Un ricordo di Mons. Divo Zadi, vescovo emerito di Civita Castellana, recentemente scomparso

 di Stefano Stefanini 

NewTuscia – ORTE – Il giorno del Giovedì Santo ci ha lasciato mons. Divo Sadi, vescovo emerito della diocesi di Civita Castellana, un “privilegio” significativo per un Vescovo tornare alla Casa del Padre nel giorno dell’istituzione dell’Eucarestia.

Come collaboratore della pagina diocesana di Avvenire sin dal 1977, con l’indimenticabile direzione di mons. Giacomo Pulcini, sono tanti i momenti di presenza del vescovo Divo ad Orte che ho descritto nei vari articoli. Vorrei ricordare in primo luogo la domenica di ingresso nella Concattedrale di Orte di mons. Divo Zadi nel maggio del 1989, per la Festa dei Santi Martiri. Ero consigliere comunale e ricordo che collaborammo con la Banda Musicale Città di Orte e la Scuola di Musica per far eseguire alla Banda Musicale l’inno originale composto ed  eseguito nell’Ottocento dalla Cappella Musicale della Cattedrale dall’allora Diocesi di Civita Castellana, Orte e Gallese per l’ingresso nella Concattedrale di Orte di un predecessore di mons. Divo Zadi, mons. Lorenzo De Dominicis, vescovo nel periodo napoleonico.

L’inno era stato ritrovato nel corso delle ricerche condotte dal maestro musicologo  Armando Fiabane nell’Archivio Musicale di Orte, direttore della Banda Musicale e della Scuola di Musica.

Mons. Divo accolse con emozione il benvenuto di Orte ed entusiasta dell’iniziativa e si recò spesso in visita nella città del Tevere, con i parroci, mons. Cipriano Sonaglia e mons. Mauro Pace.

Oggi vanno ricordate  le parole di saluto che il  vescovo Mons. Divo Zadi indirizzò al Pontefice: “ Beatissimo Padre, questo nostro appuntamento di oggi ha un grande significato sociale e religioso…..veniamo da situazioni e da ambienti diversi, ci unisce la fede in Dio e tanta fiducia nell’umanità. Questa assemblea ha i riflessi della grande Famiglia alla quale provvidenzialmente il Signore Vi ha posto a Guida. Vi siamo riconoscenti  per una presenza che ci incoraggia.   Benedite il nostro personale cammino, i nostri progetti ed il nostro lavoro.”

Il 17 settembre 1989  papa Giovanni Paolo II  si recò ad Orte per la benedizione della Virgo Prudentissima, posta sullo svincolo autostradale dell’Autosole.

L’effigie scolpita da Roberto Joppolo e posta dalla società Autostrade sullo svincolo della stazione autostradale di Orte, sul tragitto tra Roma ed Assisi. Il ricordo  della catechesi  di san Giovanni Paolo II sulla Prudenza come virtù soprannaturale e dovere civile. Dopo trenta anni Orte, ed in particolare la comunità di Santa Maria della Strada, chiesa sorta per iniziativa di don Francesco De Angelis  in prossimità della stazione autostradale di Orte, ricorda  le parole di san Giovanni Paolo II che il 17 settembre 1989 pronunciò  in occasione della benedizione  della Virgo Prudentissima sulle svincolo autostradale  e la stessa chiesa appena realizzata a servizio del quartiere e degli automobilisti.

Papa Wojtyla ha lasciato un segno indelebile nella provincia di Viterbo che ha visitato più volte. La visita che si ricorda più frequentemente è quella del maggio 1984, con il trasporto della Macchina di Santa Rosa, di fronte alla quale esclamò: “Valeva la pena per un papa venire a Viterbo”.

Tra le tante visite pastorali di Papa Giovanni Paolo II a Viterbo ed alla sua provincia, ricordiamo – tra le altre,  quelle a Civita Castellana in occasione del 1 maggio ricorrenza di  S. Giuseppe artigiano, Festa del Lavoro e ad Orte, alla Vergine Prudente della stazione autostradale: la visita del 17 settembre 1989, nel corso del quale il futuro Santo espresse un insegnamento profondo,  che ancora oggi la città di Orte e la chiesa diocesana evoca con commozione, in comunione con il vescovo mons. Romano Rossi e con il vescovo emerito mons. Divo Zadi – che nel 1989 ebbe il privilegio di accogliere papa Giovanni Paolo II –   e che il giorno del Giovedì Santo e’ tornato alla Casa del Padre.

Unindimenticabile catechesi sulla Prudenza come dovere civico sulle strade e come virtù soprannaturale dellanimo umano fu tenuta quel 17 settembre 1989 dal successore di Pietro, venuto da lontano”, presso la stazione autostradale di Orte, agli operatori della Società Autostrade, alle forze di Polizia ed in modo particolare agli automobilisti che percorrono le strade spesso con  eccessiva fretta.

L’occasione della visita papale fu quella della benedizione della statua della Vergine Prudentissima, realizzata dallo scultore viterbese Roberto Joppolo, commissionata ed installata dalla Società Autostrade nei pressi dello svincolo di Orte a ricordo dell’Anno Mariano , a metà del tragitto che collega Roma ad Assisi, percorso nel 1210 da San Francesco nel suo viaggio alla Sede apostolica.

Più volte Giovanni Paolo II si era recato ad  Assisi, città della Pace e del dialogo tra le religioni ed i popoli  e nel 1989, soffermandosi

a benedire la Virgo Prudentissima, ha esortato gli automobilisti, gli operatori del traffico e di tutti gli uomini di buona volontà a considerare il viaggio con un’ottica particolare.

San Giovanni Paolo II torna oggi a ripeterci: “ La vita di Maria fu più volte segnata dalle esigenze del cammino, Maria sa che cosa  vuol dire camminare per le strade della terra, con tutti i pericoli e gli imprevisti che ciò comporta.  Maria e Suo Figlio sono i modelli per l’ Uomo contemporaneo, per aver percorso il cammino terreno con lo sguardo vigile alle necessità dei fratelli.”

Oggi vanno ricordate  le parole di saluto che il  vescovo Mons. Divo Zadi indirizzò al Pontefice: “ Beatissimo Padre, questo nostro appuntamento di oggi ha un grande significato sociale e religioso…..veniamo da situazioni e da ambienti diversi, ci unisce la fede in Dio e tanta fiducia nellumanità. Questa assemblea ha i riflessi della grande Famiglia alla quale provvidenzialmente il Signore Vi ha posto a Guida. Vi siamo riconoscenti  per una presenza che ci incoraggia.   Benedite il nostro personale cammino, i nostri progetti ed il nostro lavoro.”

Giovanni Paolo II si rivolse alle comunità parrocchiali con le parole di significato profetico:   “Il cammino umano è soprattutto Speranza” nel corso della benedizione della Chiesa di S. Maria della Strada, limitrofa alla stazione autostradale di Orte, che conserva ancora oggi tanti oggetti che ricordano la visita del papa tanto amato in vita per la sua grande umanità e vicinanza agli uomini.

Il messaggio della Virgo Prudentissima invocata da san Giovanni Paolo II può riassumersi nella prudenza nella guida, lattenzione generosa ai compagni di viaggio, impegnandosi  nel cammino perché  “sereno sia il viaggio”,  “ il percorso sia ricco di esperienze di umanità” , “ e felice sia il ritorno”.  

Nella preghiera pronunciata di fronte alla effigie di Orte, Maria, è stata invocata da Papa Giovanni Paolo II, come Vergine Prudentissima, come Stella lucente e guida sicura, con un riferimento naturale ai giovani a Lui cari, “sentinelle del mattino”, di un’umanità riconciliata ed orientata ad un futuro di Speranza, ad uno sviluppo solidale e pacifico, fondato sulla giustizia sociale e sul rispetto dell’Uomo e dell’Ambiente. Papa Vojtyla  pregò la Vergine di illuminare il cammino e rendere sicura la strada della vita di ogni uomo.

Mons. Divo Zadi con la copia della Virgo Prudentissima che volle nel giardino del Palazzo Vescovile di Civita Castellana.