Acqua, Battisti: “Sulla gestione ancora spettro partner privato”

NewTuscia – VITERBO – Sulla gestione idrica viterbese con regolarità quasi ossessiva si riaffaccia l’ipotesi del partner privato. Mentre i cittadini da anni ribadiscono il concetto di acqua “bene comune” fuori dal mercato attraverso una gestione pubblica e partecipata, chi detiene il governo dell’acqua invece ipotizza scelte opposte alla diffusa volontà popolare.

Per garantire il principio diffuso e condiviso di acqua diritto universale sarebbe indispensabile chiudere il triste capitolo Talete, che ha portato i costi a livelli insopportabili, e iniziare l’auspicato percorso di ripubblicizzazione per rifondare su basi pubbliche e partecipate una corretta gestione delle reti e dei bacini idrici. Inoltre, possibile e auspicabile sarebbe rimuovere definitivamente la partitocrazia che ha sottratto e sottrae ai cittadini il diritto naturale e costituzionale di partecipazione alla gestione del bene primario. Per non parlare poi dei costi elevati. Costi generati dal clientelismo e dalle scelte tecnologiche costose e parzialmente efficaci dei dearsenificatori che non possono essere riversati sulla tariffa, così come non possono diventare il grimaldello per un ulteriore processo di privatizzazione. Coraggio,Presidente Nocchi, non esiti a convocare un’assemblea dei Sindaci. Un’assemblea aperta al contributo dei saperi diffusi e dei comitati che da anni si battono per l’acqua pubblica. E, soprattutto, dia inizio al processo, possibile e auspicabile, di transizione e di superamento della attuale gestione della Talete, rimettendo finalmente il bene acqua nelle mani delle Comunità insediate.

Bengasi Battisti
Coordinamento nazionale Enti locali per l’acqua pubblica

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21