“No a profitti ingiustificati sulla pandemia”: un comunicato di Forum per il Diritto alla Salute

Stefano Stefanini

NewTuscia – Ho ricevuto e come redazione pubblichiamo questo comunicato, pervenutoci da : Forum per il Diritto alla Salute – Società della Cura – Medicina Democratica – Dico 32! in  merito alle campagne di vaccinazione ed all’organizzazione socio Sanitaria che, con mezzi spesso limitati, sta combattendo la battaglia contro il virus.

Mi sento di condividere una considerazione che ha accompagnato il comunicato ufficiale che pubblichiamo di seguito. “ Che cosa potevamo aspettarci quando anche in questa situazione pandemica mondiale le multinazionali del farmaco pensano a fare profitti anche malgrado il fatto che siano state finanziate con i soldi della collettività e l’ enormità di persone decedute causa covid. Le multinazionali dei combustibili fossili potevano mai essere differenti. L’ Italia è anche il paese che sta pagando a caro prezzo il mancato rispetto delle consegne dei vaccini. Per non parlare dei paesi che non ne hanno affatto. Papa Francesco, nel suo ambito religioso ha già espresso l’auspicio di una produzione vaccinale che sia vigorosamente estesa verso i Paesi meno sviluppati. Anche Greta ha preso una posizione contro questa vergogna planetaria”, come di seguito documentato.

Ecco il Comunicato che abbiamo ricevuto e pubblichiamo.

Per “la Giornata Mondiale della Salute”, Sabato 10 aprile 2021, dalle ore 10 alle ore 13, a Roma sotto il Parlamento a Piazza Montecitorio –  sit-in – per l’accesso universale alle cure per tutt*, contro la commercializzazione della salute.

Nella settimana in cui si celebra il 7 aprile la giornata mondiale per la salute ci mobilitiamo in tutta Europa contro la commercializzazione della sanità, rilanciando la lotta per l’accesso e il diritto alla prevenzione primaria, alle diverse forme di cura compreso il vaccino anti-Covid-19, senza distinzioni geografiche, di etnia, di appartenenza sociale e/o lavorativa.

L’attuale produzione non basta. Questi rimedi, a partire dai vaccini, sono coperti da brevetto, e dunque possono essere prodotti in via esclusiva solo in pochi stabilimenti. Rimangono esclusi dalla produzione la maggior parte dei laboratori del mondo, Italia compresa.

L’11 marzo l’Organizzazione Mondiale del Commercio ha respinto la richiesta di India e Sudafrica di sospendere i trattati sulla proprietà intellettuale per poter riprodurre il vaccino ovunque. Hanno raccolto il consenso di un centinaio di Paesi ma quelli a più alto reddito si sono opposti, tra cui l’Unione Europea, che avrebbe un peso decisivo ma continua a tenere una posizione vergognosa. Nei fatti il vaccino lo abbiamo pagato tre volte: finanziando la ricerca; stipulando contratti capestro con le multinazionali; accettando di pagare eventuali malfunzionamenti. E con i ritardi che ci saranno nelle somministrazioni in tutto il mondo, lo stiamo pagando una quarta volta, in termini di vite umane. In Italia a questa velocità saremo tutte e tutti vaccinati nel 2023. Nel 2021 Moderna, Pfizer/BioNTech e AstraZeneca, produrranno vaccini per appena l’1,5% della popolazione mondiale. Nei Paesi più poveri la vaccinazione potrebbe essere completata solo tra 7 anni.

Situazione che oltre ad essere inaccettabile perché la salute è un diritto fondamentale, ci riguarda perché il virus non conosce frontiere.

Dobbiamo sconfiggere il virus nello stesso momento e ovunque. Per questo occorre aumentare la capacità produttiva dei farmaci e dei vaccini, E FARLO SUBITO.

In questo quadro denunciamo l’impreparazione con cui stiamo affrontando la terza ondata: ospedali con posti letto saturi e uno screening insufficiente a gestire il contagio, che, in particolare nei posti di lavoro e nel tragitto casa lavoro, rimane totalmente fuori controllo. Paghiamo decenni di tagli al Fondo Sanitario Nazionale (37 miliardi persi in 10 anni) in termini di posti letto, di mancate assunzioni nel SSN, di chiusure dei presidi territoriali e dei consultori, di progressiva esternalizzazione e privatizzazione dei servizi, a cominciare dalle RSA, gestite per fare business.

Ogni giorno di ritardo nelle vaccinazioni comporta l’aumento delle vittime, la chiusura ripetuta delle scuole, la mancata educazione dei giovani, molti sacrifici per le famiglie, la chiusura delle attività, la crisi economica fino alla povertà di sempre più cittadini. È ora di cambiare per il bene di tutte e tutti.

Le nostre a vite devono contare più dei profitti delle aziende e dei bilanci delle Aziende sanitarie. Siamo per il diritto e l’accesso universale alla prevenzione e alle cure, contro tutte le forme di privatizzazione e di esternalizzazione.

Firma anche tu l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per sbloccare i brevetti sui vaccini e sui farmaci, collegandoti a questo link (https://noprofitonpandemic.eu/it/) oppure direttamente al nostro sit-in il 10 aprile.

Promotori: Forum per il Diritto alla Salute – Società della Cura – Medicina Democratica – Dico 32! –

Adesioni:

Casa Internazionale delle Donne – Cattive Ragazze –

Sinistra Italiana – Rifondazione Comunista –

USI (Unione sindacale italiana) – Coordinamento Comitati, Associazioni e i Cittadini per il Forlanini Proprietà Pubblica-Bene Comune –

Associazione Ex lavanderia –

Comitato Si può fare – Conup Pensionati Roma-Napoli –

Coordinamento Regionale Sanità