4 anni per furto, processato per direttissima

Tribunale di Viterbo

NewTuscia – VITERBO – E’ stato condannato a 4 anni di carcere il 30enne di origine marocchina imputato di furto aggravato dopo essere stato colto in flagranza di reato mentre si era introdotto in due abitazioni, adiacenti l’una all’altra in viale Armando Diaz e appartenenti alla stessa proprietaria, al momento dei fatti fuori città.

L’uomo è stato processato per direttissima; i fatti risalgono al 19 settembre, quando il marito della proprietaria, andando a dare da magiare ai gatti, ha notato l’intrusione dal cancello aperto e dalle luci in una delle case. All’arrivo dei carabinieri entrambe le abitazioni erano a soqquadro e l’imputato extracomunitario aveva le tasche piene di bigiotteria. Era entrato nell’appartamento più piccolo, dove risedevano i genitori della donna e da li, con le chiavi trovate avrebbe raggiunto l’altro in fase di ristrutturazione, frugando in armadi e cassetti, gettando all’aria tutto il resto. Sarebbero scomparsi anche monili d’oro che non sono stati ritrovati.

Condotto in carcere il giorno successivo, al processo è stato scortato dalla polizia penitenziaria e alla richiesta del pm di infliggere 3 anni e mille euro di multa, il giudice Elisabetta Massini ha preferito aggiungere un ulteriore anno di detenzione. A nulla sono valse le dichiarazioni spontanee dell’imputato che aveva addotto come scusante la mancanza di soldi e di un tetto a causa del Covid: si era rivolto alla Caritas, ma per entrare avrebbe dovuto fare un tampone, dunque alla cittadella della salute dove gli sarebbe stato detto di tornare lunedì.

Secondo la difesa l’uomo sarebbe entrato nelle abitazioni per trovare un posto per dormire e dato che al momento dell’ingresso dell’imputato erano abbandonate, non potevano considerarsi dimore private. Il furto dei gioielli di bigiotteria sarebbe stato poi solo tentato e non consumato.