La risposta dell’assessore dott.ssa Susanna Cherchi all’attacco alla scuola di Marta

NewTuscia – MARTA – Se ieri la scuola di Marta è stata duramente criticata dal sindaco Maurizio Lacchini, oggi sulla questione interviene l’assessore con delega all’istruzione, la dott..ssa Susanna Cherchi: “come assessore all’istruzione, come docente e come genitore mi sento in dovere di intervenire a sostegno della scuola, attaccata ingiustamente e in maniera poco appropriata”. L’articolo, uscito ieri sul corriere di Viterbo, ha messo sotto accusa la scuola, colpevole di non aver informato le famiglie in merito alla positività di una maestra. In realtà, il caso di positività è stato affrontato e gestito dalla dirigenza in maniera precisa e attenta, in linea con le procedure stabilite dalla Asl. Le informazioni sono state riportate in maniera poco chiara, dando adito a diversi fraintendimenti. Innanzi tutto, la maestra non è stata ricoverata per covid, essendosi recata al pronto soccorso la sera del 29 per l’insorgenza di alcuni malesseri non legati al covid. Qui, come previsto dalla procedura, è stata sottoposta anche al tampone, che ha rilevato la sua positività. La maestra, quindi, la mattina di martedì 30 marzo, ha telefonato alla segreteria per comunicare non solo l’assenza ma anche la positività. Purtroppo i bambini erano già entrati nel plesso, ma è stata subito attivata la procedura. La dirigente, infatti, ha informato la ASL la quale, dopo un colloquio con la maestra, da cui ha saputo del contatto con tre bambini della classe avvenuto il 24 marzo, ha predisposto la quarantena non per tutti i bambini, come si evince dall’articolo, ma soltanto per i tre venuti a contatto con la maestra.

“Stiamo vivendo un momento drammatico, in cui la scuola rappresenta un importante e fondamentale punto fermo per i nostri figli. L’isolamento sociale che stanno vivendo, le restrizioni continue, le interruzioni della didattica in presenza sono fortemente destabilizzanti e rischiano di lasciare segni indelebili. La scuola non va attaccata, la scuola va supportata, va sostenuta, va ringraziata”. I bambini che sono stati a contatto con la maestra non erano a scuola “per problemi scolastici…nonostante il Lazio fosse in zona rossa”, come scritto nell’articolo. Erano a scuola perché è stata data loro la possibilità, su richiesta delle famiglie, di frequentare in presenza, così come previsto per l’inclusione scolastica. Perché questo fa la scuola: sostiene e aiuta le famiglie e si attiva per garantire a tutti l’inclusione e l’accessibilità.

“Un sindaco che attacca la sua scuola in questo modo non solo fa un danno alla comunità ma anche a tutta l’amministrazione”.  Alla luce di quanto accaduto la dott.ssa Cherchi rimetterà la delega all’istruzione, unitamente alle altre che le sono state affidate. “Ho l’obbligo morale di prendere le distanze da un simile atteggiamento e da un attacco ingiustificato a un’istituzione pubblica. Ringrazio tutto il corpo docente e scolastico e la Dirigente per l’impegno profuso e, in particolare, auguro alla maestra una pronta guarigione”.