Mafia viterbese, ascoltata anche la madre di Pecci

NewTuscia – VITERBO – E’ proseguito ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, il processo ai tre indagati per associazione di stampo mafioso che hanno chiesto di essere giudicati con il rito ordinario, Manuel Pecci, Emanuele Erasmi e Ionel Pavel.

Tribunale di Viterbo

E’ stato ascoltato l’avvocato del foro di Viterbo, Floro Sinatora, come testimone indotto dalla difesa. Il legale sarebbe stato incaricato da un cliente insoddisfatto di Pecci, che insieme al fratello gestiva un centro estetico, di scrivere una lettera con richiesta di risarcimento. L’avvocato ha riferito di aver ricevuto una telefonata da parte di Giuseppe Trovato, che conosceva in quanto conterraneo e passato cliente, in cui il presunto boss accennava ad un comune amico che aveva avuto problemi “e con il quale era necessario far pace”.

Secondo l’accusa infatti, Pecci per evitare di accordare il risarcimento al cliente si sarebbe rivolto a Trovato e che tra l’11 e il 13  dicembre 2017 il ristoratore danneggiato sarebbe passato in seguito alle minacce riportategli dal suo avvocato, dall’inviare una lettera per i danni a Pecci al chiedere scusa al boss rinunciando alle richieste di risarcimento.

L’avvocato Sinatora ha negato di essere a conoscenza della figura di Trovato come quella di persona implicata in gravi fatti intimidatori, ha negato anche di averlo sentito dire di voler procedere per “vie spicce” per risolvere la questione (anche se da un’intercettazione telefonica sembra che il testimone gli disse “non lo picchiare”), e avergli assicurato che secondo il suo parere la ricerca di una transazione era la il modo migliore di procedere.

La madre di Pecci, ha poi ribadito come sia Trovato che il ristoratore ritenutosi danneggiato dal servizio del centro, si conoscevano ed erano clienti da anni, cosi come l’avvocato Sinatora. Essendo poco pratico di linguaggio giuridico e legale l’arrivo della lettera con la richiesta di risarcimento è stato ciò che secondo lei ha spinto il figlio a recarsi da solo al ristorante dove solo per caso avrebbe incontrato Trovato.

Secondo la sua testimonianza dunque i due non si sarebbero dati appuntamento e solo dopo che minacciò il ristoratore di ucciderlo di botte, Manuel avrebbe capito il metodo seguito generalmente da Trovato per risolvere i problemi.

Il processo riprenderà 21 giugno con l’audizione di altri testimoni della difesa.