il presidente di Confesercenti ci tiene a sottolineare come il settore turistico non siano soltanto gli alberghi o al più i ristoranti. Il settore turistico è caratterizzato da un indotto imponente, che al proprio interno raccoglie le attività più disparate, tutte connesse in maniera sinergica. Il settore agroalimentare ha perso, a sua volta, tanto quanto gli altri anelli della catena. In Italia la realtà è chiara: l’80% delle imprese sono piccole imprese o microimprese. Questa caratterizzazione rende più difficile prendere provvedimenti, per questo Confesercenti ha chiesto di agire a monte del problema. Un piccola impresa, come la grande, potrebbe essere aiutata esonerandola dal pagamento di tasse e tributi, o canoni relativi ai consumi energetici; le spese vive che colpiscono un’impresa  a prescindere da quanto riesca a fatturare. Concludendo, Peparello illustra le richieste che sono state fatte al governo: formazione gratuita e immediata agli imprenditori, per renderli in grado di usufruire degli strumenti digitali utili a contrastare le misure di distanziamento; e un e-commerce nazionale per permettere a tutti gli imprenditori di vendere attraverso i canali digitali, in maniera gratuita, i loro prodotti.